Articolo Alpino

Quattro amici a Visso


  Argomento: Opere per il Centro Italia

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Maggio 2018 dell'Alpino


Intervenire in agricoltura sui danni del terremoto non è così facile. È anche per questo che l’Ana ha deciso di aggiungere un ulteriore intervento ai quattro inizialmente preventivati e ricostruire una stalla disastrata in quel di Visso (Macerata). La famiglia Sabatini si è trovata di punto in bianco senza abitazione e senza ricovero per gli animali che compongono la mandria - vacche, vitelli da carne e cavalli - mettendo in serio pericolo il lavoro di Maurizio, capofamiglia e allevatore. 

In Consiglio Direttivo Nazionale era già stata ventilata l’ipotesi di intervenire verso chi non avrebbe potuto spostarsi dai luoghi terremotati. Non esistendo alberghi zootecnici d’emergenza, immaginare transumanze su strade ed autostrade è abbastanza fantasioso: tori in corsia di sorpasso, maiali su quella dei veicoli lenti. No, decisamente improbabile. Alcuni alpini intervenuti nelle zone terremotate avevano segnalato la situazione di difficoltà permanente di un allevatore di Visso. Senza perdere tempo prezioso, alcune penne nere della Sezione di Lecco sono andate sul posto a verificare la situazione. Un disastro: non c’era più nulla di utilizzabile, gli animali erano esposti ai rigori del tempo e i cinque componenti della famiglia vivevano in una roulotte.

Al rientro dalle Marche il Presidente della Sezione lecchese ha coinvolto le consorelle di Como, Monza e la Valtellinese per redigere un primo progetto, inviato in Sede nazionale. Si apportano alcune rettifiche, si individua una struttura in ferro nuova ed inutilizzata e si parte, ma c’è subito uno stop perché per la stalla devono essere utilizzati gli impianti indicati dalla Regione. Signorsì, purché si lavori… Una volta sbrogliati alcuni dettagli di non poco conto, in riunione a Milano il Presidente Sebastiano Favero e il responsabile delle Grandi Opere Lorenzo Cordiglia assicurano pieno sostegno all’iniziativa. Si verifica la fattibilità in termini di legge e i lavori partono piano, molto piano, troppo piano, tant’è che viene selezionata una commissione di tecnici che in poco tempo individua i punti critici e si decide di far intervenire manodopera non locale.

La stalla avrà una superficie di circa 500 metri quadri e il fienile di 180. I lavori sono iniziati a metà marzo e a fine maggio si vedrà l’opera finita, pronta per l’inaugurazione e soprattutto per l’utilizzo.

Mario Rumo
mario.rumo@ana.it

  15/05/2018

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