Articolo Alpino

Trento, cosa vedere


  Argomento: Trento 2018

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Marzo 2018 dell'Alpino


Ogni piazza, ogni via e angolo del centro storico nascondono un nome o una storia da raccontare. Destinazione turistica e culturale di confine, nel corso della sua millenaria evoluzione Trento ha saputo attrarre elementi di tradizioni tra loro molto diverse, provenienti dal Nord e dal Sud Europa. Incastonata nel cuore delle Dolomiti, questa città alpina pullula di storia e cultura. Centro politico, religioso e monumentale della città è piazza del Duomo, su cui si affacciano splendidi palazzi nobiliari affrescati come le Case Cazuffi-Rella.

In questa piazza, in cui fu sepolto San Vigilio, sorgono l’omonima cattedrale, in stile romanico, edificata nel 1212 per volere del vescovo Federico Vanga, ma anche il merlato Palazzo Pretorio, la Torre Civica e, al centro, la zampillante fontana del Nettuno, di origine settecentesca. Lì vicino, in via Belenzani, si trovano Palazzo Quetta Alberti Colico, che durante il Concilio ospitò varie personalità dell’epoca, e Palazzo Geremia, perla della Trento rinascimentale e oggi sede di rappresentanza del Comune, con la scenografica facciata decorata da affreschi raffiguranti episodi di vita della città e miti. Scrigno del Rinascimento anche Palazzo Tabarelli, detto anche “dei Diamanti” per la sua facciata rilucente di diamantini riflessi, con medaglioni in pietra dove sono scolpiti i profili di 22 personaggi storici locali (tra cui Bernardo Clesio, Massimiliano I, Carlo V, ecc.), opera del veronese Alessio Longhi.

Avvolto da un’aurea di mistero, in via Manci, Palazzo Galasso, o “palazzo del diavolo”, di cui scrisse Goethe, ricordando la leggenda secondo la quale sarebbe stato costruito in una sola notte, dal diavolo in persona. Impagabile la vista che si ha dalle stanze e dai torrioni dell’imponente Castello del Buonconsiglio, la residenza dei vescovi di Trento dal XIII fino alla fine del XVIII secolo, dove sono conservati diversi affreschi del Fagolino e, nella Torre Aquila, il celebre Ciclo dei Mesi, uno dei più notevoli cicli pittorici di tema profano del tardo Medioevo italiano.

Da visitare Piazza Fiera, già nel Trecento luogo di mercato, oggi protetta da quel che rimane delle cerchia di mura Una sala del Muse. duecentesche. E, nella zona ovest della città, il Palazzo delle Albere, villafortezza del XVI secolo costruita dai principi vescovi Madruzzo, e il Muse, l’innovativo Museo delle Scienze progettato da Renzo Piano. Per chi volesse vedere Trento dall’alto può salire fino al Mausoleo di Cesare Battisti, sulla collina del Doss Trent, o raggiungere il belvedere di Sardagna, alle pendici del Monte Bondone, con la funivia nei pressi del fiume Adige.

L’antica Tridentum romana, invece, è accessibile attraversando lo spazio archeologico sotterraneo di piazza Cesare Battisti. Da scoprire, infine, la chiesa di Sant’Apollinare (XIII sec.), eretta ai piedi del Doss Trento, presso l’antico borgo di Piedicastello, la Badia di San Lorenzo, nei pressi della stazione ferroviaria, la chiesa di S. Maria Maggiore, in pietra bianca e rossa, e quella dei Santi Pietro e Paolo, in stile neogotico.

t.g.

  13/03/2018

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