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Ricerca contenuti più recenti della categoria Ana:

  • News (20)

    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 58 - 11-02-19)

    SOMMARIO
    - Un dono speciale per Papa Francesco
    - Parole attorno al fuoco con le portatrici carniche
    - Il Museo degli Alpini di Amandola chiede aiuto
    - Festa in grande stile per Iroso

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    Legge 124

    La legge 124 del 4 agosto 2017, in vigore dal 29 agosto 2017, al comma 125 ci dice che a decorrere dal 2018 tutte le Associazioni, le Onlus e le Fondazioni che intrattengono rapporti economici con le pubbliche amministrazioni e con i soggetti di cui all'art 2-bis del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, nonché con società controllate di diritto o di fatto direttamente o indirettamente da pubbliche amministrazioni, comprese quelle che emettono azioni quotate in mercati regolamentati e le società da loro partecipate, e con società in partecipazione pubblica, ivi comprese quelle che emettono azioni quotate in mercati regolamentati e le società da loro partecipate, pubblicano entro il 28 febbraio di ogni anno, nei propri siti o portali digitali, le informazioni relative a: sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici di qualunque genere ricevuti dalle medesime pubbliche amministrazioni e dai medesimi soggetti nell'anno precedente.

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    La moneta per il centenario dell'Associazione Nazionale Alpini

    Il prossimo 29 aprile l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato emetterà una moneta da collezione dedicata al centenario dell’Associazione Nazionale Alpini. Il bozzetto, realizzato da Silvia Petrassi, ritrae sul dritto un alpino con il cappello, mentre sul rovescio l’alpino marcia tra le montagne con l’inseparabile mulo;  in primo piano l'immagine di due stelle alpine, fiore per eccellenza delle Alpi.

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 57 - 04-02-19)

    SOMMARIO
    - Il Museo degli Alpini di Amandola chiede aiuto
    - A Brescia il ricordo di Nikolajewka
    - Festa in grande stile per Iroso

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    San Marino emette tre francobolli dedicati al Centenario dell’Ana

    L’Ufficio filatelico e numismatico della Repubblica di San Marino il prossimo 26 febbraio emetterà tre francobolli dedicati al Centenario dell’Associazione Nazionale Alpini, realizzati su bozzetto di Francesco Bongiorni.
    Il primo valore (0,05 euro) mostra un alpino intento a scalare una parete rocciosa, il secondo francobollo (1,10 euro) raffigura un alpino sulla cima di una vetta innevata, mentre sull’ultimo valore (2 euro) due alpini rendono omaggio ai Caduti alla Colonna Mozza sul Monte Ortigara.

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 56 - 28-01-19)


    SOMMARIO
    - A Brescia il ricordo di Nikolajewka
    - La "Nuova Nikolajewka" ospiterà 120 disabili
    - A Cuneo il ricordo di Nowo Postojalowka
    - 20 gennaio 1943: il racconto dei reduci

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    L'omaggio degli alpini a Zamberletti, padre della Protezione Civile

    L’Associazione Nazionale Alpini ha appreso con cordoglio della scomparsa di Giuseppe Zamberletti, una grande personalità che ha segnato, con le sue idee, la storia del nostro Paese, prodigandosi per un servizio nazionale di Protezione Civile efficiente.
    Gli alpini lo ricordano per il suo impegno come Ministro per il coordinamento della Protezione Civile. Fu proprio Zamberletti, in qualità di Commissario straordinario, a dar vita alla Protezione Civile Nazionale, a partire dal terremoto in Friuli del 1976 e in Campania del 1980. L’Ana, allora ispirata dal Presidente Franco Bertagnolli rispose all’appello ed i risultati si vedono tutt’oggi. Le idee di Zamberletti diedero vita ad un’attività di Protezione Civile moderna e all’altezza delle esigenze.
    L’Associazione Nazionale Alpini, riconoscente, sarà ufficialmente presente alle esequie, domani a Varese.

    In primo piano Giuseppe Zamberletti con il Presidente Ana Sebastiano Favero.

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 55 - 21-01-19)

    SOMMARIO
    - Ciao Cesare!
    - A Cuneo il ricordo di Nowo Postojalowka
    - 20 gennaio 1943: il racconto dei reduci
    - "Cara mamma...", lettere dal fronte

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    L'Ana premia il "Giornalista dell'anno"

    Ogni anno l’Associazione Nazionale Alpini premia un giornalista professionista o pubblicista che non sia socio alpino, o una testata giornalistica, televisiva o web – espressione di realtà non associate all’Ana stessa - che abbiano fatto conoscere i valori e lo spirito dell’alpinità, contribuendo a diffondere nell’opinione pubblica l’opera e l’immagine degli alpini, presentando anche tradizioni e tematiche particolarmente care all’Ana, sia riguardo gli aspetti storici sia quelli di attualità.

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    Ciao Cesare

    I funerali si terranno domani, mercoledì 23 gennaio alle ore 11,  presso la basilica di Sant'Ambrogio (piazza Sant'Ambrogio, 15 a Milano - fermata metropolitana "Sant'Ambrogio" linea 2 verde).

    Per volere della famiglia, nessun discorso, nessuna tromba e niente fiori. La Preghiera dell’Alpino sarà letta dall’amico fraterno Gianluca Marchesi. Ammessi cappello alpino, vessilli e gagliardetti.


    L’Associazione Nazionale Alpini ha appreso con sgomento la notizia della improvvisa scomparsa dell’avvocato Cesare Lavizzari, morto a soli 54 anni, per dodici anni Consigliere e per un anno vice Presidente nazionale dell’Ana. Cesare Lavizzari, milanese, era una delle menti più brillanti della Famiglia alpina: profondo conoscitore degli aspetti normativi della vita dell’Ana, era da tutti apprezzato per la sua franchezza e per la sua capacità di essere criticamente costruttivo.

    Molti dei suoi suggerimenti sono diventati indicazioni fondamentali per la realtà associativa degli alpini. Uomo di grande personalità, Lavizzari ha saputo confrontarsi con tutte le realtà alpine suscitando reazioni anche vivaci ma sempre stimolanti.

    La sua scomparsa tanto repentina, lascia un grande vuoto nella famiglia alpina milanese (a pochi mesi dall’Adunata nazionale del Centenario che si terrà a Milano dal 10 al 12 maggio) e in quella nazionale, a cui mancherà purtroppo la sua figura che è sempre stata soprattutto quella di un alpino vero.

    Sebastiano Favero
    Presidente nazionale dell’Ana

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 54 - 14-01-19)

    SOMMARIO
    - "Cara mamma...", lettere dal fronte
    - Il coro dei congedati della Julia fra storia e poesia
    - La burocrazia rallenta le grandi opere
    - A buon punto la struttura di "Borgo 2" ad Arquata del Tronto

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    Alpini di Brescia al lavoro ad Arquata

    Proseguono a ritmo serrato i lavori nella struttura che l’Ana sta realizzando ad Arquata del Tronto in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 2017. In queste settimane sono all’opera gli alpini dei Gruppi della Sezione di Brescia, che si occupano degli impianti idraulici, dei serramenti e delle finiture. Nella fotografia, penne nere dei Gruppi di Brescia, Calcinato, Lonato e Pavone, incaricati di stendere l’isolamento, mentre provano una betoniera.

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 53 - 07-01-19)

    SOMMARIO:
    - La burocrazia rallenta le grandi opere
    - A buon punto la struttura di "Borgo 2" ad Arquata del Tronto
    - Trento: l'Adunata diventa un caso di studio
    - Congedati della Cadore uniti dal canto

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 52 - 31-12-18)

    SOMMARIO
    - Trento: l'Adunata diventa un caso di studio
    - Arquata del Tronto, terzo Natale fuori casa
    - Con la Tridentina si canta la pace

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    Giovani a supporto delle Forze Armate

    L’Associazione Nazionale Alpini sostiene da tempo la reintroduzione di un servizio obbligatorio dei giovani a favore della Patria.
    Prendendo spunto dalla ventilata ipotesi, seppur al momento rientrata, di impiegare i militari per intervenire a rattoppare le malandate strade romane, l’ANA si dichiara contraria a ciò. L’ANA inoltre rafforza la propria richiesta di mettere a disposizione delle Forze Armate e quindi anche alla comunità, entità di supporto formate da giovani italiani.
    Tali unità potranno svolgere attività di aiuto attivo nell’operatività in ambito civile e militare lasciando ai militari professionisti il compito delle operazioni più professionalmente impegnative.
    Si riafferma così l’opportunità e la necessità di coniugare la formazione delle nuove generazioni con l’utilità di servizio alla nostra istituzione militare.
    È questo un impegno che l’ANA continua e continuerà a chiedere con forza alle istituzioni, convinta che operando in questa direzione si possa concorrere a guardare al futuro della nostra Patria con maggiore ottimismo.

    Il Presidente dell'Associazione Nazionale Alpini
    Sebastiano Favero

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 51 - 24-12-18)

    SOMMARIO
    - Arquata del Tronto, terzo Natale fuori casa
    - Alpini messaggeri di speranza
    - Un anno di sport, bilancio e programmi
    - Coro Orobica nel ricordo di don Bruno Pontalto

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 50 - 17-12-18)

    SOMMARIO
    - Anticipo di Natale in Duomo a Milano
    - Un anno di sport, bilancio e programmi
    - Congedati della Taurinense un coro che emoziona

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 49 - 10-12-18)

    SOMMARIO
    - Anticipo di Natale in Duomo a Milano
    - Il 5° Alpini in missione in Kosovo
    - Coro della SAT, 92 anni di canto
    - Con il coro SMALP amicizia e tradizione

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 48 - 3-12-18)

    SOMMARIO
    - Il 5° Alpini in missione in Kosovo
    - I cori dei congedati incantano Verona
    - Coro della SAT, 92 anni di canto

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    S.Messa di Natale - Diretta streaming

    Domenica 9 dicembre ore 9.30

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  • Pagine (20)

    Prodotti ufficiali ANA

    Tutti i prodotti ufficiali dell'Associazione possono essere richiesti dai soci alla Sezione ANA di appartenenza*.

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    Convenzioni ANA

    Per favorire i propri soci l’Associazione Nazionale Alpini ha stipulato le seguenti convenzioni commerciali con enti ed aziende. Per usufruirne i soci devono essere in regola con l’iscrizione all’ANA e, laddove richiesto, presentare la tessera.


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    IFMS

    IFMS è l'acronimo di “International Federation of Mountain Soldiers” (Federazione Internazionale dei Soldati della Montagna - ifms.si), una federazione tra associazioni nazionali di soldati, in armi, congedati, di riserva o a riposo, con specifico addestramento montanaro. 

    Alla Federazione può aderire una sola associazione per nazione. Ne fanno parte Austria, Bulgaria, Francia, Germania, Italia, Montenegro, Polonia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d'America e Svizzera. L'ANA rappresenta l'Italia: automaticamente quindi, ne fanno parte, perciò, tutti gli associati all'ANA.

    Il segretario generale ricopre questa carica per un triennio, ed è designato a rotazione. Segretario generale dall'ottobre del 2015 è il gen. (alpino) Renato Genovese.

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  • Articoli Alpino (20)

    Scritti... con la divisa

    Siamo sempre con il solito artigliere alpino che con queste lettere si congeda. Dopo aver usufruito della licenza ordinaria scrive alla mamma e, dopo tre giorni al fratello.

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    Giovani d'oggi

    Perché? È la domanda che mi sgorga spontanea, leggendo quanto scrive don Enrico Prete su L’Alpino di dicembre. Perché questi veci alpini si danno tanto da fare per la comunità nella quale sono parte importante? E così in tanti altri paesi e città della nostra Italia? La risposta la trovo una pagina avanti, laddove il nostro presidente Favero nel suo editoriale, quasi implorando chiede “a tutti i livelli un ritorno ad un servizio obbligatorio a favore della Patria”, ben consapevole che solo così, si riesce “a far crescere i giovani con senso dello Stato, consci dei loro doveri, prima dei loro diritti... capaci di comprendere cosa significhi e quanto gratificante sia dare gratuitamente” per gli altri, per la comunità.

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    Ancora sul nonnismo

    Sono sempre molto d’accordo con te, caro direttore, ma per quanto riguarda il fenomeno del nonnismo che hai trattato un po’ troppo sbrigativamente nel numero di novembre, vorrei aggiungere ancora qualche elemento di riflessione. Evidentemente non ti è mai capitato di lucidare le scarpe o preparare la branda per conto terzi o di farti scavalcare impunemente da un vecio alla fila per il rancio.

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    Rimboccarsi le maniche

    Erano le 11 di una giornata qualunque dove normalmente dovevo essere impegnato con il mio lavoro ed invece ero a casa perché la notte precedente la natura aveva riservato alla mia valle ai miei boschi, alla mia casa, e a tutto il Veneto qualcosa che quasi indescrivibilmente sembrava un rendiconto di offese e pareggio di conti che solo nei film si possono vedere. Suona il telefono, è il mio Capogruppo che mi chiede di andare in sede, dato che la bufera ha portato via parte del tetto della nostra baita.

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    Il nostro mensile

    Le confesso che quando capii che lei era un religioso temetti, da ateo, che L’Alpino diventasse un bollettino parrocchiale, invece con il tempo imparai ad ammirare le sue qualità giornalistiche e la sua imparzialità. Su L’Alpino di novembre tre articoli hanno attirato la mia attenzione.

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    Italiani due volte

    Il 10 febbraio 1947 i vincitori della Seconda guerra mondiale imposero all’Italia di cedere alla Jugoslavia l’Istria, Fiume, Zara, la Dalmazia, il Carso triestino e goriziano e l’alta valle dell’Isonzo, oltre a forti risarcimenti per danni di guerra. Una clausola del trattato di Parigi concedeva agli abitanti di quelle terre la facoltà di optare per la cittadinanza italiana, con l’obbligo di trasferirsi in Italia entro un anno dalla data di esercizio dell’opzione.

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    L’indimenticabile Ecia

    Arguto, dissacrante, scanzonato, irriverente, ma con alcuni sacrosanti princìpi: i racconti della Ecia, al secolo Gian Maria Bonaldi, parlano di orgoglio e onore alpino, di osterie, di donne, di sana allegria e di disciplina un po’ naif, di combattimenti ma poiché la guerra è comunque una cosa seria, parlano soprattutto di grande rispetto per i nostri morti. Il libro Ragù e la riedizione Rancio speciale sono ritratti “gustosi” di vita alpina che si leggono e si rileggono sempre con grande piacere, al pari dei primi numeri de L’Alpino che riportano molti suoi scritti.

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    Il cappello ritrovato

    Sono il Capogruppo di Calizzano, Sezione di Savona. Volevo portare a conoscenza di un disgustoso fatto per fortuna finito nei migliori dei modi. È la storia purtroppo vera di un vecchio cappello alpino da capitano del 6º trovato nell’entroterra ligure da un uomo della sorveglianza forestale e consegnato al nostro Gruppo.

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    L'alpino non iscritto

    Sono la moglie di un alpino e ho sempre avuto grande ammirazione e simpatia per questo Corpo. Ultimamente però ho avuto una tremenda delusione nei confronti dell’Ana. Tempo fa è mancato mio fratello, era un alpino e aveva servito la Patria. Con mia grande sorpresa ho notato che mancava il gagliardetto del Gruppo, non c’erano alpini che indossavano il cappello e non è stata recitata la Preghiera dell’Alpino.

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    Equilibrio e buonsenso

    Se è insopportabile la retorica del militarismo e del patriottismo, lo è anche quella dell’antimilitarismo e dell’antipatriottismo a cui mi sembra indulgere l’amico Dario Sala nella sua lettera pubblicata in novembre. A furia di condannare le azioni militari, infatti, si sa da dove si comincia ma non si sa dove finisce.

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    Propagare i valori alpini

    Leggo sulla pagina Facebook dell’Ana alcuni commenti sulla scelta dell’Adunata nazionale del 2020 a Rimini. Io credo che il nostro impegno sia quello di portare in giro per il nostro Paese il messaggio di solidarietà di fratellanza e di amore nei confronti delle nostre genti, in un abbraccio che ci unisce.

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    Il grande Piero

    Durante la consueta cena del Gruppo di Monza, prima dello scambio di auguri abbiamo consegnato il premio “L’Alpino +” a Piero Schiatti, un riconoscimento che noi diamo a chi in questi anni si è contraddistinto per l’impegno e la passione dimostrato nel fare quotidiano ed anche straordinario, nell’essere sempre presente in eventi programmati, Adunate (tutte), al terremoto, ed i lavori straordinari riguardante il gruppo come il “ponte del bruco” che è il ponte del sentiero che porta alla capanna alpinisti monzesi.

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    Una famiglia alpina

    Leggendo L’Alpino di agosto-settembre 2018 a pag. 38 dove c’è l’ultimo saluto ai Caduti in Russia con le centinaia di salme traslate io, figlia e moglie di un alpino, commossa di fronte a questi giovani morti così tragicamente, ho pianto.

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    Onori alla Cuneense

    Una splendida cornice di montagne innevate, sulla quale svetta il Monviso, ha fatto da sfondo alla cerimonia solenne che la Sezione di Cuneo ha organizzato in ricordo di Nowo Postojalowka, ultima battaglia della Cuneense nella Campagna di Russia. La manifestazione ha avuto un prologo sabato 19 gennaio con la riunione del Consiglio Direttivo Nazionale, svolta nel salone d’onore del Comune di Cuneo.

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    Monumento vivente

    Un nuovo piccolo miracolo con la penna nera. Neppure tanto piccolo, visto che stiamo parlando di una struttura socio sanitaria all’avanguardia, senza uguali nel nostro Paese, di oltre 4.500 metri quadrati, capace di accogliere con livelli elevatissimi di ospitalità e residenzialità sino ad ottanta persone con gravi disabilità fisiche.

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    Messaggi d’amore

    «La capacità degli alpini di donarsi al di là dei limiti ed il coraggio di chi affrontò giorni durissimi senza smarrire il senso dell’umanità diventano esempio di italianità. Ci ritroviamo nel cuore della città, dove gli alpini, con compostezza ed emozione, ricordano il rosario di vite cadute nel gelo russo. Non si può avere questo spessore se non si ha il senso della storia. Sarebbe stato facile trasformare il ricordo in rabbia. Voi l’avete trasformato in messaggio d’amore».

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    Un cuore per Arquata

    Passo dopo passo. L’attesa è finita e ora è lì. È un edificio gentile con grandi finestre fatto di legno e costruito con la migliore tecnologia per resistere alle scosse, quelle scosse che oltre due anni fa hanno devastato Arquata del Tronto. A volte la vita è strana e la natura in un battibaleno può distruggere la tua casa, le tue certezze, la vita.

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    Un lutto che ci impoverisce

    Un lutto che ci impoverisce La notizia mi arriva su whatsapp. Quattro parole lapidarie: “È morto Cesare Lavizzari”. Mi rifiuto di crederci. Penso ad uno scherzo, magari per vedere come reagisco. O in subordine ad una fake news. Chi mi dà la notizia mi conferma che purtroppo è così. Rispondo di getto, emotivamente in subbuglio: “A volte era un rompi, ma mi viene da piangere”.

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    Ieri nemici, oggi fratelli

    Sul numero di dicembre de L’Alpino leggo la lettera “Croci senza nome” di Bruno Panchieri, che testimonia come l’ondata di sentimenti relativa ai Caduti della Prima guerra mondiale è lungi dall’essersi esaurita con la fine dell’anno del Centenario.

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    In coro a Cerea

    La capacità di emozionare attraverso le canzoni e sei cori che hanno espresso tutta la loro potenza: questo quanto è successo a fine novembre a Cerea (Verona), dove il locale gruppo alpini ha organizzato il raduno dei cori delle brigate alpine in congedo e della Smalp. Un viaggio nel passato sui luoghi della Grande Guerra: Ortigara, Caporetto… per poi chiudere con il secondo conflitto mondiale: l’Albania, la Russia… il fango, la neve, la meglio gioventù che non ritorna…

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