VENEZIA – Fiume d’Italia
La festa annuale del gruppo alpini di Fiume è stata l’occasione per riunire attorno al monumento ai Martiri delle Foibe di Pisogne (Brescia) gli alpini del Gruppo Fiume, sparsi in tutta Italia, gli amici del Gruppo alpini di Pisogne, quelli dell’Associazione Fanti, i rappresentanti fiumani dei bersaglieri e degli artiglieri e il sindaco del paese. Il Gruppo Fiume, intitolato a Mario Angheben è piccolo, ma attivissimo e gode di discreta salute
Le cose cambiano
Durante il funerale di un fratello alpino è stata letta la Preghiera dell’Alpino. Non sarebbe cosa buona aggiungere al testo: ...o Signore, che proteggi le nostre mamme, le nostre spose, i nostri figli e fratelli lontani, anche “i nostri sposi” visto che nel nostro Corpo ci sono molte donne anche in ruoli operativi e di comando.
Francesco Scipione, Sulmona (L’Aquila)
CalendEsercito 2017
Le innovazioni della Grande Guerra sono il leitmotiv del CalendEsercito 2017. Nei dodici mesi sono infatti messe a confronto le novità tecnologiche che hanno visto un impiego, a volte iniziale a volte in forma implementata, nel periodo 1915/1918 e le loro applicazioni nella società contemporanea. Ad esempio le teleferiche della Grande Guerra, realizzate dal Genio e le attuali seggiovie per turisti e sciatori, oppure l’orologio da polso che sostituì, nel periodo bellico, l’allora popolare “cipolla”.
GRUPPO SLOVACCHIA – Il 4 Novembre in Slovacchia
Nella giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate italiane, si è svolto il ricevimento presso la Residenza dell’ambasciatore italiano in Slovacchia Roberto Martini, alla presenza di diverse autorità militari italiane e straniere. L’ambasciatore ha ricordato nel suo intervento, in italiano e in slovacco, le vittime del terremoto nel Centro Italia.
I resti dell'alpino Parodi
Circa 25 anni fa da giovane carabiniere, mi ritrovai a prestare servizio in una piccola stazione dell’arma. Un giorno arrivò una lettera dal Ministero della Difesa. Sul Don durante gli scavi per la posa di un oleodotto furono trovati i resti dell’alpino Parodi. I poveri resti finalmente riposavano in un ossario dei Caduti.
L’Alta Bandiera
L’Alta Bandiera dei Diritti Umani sulle cime della Grande Guerra. È questo il progetto di Daniele Nardi, alpinista di fama mondiale, con la collaborazione del giornalista e amico di Radio24 Dario Ricci, già giornalista dell’anno Ana 2015. Tutto ha avuto inizio il 30 luglio dello scorso anno quando Nardi e Ricci, insieme ad un gruppo di appassionati sostenitori, hanno portato l’Alta Bandiera dei Diritti Umani sul Monte Pasubio.
Il grazie di Max
Mi permetto di disturbarvi per formulare all’Associazione tutta i miei e di Paola più sinceri ed affettuosi auguri per un felice e sereno Natale ed un prosperoso 2017. Vi ringrazio per quanto impegno avete messo per sostenerci e starci accanto sin dal primo momento con tutto il vostro sincero affetto e ricordo bene quante vostre cartoline da tutte le sedi del mondo ci sono pervenute anche durante il periodo in cui eravamo associati alle carceri indiane. Se fosse possibile, sarebbe per me un enorme piacere diffondere a tutti i soci e le loro care famiglie il mio augurio, nell’attesa di potervi abbracciare tutti e dimostrarvi la mia personale ed umile riconoscenza. Con profondo affetto vostro Max.
Massimiliano Latorre
Il capitello restaurato
Ci sono molte persone che parlano di collaborazione, ci sono persone che si lamentano perché le cose non vengono fatte e ce ne sono altre, come quelle del Gruppo di Lago, che agiscono. A Revine Lago c’era, c’è e, per grazia ricevuta, ci sarà ancora per anni, un capitello che sorge in via Guglielmo Marconi, noto come il capitello di San Paolo.
Rischiose strumentalizzazioni
Chi scrive è un alpino che posta sui social con tanto di cappello alpino poiché non si vergogna di denunciare le tante negligenze o nefandezze di una classe politica troppo distante dal cittadino e dalle sue sempre crescenti necessità.
Come a casa
È la casa di tutti gli alpini, è casa vostra. Caro direttore, con queste parole siamo stati accolti dal gen. Silverio Vecchio nella bella sede nazionale degli alpini lo scorso 16 dicembre. Una semplice ma grande parola “casa”: casa è calore, casa è accoglienza, casa è fratellanza. Noi, come gruppo alpini ci siamo sentiti calorosamente accolti e fratelli di una stessa famiglia.
Guerra, amorose e cantine
Sabato sera tutti a teatro. In scena la compagnia “canzonE teatro”: un manipolo di alpini musicisti e attori ingentiliti dalla presenza femminile di Ada Prucca. “Bello far l’Alpino, ma scomodo…”, uno spettacolo che fa intuire il tono, leggero ma non frivolo, divertente ma non privo di momenti toccanti, al quale l’ormai consolidato gruppo di amici musici si è attenuto.
Care Poste, vi scrivo…
Ogni mese, puntuali come un orologio svizzero, la redazione e l’ufficio Associati sono subissati di chiamate di soci e abbonati che non ricevono L’Alpino. È un problema annoso che anche l’ultimo presidente del Comitato di direzione del giornale Salvatore Robustini - “andato avanti” per un brutto male a fine dicembre - si era preso a cuore, «per dar contezza da parte di numerosi soci, missive di protesta, geremiadi di un fatto increscioso: l’eccessivo ritardo, in generale, e l’asincronismo della distribuzione, negli ultimi tempi tendente ad aumentare, anche in zone che non si differenziano per Cap e Stradali».
