Centenario Grande Guerra
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    I vincitori del concorso “Il Milite… non più ignoto” 2016-2017

    Pubblichiamo i vincitori del concorso “Il Milite… non più ignoto” relativi all’anno scolastico 2016/2017. Hanno partecipato ben 68 progetti, proposti dalle scuole di 9 Regioni e appartenenti a 29 Sezioni Ana.
    I lavori divisi per Regione sono stati giudicati da una commissione ad hoc formata dal vice Presidente Alfonsino Ercole e dai Consiglieri nazionali Mauro Azzi e Francesco Maregatti. I progetti vincitori, uno per ogni ordine di grado scolastico, verranno premiati con 500 euro.

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    “La Grande Guerra: immagini, parole, musica”, serata-incontro a Varese

    Venerdì 17 novembre, alle ore 21, nella Sala Impero di Villa Pansa (in piazza Litta, 1 a Varese), la Sezione di Varese organizza una serata-incontro intitolata “La Grande Guerra: immagini, parole, musica”.

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    Convegno a Milano sugli "Arditi" nella Grande Guerra

    Gli Arditi saranno il tema del  convegno che si terrà il prossimo 9 novembre nella "Sala dei Comandanti" del Centro documentale Esercito (Milano, via Vincenzo Monti 59, inizio ore 14.30),  organizzato dal Comitato per il Centenario degli alpini del gruppo Milano Centro "Giulio Bedeschi" nel quadro della rievocazione per tappe degli eventi più significativi del conflitto '15-'18.

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    Cento anni fa la Grande Guerra, convegno a Paganica

    Il prossimo 11 novembre, al Centro parrocchiale San Giustino di Paganica, verrà presentato il libro di Fernando Rossi “Cento anni fa la Grande Guerra. Il contributo reso dai cittadini in armi del Comune di Paganica”, che ricorda i 613 concittadini che parteciparono alla Prima Guerra Mondiale.
    L’appuntamento si inserisce in una giornata di convegno dedicata al dibattito sulla storia della Grande Guerra combattuta da tanti abruzzesi. 

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    Tre giorni a Quero per ricordare la battaglia di Monte Cornella

    Il 17, 18 e 19 novembre gli alpini di Quero ricorderanno la battaglia di Monte Cornella che vide la resistenza indomita delle truppe dislocate tra il monte Tomatico e le rive del Piave, presso la stretta di Quero, in modo da favorire l’organizzazione della linea difensiva Tomba-Monfenera.

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    "Degni delle glorie dei nostri avi", volume II - 1916

    Lo scorso anno abbiamo pubblicato il primo volume della raccolta dei decorati al Valor Militare relativo al 1915. A questo lavoro sono state apportate alcune modifiche e integrazioni grazie al minuzioso lavoro della squadra guidata da Pierluigi Scolè. Troverete dunque disponibile la seconda edizione del "Volume I - 1915". Accanto a questa revisione, presentiamo il secondo ebook che raccoglie le note biografiche e le motivazioni degli Alpini e Artiglieri da Montagna decorati nel 1916. Buona lettura!

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    All’Università degli Studi di Padova la terza conferenza sul mito degli alpini

    “Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai. Dalla storia al mito. Gli alpini nella Grande Guerra” è il ciclo di conferenze organizzato in occasione del Centenario della Grande Guerra. Dopo Torino nel 2015 e Milano nel 2016, l’appuntamento è all’Università degli Studi di Padova, Palazzo del Bo, aula “I. Nievo”. 

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    “Il Milite… non più ignoto”: le classifiche 2015-2016

    Pubblichiamo le classifiche del concorso “Il Milite… non più ignoto” relative all’anno scolastico 2015/2016. Potrete visualizzare e scaricare le classifiche sezionali con i lavori giudicati dalle Sezioni, classifiche che sono da ritenersi concluse, quindi definitive. I lavori divisi per Regione, invece, sono stati giudicati da una Commissione ad hoc formata da tre Consiglieri Nazionali che hanno scelto i progetti vincitori, uno per ogni Regione.

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    “La Grande Guerra. Fede e Valore” alle Gallerie di Piedicastello

    La tappa trentina della mostra, già esposta in numerose città italiane ed inserita tra gli eventi commemorativi per il Centenario della Prima Guerra Mondiale, è stata inaugurata presso le rinomate Gallerie museali di Piedicastello a Trento, e rimarrà aperta al pubblico fino al 20 novembre.

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    A Milano seconda conferenza sul Centenario della Grande Guerra

    Continua il ciclo di conferenze che hanno come tema il mito degli alpini, in occasione del Centenario della Grande Guerra e, nel 2019, quello dell’Ana. L’iniziativa di alto livello scientifico, ha il patrocinio del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della Grande Guerra presieduto dal senatore alpino Franco Marini e del Centro Interuniversitario di Studi e Ricerche storico-militari il cui presidente è il professor Nicola Labanca.

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    “Montenero - 1915: l’Italia va in trincea”, conferenza a Milano

    Il 4 ottobre, ore 21, presso il Salone del Circolo Volta a Milano (in via G. Giusti 16), il Comitato per il Centenario del gruppo alpini Milano Centro, organizza una conferenza dal titolo “Montenero - 1915: l’Italia va in trincea”. Il prof. Gastone Breccia ripercorrerà le tragiche fasi iniziali del conflitto, illuminate solo dall'eroica conquista da parte delle penne nere della cima, inespugnabile, del Monte Nero.

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    "Si Combatteva Qui!", mostra a Caporetto

    La Mostra Fotografica “Si Combatteva Qui! 1915 – 1918 Sulle orme della Grande Guerra” di Alessio Franconi ripropone attraverso un percorso fotografico il fronte Italo Austroungarico dalla Slovenia alla Lombardia a cento anni dalla Prima Guerra Mondiale. Dopo le tappe di Milano, Camogli, Acqui Terme e Cervia, la Mostra è approdata il 9 settembre scorso nella città di Caporetto dove resterà aperta fino al 30 ottobre 2016 presso la sede espositiva della Fondazione Poti miru v Posocju Gregorciceva ulica 8.

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    Concorso nazionale “Il Milite… non più ignoto” 2016-2017

    Dopo il successo dello scorso anno, a ottobre riapriranno le iscrizioni per partecipare al concorso nazionale “Il Milite… non più ignoto” indetto dall’Associazione Nazionale Alpini in collaborazione con il Ministero della Difesa. Il progetto invita docenti e studenti ad esplorare il tema della Prima Guerra Mondiale attraverso l’adozione di un Monumento ai Caduti presente sul loro territorio. 

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    La guerra e gli animali, mostra a Venzone

    Sabato 28 maggio, ore 17, a Palazzo Orgnani-Martina di Venzone (Udine), verrà inaugurata la mostra "1914-’18: la guerra e gli animali. Truppe silenziose al servizio degli eserciti", curata da Susanne Probst e Serenella Ferrari. Un centinaio di foto di collezioni private documentano la vita degli animali al fronte e il legame che si instaurò con i soldati.

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    In autunno riaprono le iscrizioni per il concorso nazionale “Il Milite… non più ignoto”

    L’Associazione Nazionale Alpini, in occasione del Centenario della Grande Guerra, ha proposto alle scuole secondarie di primo e secondo grado di primo e secondo livello, un’indagine storica sul Primo Conflitto Mondiale: “Il Milite… non più Ignoto”. Da ottobre 2015 al 31 marzo 2016 gli Istituti scolastici si sono iscritti sul portale www.milite.ana.it e successivamente hanno caricato i vari progetti che saranno valutati entro il mese di giugno, dalle Sezioni di competenza.

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    "Il cammino del Centenario", serata a Busche

    Lo scorso anno, per celebrare il centesimo anniversario della Grande Guerra, il CAI Veneto in collaborazione con l'ANA, ha organizzato una serie di escursioni da Asiago alla Marmolada, lungo le montagne che hanno fatto da sfondo alle vicende belliche.

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    Proroga concorso “Il Milite… non più ignoto”

    Considerato che il concorso “Il Milite… non più ignoto” è al primo anno di attuazione e tenuto conto delle richieste di alcuni Istituti scolastici, la Commissione Centro Studi Ana ha deciso di concedere una proroga alla presentazione dei lavori per partecipare al progetto. La scadenza inizialmente stabilita nel giorno di giovedì 31 marzo 2016 è stata nuovamente fissata a giovedì 7 aprile 2016 alle ore 18.

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    Dedicato agli alpini che presero il Monte Nero

    Il 16 giugno 1915 gli alpini dei battaglioni Susa, Exilles e Val Pellice, del 3° Alpini, conquistarono il Monte Nero (m 2.245) e le alture adiacenti, dimostrando l’eccellente preparazione alla guerra in alta montagna e l'elevato valore combattivo. A loro è dedicato questo video.

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    Un futuro pieno di storia

    Il 29 ottobre presso la Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino, si è tenuta la prima delle cinque conferenze organizzate dall’Associazione Nazionale Alpini per ricordare il Centenario della Grande Guerra. Sotto la regia di Massimo Bernardini, si sono alternati gli interventi dei professori Nicola Labanca e Paolo Pozzato e del dottor Pierluigi Scolè. I relatori hanno determinato le ragioni legate alla nascita del mito degli alpini, attraverso i resoconti e la cronaca dei fatti d’arme del 16 giugno 1915, giorno della presa del Monte Nero.

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    Mostra, conferenza e concerto sulla Grande Guerra a Messina

    Per non dimenticare, in occasione del centenario della "Grande Guerra", venerdì 11 dicembre dalle ore 18.30, appuntamento all'Istituto Agrario "Cuppari" di S. Placido Calonerò (Messina), con l'inaugurazione della mostra "Il Regio Istituto di Agraria e la Grande Guerra a Messina". Alla conferenza, moderata dal giornalista Domenico Interdonato, parteciperà il prof. Vincenzo Caruso su "I Comitati civici Messinesi e la produzione dello scaldarancio al R. Istituto Cuppari durante la Grande Guerra" e il prof. Cesare Natoli su "La musica nella Grande Guerra".

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    Si può fare di più

    La scuola, luogo educativo per eccellenza, rappresenta da sempre il terreno naturale per trasmettere alle nuove generazioni i nostri valori. Questa consapevolezza unita al progressivo e crescente impegno di molti di noi nell’interagire con ragazzi e insegnanti in maniera sempre più organica, hanno contribuito a considerare il rapporto scuola-alpini come un obiettivo prioritario per il nostro futuro associativo.

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    A qualunque costo

    La data del 24 maggio 1915 riporta alla mente il grande fiume Piave che protagonista fortuito, assiste al passaggio dei primi fanti. Ha inizio così per l’Italia, il primo conflitto mondiale. Ma vi è un’altra data a cui far risalire l’inizio della guerra in montagna, sulle vette oltre i duemila metri dove nessuno aveva mai combattuto. 

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    Il coraggio di riabilitare le vittime incolpevoli

    Caro direttore, la data del 24 maggio di questo 2015 ha dato l’avvio alle celebrazioni del centenario della Grande Guerra. C’è il pericolo che si usino parole sbagliate. Un conto è festeggiare e un altro è celebrare un evento catastrofico per il prezzo pagato in vittime militari e civili. Dopo cento anni ci si aspetta che la storia consegni intera la verità che è facile falsare, anche solo con le omissioni. Ci sono fatti dei quali non si parla.

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    «Giù il cappello davanti agli Alpini!»

    Il 16 giugno di cento anni fa gli alpini del 3º reggimento conquistano con un brillante colpo di mano il Monte Nero, in uno degli episodi più famosi della Grande Guerra. Nella notte senza luna tra il 15 e il 16 giugno del 1915, sei compagnie dei battaglioni alpini Susa ed Exilles assaltano la vetta del Monte Nero (in realtà monte “mozzo”: il nome slavo è infatti “krn”, che significa “mozzo”, confuso con il termine “crn” che vuol dire “nero”), ritenuta imprendibile dagli austriaci, sia per il profilo della montagna, sia per le postazioni difensive che avevano creato.

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    Dalla California per l’Italia

    Sul fronte dell’Adamello, tra l’8 e il 9 giugno 1915 il sottotenente veronese Paolo Emilio Castelli aveva avuto l’ordine di condurre due plotoni del battaglione Morbegno verso le ridotte nemiche ai Laghi di Presena. Si trattava di una marcia notturna difficile anche dal punto di vista alpinistico, senza guide esperte, con una tormenta di neve che congelava il sudore degli uomini che da ore, in fila indiana, avevano scavalcato i passi Lago Ghiacciato e Maroccaro a tremila metri di quota. Le nuvole basse agevolavano la marcia nascondendola alla vista del nemico attestato al rifugio Mandrone, posto poco più sotto.

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    Uniti dal destino

    La guerra aveva cambiato molte cose. I profili delle montagne non erano più gli stessi, mutati per sempre dai colpi dell’artiglieria, dagli scoppi delle mine nascoste nelle viscere della roccia trivellata. Centinaia di chilometri di filo spinato rompevano la neve e anticipavano baraccamenti, avamposti, veri e propri villaggi costruiti in bilico tra spuntoni e campanili di sasso. Poi arrivò l’autunno del 1917 e l’ordine di lasciare le postazioni e riversarsi sul Piave, attraverso la pianura lacerata e divenuta povera. Nulla fu più come prima: gli orizzonti, i paesi, le famiglie. Dopo una manciata di mesi, ogni contrada, borgo o città, raccontava la sua storia attraverso i nomi incisi sui monumenti ai Caduti.

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    L’anima dell’Associazione

    Due giorni ricchi di proposte ed esperienze quelli che hanno caratterizzato l’incontro annuale dei referenti del Centro Studi, organizzato per la seconda volta nel nostro soggiorno alpino di Costalovara, nella splendida cornice dell’altopiano del Renon. L’incontro inizia con un minuto di silenzio a ricordo del generale alpino Lorenzo Valditara scomparso pochi giorni prima. Segue l’introduzione del vice presidente vicario Renato Zorio a delineare il grande appuntamento che ci vedrà impegnati nei prossimi quattro anni: il centenario della Grande Guerra. È il mio turno.

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    Fango e gloria

    Le città sono in fermento. I soldati si muovono faticosamente per le strade fangose scansando gli animali da soma e i carri stracolmi di vettovagliamenti. In periferia una lunga colonna di alpini e muli è affiancata dagli autocarri diretti frettolosamente al fronte. È la Grande Guerra che incombe, raccontata dal docufilm di Leonardo Tiberi “Fango e gloria”, in proiezione in queste settimane nelle sale. Il film è stato realizzato sul progetto dell’Istituto Luce - che quest’anno celebra i suoi 90 anni - e da Baires, con il sostegno della Regione Veneto, del Banco di Desio e il patrocinio del ministero della Difesa.

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    Soldato semplice

    Saranno numerosissime le iniziative legate al centenario della Grande Guerra che coinvolgeranno il nostro Paese nei prossimi quattro anni. A un secolo di distanza alcune regioni, penso al Trentino Alto Adige e al Friuli Venezia Giulia allora parte dell’impero austro-ungarico, hanno già dato avvio a una serie di appuntamenti nel segno della memoria. Altri seguiranno con l’avvento del prossimo anno. Così sarà per il film di Paolo Cevoli, “Soldato semplice” girato nella magnifica terra, la Valtellina, eccezion fatta per preludio ed epilogo che avranno come protagonista l’immagine conosciuta in tutto il mondo, dei tre picchi rocciosi che affiorano dal blu: i faraglioni di Capri.

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    Il centenario per gli alpini

    Continua la serie di appuntamenti legata al centenario. È in edicola la monografia di Meridiani Montagne, dedicata alle cime della Grande Guerra.

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    Ci sono una data e un luogo ai quali ho sempre pensato di far risalire il mito degli alpini. È la notte senza luna tra il 15 e il 16 giugno 1915, sul Monte Nero, nell’attuale Slovenia. Con il favore del buio, un gruppo di alpini dei battaglioni Susa ed Exilles riesce a raggiungere la vetta e ad assalire di sorpresa la postazione nemica. Lampi, boati scuotono la notte. Il Monte Nero, sotto il comando del capitano Arbarello, è preso.

    Questo, come dicevo, è il mito dell’ardimento alpino così come me lo sono sempre immaginato, quello della faccia dura, delle penne nere che non si tirano indietro davanti al pericolo e sanno mettere in gioco la vita per arrivare all’obiettivo. Ma c’è un altro mito degli alpini, al quale mi sento più legato, e che è poi l’altra faccia della stessa medaglia. È quello dell’alpino buono, pronto ad accorrere, ad aiutare, a tirarsi su le maniche e a faticare per gli altri.

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    Tra postazioni e gallerie

    I molti che amano scarpinare sul massiccio del Grappa sanno bene che il monte Palon, subito sopra Possagno, domina tutta la pianura offrendo un panorama mozzafiato. La sua posizione è stata strategica nel sistema difensivo per la prima linea orientale, con postazioni di artiglieria, un minutissimo approntamento di trincee e gallerie per fucilieri, artiglieri e mitraglieri che lo avevano trasformato in una vera e propria fortezza rifornita da quattro mulattiere e da un sistema di teleferiche. Su questi luoghi, il gruppo alpini di Possagno ha realizzato un bellissimo percorso della memoria recuperando trincee, gallerie, appostamenti e presidi della prima guerra mondiale.

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    Ora come allora

    La località Fuciade, posta fra Moena e Falcade al passo San Pellegrino, si raggiunge comodamente a piedi su strada non asfaltata: oltre a essere una perla naturalistica, sono migliaia i visitatori che vi transitano l’inverno e l’estate. Chi per percorrere i sentieri verso la Marmolada, chi per ammirare i verdi prati ornati di fiori tipici del paesaggio montano. Ma quanti tra loro sanno che cent’anni fa questo luogo fu territorio di guerra?

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    Canti della Grande Guerra

    Grande Guerra e canti degli alpini - e per gli alpini - sono legati indissolubilmente da un filo comune che ha da sempre caratterizzato la storia e il repertorio dei nostri cori. A quasi cent’anni dall’entrata del nostro Paese nel primo conflitto mondiale, il coro ANA di Milano intende quindi commemorare questa ricorrenza e lo fa con un partner d’eccezione: l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, uno dei più prestigiosi complessi orchestrali internazionali.

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    La regina delle Dolomiti

    Quando cala la sera, su al Passo Fedaia, l’aria sembra prendere un sapore diverso, tutto particolare rispetto al resto delle Dolomiti. È aria gelida, profumata di ghiaccio, e non ha niente a che vedere con quella che si respira sulle aride cime circostanti. La Marmolada è il centro dei Monti Pallidi, non per altro è chiamata la “Regina delle Dolomiti”, eppure, qui, sotto questo ghiacciaio è come se fossimo in un altro angolo delle Alpi.

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    Le testimonianze nella roccia

    Nella Grande Guerra l’area del Passo di Monte Croce Carnico era denominata “zona Carnia” contrapposta alla “zona Carinzia” (in Austria) per la quale il comandante, generale Rohr, dispose: “Resistenza tenace sulla cresta delle montagne della Carnia come prima linea”. Il monte Freikofel si trova proprio qui: caratterizzato da una parete quasi a picco sul versante italiano e da un pendio più dolce su quello austriaco. Come gran parte delle cime durante il conflitto anche il Freikofel venne perso e riconquistato più volte nello stesso giorno.

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    La Linea Cadorna

    Lungo “quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno” di manzoniana memoria, poche decine di chilometri a nord del capoluogo, in territorio comunale di Dervio, la sezione di Lecco ha realizzato il recupero di un tratto della Linea Occupazione Avanzata Frontiera Nord (O.A.F.N.). Il tratto di Linea, che noi continueremo a chiamare con il nome con cui è ormai universalmente nota, ovvero Linea Cadorna, faceva parte del Settore Mera – Adda, sotto settore Bellano – Dervio raggruppamento di Dervio.

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    La zona sacra del Pasubio

    Walter Bonatti soleva ripetere che “le montagne sarebbero un mucchio di sassi se non ci fosse l’uomo a dare loro vita”. Poche parole che riassumono interi scaffali di libri sul rapporto uomo-natura. Le montagne – sosteneva l’alpinista lombardo – non hanno un significato che va cercato dentro di esse, non esprimono una forza immanente, “esistono” solo se l’uomo le tocca, le vive, ci lascia sopra una traccia.

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    Supera i monti, divora i piani

    Succede spesso che siano proprio gli alpini a raccontarci storie insolite, impronte ravvisabili ancora oggi lasciate da personaggi poco noti. A tale proposito, qualche tempo fa, per via di quelle strane circostanze che accadono nella vita, Mario Nasatti, alpino del gruppo di Valmadrera (Lecco) ci ha parlato dei Badoni, importante famiglia lecchese. La sua storia si intreccia con le cronache della Grande Guerra, con un approfondimento che ci ha offerto Andrea Bianchi, alpino della sezione di Milano. Noi, alchimisti per gioco, abbiamo unito in un’unica miscela queste due fragranze e… voilà, questo è quanto ne è sortito.

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    Che fame in trincea!

    Durante una delle mie solite escursioni estive, la punta del mio scarpone urtò qualcosa di metallico e di vivaci colori, affiorante dalla terra. Semicancellata la scritta ancora leggibile: “Antipasto Tripoli – Alici in salsa piccante - Forte Sultania” e un bel disegno di una nave da guerra italiana con tanto di cannoni e bandiera Tricolore sabauda al vento.

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