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  • News (20)

    Ciao Cesare

    L’Associazione Nazionale Alpini ha appreso con sgomento la notizia della improvvisa scomparsa dell’avvocato Cesare Lavizzari, morto a soli 54 anni, per dodici anni Consigliere e per un anno vice Presidente nazionale dell’Ana. Cesare Lavizzari, milanese, era una delle menti più brillanti della Famiglia alpina: profondo conoscitore degli aspetti normativi della vita dell’Ana, era da tutti apprezzato per la sua franchezza e per la sua capacità di essere criticamente costruttivo.

    Molti dei suoi suggerimenti sono diventati indicazioni fondamentali per la realtà associativa degli alpini. Uomo di grande personalità, Lavizzari ha saputo confrontarsi con tutte le realtà alpine suscitando reazioni anche vivaci ma sempre stimolanti.

    La sua scomparsa tanto repentina, lascia un grande vuoto nella famiglia alpina milanese (a pochi mesi dall’Adunata nazionale del Centenario che si terrà a Milano dal 10 al 12 maggio) e in quella nazionale, a cui mancherà purtroppo la sua figura che è sempre stata soprattutto quella di un alpino vero.

    Sebastiano Favero
    Presidente nazionale dell’Ana

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 54 - 14-01-18)

    SOMMARIO
    - "Cara mamma...", lettere dal fronte
    - Il coro dei congedati della Julia fra storia e poesia
    - La burocrazia rallenta le grandi opere
    - A buon punto la struttura di "Borgo 2" ad Arquata del Tronto

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    Alpini di Brescia al lavoro ad Arquata

    Proseguono a ritmo serrato i lavori nella struttura che l’Ana sta realizzando ad Arquata del Tronto in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 2017. In queste settimane sono all’opera gli alpini dei Gruppi della Sezione di Brescia, che si occupano degli impianti idraulici, dei serramenti e delle finiture. Nella fotografia, penne nere dei Gruppi di Brescia, Calcinato, Lonato e Pavone, incaricati di stendere l’isolamento, mentre provano una betoniera.

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 53 - 07-01-18)

    SOMMARIO:
    - La burocrazia rallenta le grandi opere
    - A buon punto la struttura di "Borgo 2" ad Arquata del Tronto
    - Trento: l'Adunata diventa un caso di studio
    - Congedati della Cadore uniti dal canto

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 52 - 31-12-18)

    SOMMARIO
    - Trento: l'Adunata diventa un caso di studio
    - Arquata del Tronto, terzo Natale fuori casa
    - Con la Tridentina si canta la pace

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    Giovani a supporto delle Forze Armate

    L’Associazione Nazionale Alpini sostiene da tempo la reintroduzione di un servizio obbligatorio dei giovani a favore della Patria.
    Prendendo spunto dalla ventilata ipotesi, seppur al momento rientrata, di impiegare i militari per intervenire a rattoppare le malandate strade romane, l’ANA si dichiara contraria a ciò. L’ANA inoltre rafforza la propria richiesta di mettere a disposizione delle Forze Armate e quindi anche alla comunità, entità di supporto formate da giovani italiani.
    Tali unità potranno svolgere attività di aiuto attivo nell’operatività in ambito civile e militare lasciando ai militari professionisti il compito delle operazioni più professionalmente impegnative.
    Si riafferma così l’opportunità e la necessità di coniugare la formazione delle nuove generazioni con l’utilità di servizio alla nostra istituzione militare.
    È questo un impegno che l’ANA continua e continuerà a chiedere con forza alle istituzioni, convinta che operando in questa direzione si possa concorrere a guardare al futuro della nostra Patria con maggiore ottimismo.

    Il Presidente dell'Associazione Nazionale Alpini
    Sebastiano Favero

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 51 - 24-12-18)

    SOMMARIO
    - Arquata del Tronto, terzo Natale fuori casa
    - Alpini messaggeri di speranza
    - Un anno di sport, bilancio e programmi
    - Coro Orobica nel ricordo di don Bruno Pontalto

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 50 - 17-12-18)

    SOMMARIO
    - Anticipo di Natale in Duomo a Milano
    - Un anno di sport, bilancio e programmi
    - Congedati della Taurinense un coro che emoziona

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 49 - 10-12-18)

    SOMMARIO
    - Anticipo di Natale in Duomo a Milano
    - Il 5° Alpini in missione in Kosovo
    - Coro della SAT, 92 anni di canto
    - Con il coro SMALP amicizia e tradizione

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 48 - 3-12-18)

    SOMMARIO
    - Il 5° Alpini in missione in Kosovo
    - I cori dei congedati incantano Verona
    - Coro della SAT, 92 anni di canto

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    S.Messa di Natale - Diretta streaming

    Domenica 9 dicembre ore 9.30

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    “Musica per le nostre montagne” a favore del Veneto colpito dal maltempo

    Sabato 8 dicembre alle ore 18, presso il Teatro La Fenice di Venezia, andrà in scena “Musica per le nostre montagne” con cori di montagna e arie d’opera a cura di Bepi De Marzi, autore de “Il Signore delle Cime”. Il ricavato sarà devoluto alle popolazioni colpite dalla devastazione del maltempo, attraverso il conto corrente «Il Veneto in ginocchio», attivato dalla Regione Veneto.

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    Domenica 9 la Santa Messa di Natale in Duomo a Milano

    Domenica 9 dicembre si rinnova il tradizionale appuntamento alpino per la Messa di Natale nel Duomo di Milano, voluta da Peppino Prisco negli anni Cinquanta, a ricordo dei Caduti in guerra e in pace.
    Da Piazza della Scala (ammassamento ore 8,30) gli alpini sfileranno fino in Piazza Duomo per l’alzabandiera e la Messa (ore 9,30), celebrata da mons. Franco Agnesi e accompagnata dal Coro ANA “Mario Bazzi” di Milano. Al termine della funzione religiosa ci saranno i discorsi ufficiali sul sagrato della cattedrale; seguirà un corteo per le vie del centro fino al Sacrario ai Caduti di Largo Gemelli dove, verso le 12, verrà deposta una corona d’alloro.
    La Messa sarà trasmessa in diretta streaming su ana.it, a partire dalle ore 9,30.

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    Adeguamento alla normativa sulla privacy per l'iscrizione all'Associazione

    L’ANA, in collaborazione con uno studio specializzato, ha avviato da tempo la revisione delle regole e delle procedure legate al trattamento dei dati, con l’obiettivo di ottenere l’adeguamento normativo al dlgs. 196/2003 (codice privacy) e al regolamento UE 2016/679. A seguito di ciò cambia tutta la modulistica e la documentazione che riguarda gli associati ANA.

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 47 - 26-11-18)

    SOMMARIO
    - I cori dei congedati incantano Verona
    - Fedeltà alla montagna, storia di un premio
    - Inaugurata a Milano la sede del Comitato organizzatore

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 46 - 19-11-18)

    SOMMARIO
    - Fedeltà alla montagna, storia di un premio
    - Inaugurata a Milano la sede del Comitato organizzatore
    - Viaggio tra le note delle fanfare dei congedati

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    I Presidenti ANA riuniti alle Stelline

    Dopo l’appuntamento di maggio per l’assemblea annuale dei delegati, la riunione dei Presidenti di Sezione rappresenta un altrettanto importante momento della nostra vita associativa. Anche quest’anno, nella seconda domenica di novembre, i Presidenti delle Sezioni ANA con il Presidente Nazionale in testa ed i Consiglieri nazionali, si sono ritrovati al Palazzo delle Stelline a Milano per dibattere su diversi temi fondamentali per la vita associativa.

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    L'Alpino settimanale televisivo (Puntata 45 -12-11-18)

    SOMMARIO
    - Danni del maltempo, penne nere al lavoro
    - Il bellunese ringrazia gli alpini
    - La luce della pace continua a splendere
    - Viaggio tra le note delle fanfare dei congedati

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    L'Ana apre un conto corrente per aiutare la popolazioni colpite dal maltempo

    L'Ana ha aperto un conto corrente per raccogliere le sottoscrizioni a favore delle popolazioni gravemente colpite dal maltempo dei giorni scorsi che ha messo in ginocchio il Veneto e altre regioni del nostro Paese.

    C/c intestato a FONDAZIONE ANA ONLUS CONTO CALAMITA' NOVEMBRE 2018
    IBAN: IT 64 I 06230 01627 000046045918
    BIC/SWIFT: CRPPIT2P227
    Banca di riferimento: CRÈDIT AGRICOLE, Filiale di Milano - Via Armorari, 4

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    I vertici ANA incontrano il ministro della Difesa

    Lo scorso 9 novembre una delegazione dell'ANA composta dal Presidente Sebastiano Favero, dal vice Presidente vicario Ercole Alfonsino, dal delegato in Roma Federico Di Marzo e dal direttore generale Adriano Crugnola, ha incontrato il ministro della Difesa Elisabetta Trenta.
    E' stata l'occasione per presentare al ministro l'Associazione Nazionale Alpini nelle sue componenti organizzative e operative e le relative attività svolte, nonchè i progetti che l'ANA ha per il futuro.

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  • Pagine (20)

    Prodotti ufficiali ANA

    Tutti i prodotti ufficiali dell'Associazione possono essere richiesti dai soci alla Sezione ANA di appartenenza*.

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    Convenzioni ANA

    Per favorire i propri soci l’Associazione Nazionale Alpini ha stipulato le seguenti convenzioni commerciali con enti ed aziende. Per usufruirne i soci devono essere in regola con l’iscrizione all’ANA e, laddove richiesto, presentare la tessera.


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    IFMS

    IFMS è l'acronimo di “International Federation of Mountain Soldiers” (Federazione Internazionale dei Soldati della Montagna - ifms.si), una federazione tra associazioni nazionali di soldati, in armi, congedati, di riserva o a riposo, con specifico addestramento montanaro. 

    Alla Federazione può aderire una sola associazione per nazione. Ne fanno parte Austria, Bulgaria, Francia, Germania, Italia, Montenegro, Polonia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d'America e Svizzera. L'ANA rappresenta l'Italia: automaticamente quindi, ne fanno parte, perciò, tutti gli associati all'ANA.

    Il segretario generale ricopre questa carica per un triennio, ed è designato a rotazione. Segretario generale dall'ottobre del 2015 è il gen. (alpino) Renato Genovese.

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  • Articoli Alpino (20)

    Una proposta

    In riferimento alla lettera “Il testamento dell’Ana” del numero di novembre mi permetto di esporre un’opinione. Sono d’accordo che potrebbe essere prematuro parlarne, ma anche navigare a vista è pericoloso, qualcuno ci ha provato lambendo l’isola del Giglio e sono note le conseguenze.

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    Una vergognosa falsità

    Leggo sul numero di novembre la lettera di Ettore Marzolo, dove si accosta la figura di Sandro Pertini alla tragedia delle foibe, lasciando intendere una sua diretta responsabilità e complicità con il maresciallo Tito. Nessuno storico, fino ad oggi, ha accennato ad alcun ruolo di Pertini in questo eccidio, neppure un suo avversario come Giorgio Pisanò, che delle foibe scrisse più di mezzo secolo fa.

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    Su Renato Sclarandi

    Ci riferiamo alla lettera pubblicata sul numero di ottobre sul martire Sclarandi, per descrivere con estrema sintesi chi fu Renato Sclarandi. Nacque a Torino il 30 gennaio 1919 e fin da giovanissimo manifestò una grande fede e militò nell’Azione Cattolica della sua parrocchia.

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    Alpini e artiglieri

    Prendo spunto da una risposta da lei data sul numero di novembre ad Antonio Piccolo per una lettera intitolata “Il berretto degli stupidi”. Per noi “la stupida”. Ma quello che non capisco è il suo esempio: Lei indica la provenienza del soprannome del cappello come somiglianza ai cappelli “indossati dai degenti dei manicomi” (affermazione che non voglio discutere essendo io privo di altri elementi al riguardo per cui mi fido).

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    Le parole di don Carlo

    Nel numero di novembre, Giancarlo Angelini ricorda “Gli Angeli di don Gnocchi”. Don Carlo Chiavazza (1914- 1981) cappellano degli alpini in Russia, nel suo libro “Scritto sulla neve”, riporta le parole di don Gnocchi riguardanti quanto descritto nell’articolo di Angelini: “Nikolajewka è già alle nostre spalle...

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    Ricordi di prigionia

    Ho letto il tuo editoriale di novembre “Commemorare è educare” e, con mia grande sorpresa, ho visto che hai parlato del sacrario dei soldati italiani a Zonderwater in Sudafrica. Mi sono commosso perché mio padre Marco, alpino del 7º del Feltre, è stato fatto prigioniero in Albania durante la disgraziata campagna di Grecia.

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    La nostra forza morale

    Prendo spunto dalle righe di Giuseppe Fanti pubblicate sul numero di ottobre per manifestare con orgoglio che il Gruppo di Mogliano Veneto dal 1975 porta avanti simile iniziativa, rivolta al ricordo di tutti i suoi alpini “andati avanti”.

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    E il cappello?

    Sono un sottufficiale alpino in pensione e vorrei segnalare una cosa che mi ha un poco meravigliato. Mi trovavo a Roma per visitare ed osservare i numerosi e importanti monumenti della città. Mentre attraversavo le varie piazze e vie ho notato con un certo orgoglio i militari in servizio per rendere più sicura la citta.

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    Educare le nuove generazioni

    Ho apprezzato molto la “scheggia di sapienza” africana che ci hai trasmesso nell’editoriale di novembre: “Costruisci un bambino, costruisci una nazione.” E il tuo invito: “Il nostro compito è educare le nuove generazioni”.

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    Nel silenzio di un luogo sacro

    Di ritorno da un giro sulle Dolomiti, dopo Pieve di Livinallongo del Col di Lana, anziché proseguire sulla statale per scendere a Caprile e poi nell’Agordino, ho svoltato a destra per Digonera e Rocca Pietore e, all’altezza del sacrario di Pian dei Salesei, mi sono fermato: non c’era nessuno. Cammino verso la chiesetta, di fronte a me la parete nord-ovest del Monte Civetta, che già si sta colorando di rosa per effetto del tramonto, una leggera brezza mi fa alzare il colletto della giacca a vento, tutt’intorno solitudine e silenzio.

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    Questione politica?

    Premetto che, come tutti i soci del mio Gruppo, sono totalmente concorde nel sostenere che l’Ana debba essere apartitica, come da Statuto. Rispondo con questa mia, alla lettera di Piazza, pubblicata sul numero di novembre. Suonare “Bella Ciao” nel deporre la corona di alloro al cippo dei partigiani, cosa che avviene puntualmente da sempre ad ogni festa del nostro Gruppo, non vuole assolutamente essere una questione politica.

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    Che bella famiglia!

    Tramite il vostro giornale voglio augurare ogni bene all’alpino Luca premiato per la Fedeltà alla montagna e alla sua bella famiglia in crescita.

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    L'umiliazione del nonnismo

    Si vede che lei ha subito solo qualche “sfottò”. Altrimenti non avrebbe liquidato un argomento ostico come il “nonnismo” con due righe. Nel 1970 io ero recluta di stanza a Venzone. E ogni notte sotto la mia branda, un compagno piangeva come un bambino che invano cercavo di rincuorare. Gli scherzi che subivano erano molto pesanti.

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    Alpini e comunità

    Questa mia vuole essere una semplice testimonianza di quanto il Gruppo di Bernareggio ha organizzato per onorare e ricordare i Caduti della Grande Guerra. Coinvolgendo le amministrazioni comunali della nostra comunità pastorale (Bernareggio, Sulbiate e Aicruzio) e con il sostegno del maestro Pasquale Galbusera, siamo riusciti a donare al nostro paese due monumenti: uno nel 2015 intitolato “Italia” e l’altro inaugurato lo scorso 4 novembre dal titolo “Angolo della memoria”.

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    Giornali di trincea

    “La verità non si poteva dire. Ogni giorno i giornalisti aspettavano il bollettino del Comando Supremo e dovevano limitarsi a svolgere solo ciò che esso conteneva”, osserva lo scrittore Arturo Lancellotti parlando della censura in Giornalismo eroico. Dopo Caporetto l’aria cambia. La guerra diventa difensiva e si combatte per proteggere la Patria e la famiglia. Nuovi vertici alla guida dell’esercito con l’arrivo del gen. Armando Diaz portarono anche a diverse modalità di comunicazione con l’istituzione del “Servizio P.” (che stava per propaganda, ma che era anche di vigilanza e assistenza), uno per ogni Armata.

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    Cent’anni fa

    L’armistizio siglato a Villa Giusti, che sanciva la fine delle ostilità, entrò in vigore alle 15 del 4 novembre 1918, ventiquattro ore dopo la firma. La guerra era finita. Le trincee vuote e silenziose, finalmente in pace. La montagna mutata nell’aspetto dai feroci colpi dell’artiglieria, sembrava rispecchiare l’animo dei soldati che avevano combattuto oltre quaranta mesi di una guerra estenuante, durissima. La natura era tornata ad appropriarsi della neve, del fango, delle pietraie come dei boschi, mentre gli uomini stravolti, logori, devastati dalle immagini di guerra e di morte che ancora riempivano loro gli occhi, percorrevano idealmente in colonna, la via verso casa.

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    Alpini sotto la Madonnina

    Già l’attesa è una liturgia. Con i suoi riti, sempre nuovi, ma vecchi e ripetuti con la cadenza di scene sacre. A cominciare dai componenti del Consiglio direttivo nazionale, che si ritrovano sempre lì, alla bocca della galleria. Ci si saluta e si aspetta il momento di dare forma a quella cordialità in libera uscita. Poi magari ci scappa anche il caffè e il cornetto al sempre prestigioso bar Campari. Vedessero gli alpini Davide e Guido, figli del fondatore e decorati al valore nella Grande Guerra, quante penne nere girano intorno al loro locale, di sicuro sarebbero orgogliosi delle loro fortune, a cominciare da quella di avere avuto il cappello in testa con la penna.

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    Il tesoro ritrovato

    Le prime notizie della presenza nella sede della Sezione Ana di Roma di documenti d’interesse storico relativo alla Sede Nazionale mi furono comunicate, appena assunsi l’incarico di responsabile del Centro Studi, dal Presidente Sebastiano Favero che, in occasione di una visita alla Sezione romana, ebbe l’occasione di visionare alcuni documenti “datati”, grazie alla disponibilità del Presidente sezionale Alessandro Federici.

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    Dalle macerie il fiore dell’Ana

    Anno Domini 2019. Giusto un secolo fa nasceva l’Ana e noi ci apprestiamo a fare di questo anno una memoria speciale. Per scoprire le ragioni che portarono a quella scelta. Per guardare con orgoglio al cammino fatto in questo tempo. Per ringraziare il Cielo di averci aiutato ad attraversare insieme questo secolo, restando uniti, attraverso guadi spesso travagliati. Ma soprattutto godendo sempre la letizia della fraternità alpina col desiderio, mai appannato, di servire l’Italia e renderla migliore.

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    In aiuto ai poveri

    Nell’attesa della 22ª Colletta alimentare molti volontari del Banco Alimentare e delle associazioni che operano in quella giornata, tutti con i “gilet gialli” - simbolo di solidarietà e non di protesta come accade oltralpe - erano in piazza San Pietro, all’udienza del Santo Padre. I rappresentanti del Banco Alimentare, con il Presidente della Fondazione Andrea Giussani, dell’Ana con il Consigliere nazionale Federico di Marzo, e dei bersaglieri che per la prima volta partecipano alla raccolta, hanno avuto l’onore di poter salutare sul sagrato, al termine dell’udienza, Papa Francesco per consegnarli simbolicamente uno scatolone con alcuni alimenti.

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