Articolo Alpino

Tra mare e monti


  Argomento: Sport

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Novembre 2018 dell'Alpino


Perinaldo è un antico e splendido borgo che si trova nell’estremo ponente ligure, le cui origini risalgono all’anno 1.000. Fondato dal Conte Rinaldo di Ventimiglia che ne individuò la posizione strategica, conserva tutt’oggi la fisionomia di paese fortezza con gli antichi carruggi che si allungano, per un buon tratto, su un crinale, a 572 metri. Da lì il panorama che spazia dal mare e la Costa Azzurra per risalire verso nord sui contrafforti delle Alpi Liguri e Marittime, che già a pochi chilometri dalla Riviera raggiungono i 2.000 metri di altitudine, lascia con il fiato sospeso.

Il paese è anche sede di un osservatorio assai conosciuto e frequentato, dedicato all’astronomo Giovan Battista Cassini, il più illustre cittadino di Perinaldo, cui è dedicata la famosa “sonda”. Nel territorio di questo Comune la Sezione di Imperia, cui è stata affidata l’organizzazione con l’apporto del gruppo alpini locale, ha individuato il percorso del 3º Campionato nazionale di mountain bike, riservato agli iscritti Ana e agli alpini in servizio attivo. Il percorso di una ventina di chilometri è stato tracciato dal Capogruppo di Perinaldo, Maurizio Casonato e si sviluppa per un buon 90% su sterrato, per un 6% su asfalto e il restante 4% in singletrack, con erte che toccano, già all’inizio, il 15%. È un percorso piuttosto tecnico ed è stato promosso dalla Commissione sportiva nazionale e dai concorrenti che sono accorsi numerosi già alla mattina della vigilia per saggiarne la difficoltà, animando gli stretti vicoli dell’antico borgo, soddisfacendo, finalmente, la curiosità degli abitanti, da tempo in attesa dell’evento.

La giornata della vigilia è iniziata presto per la Commissione e per i volontari della Sezione di Imperia che si sono dedicati agli ultimi adempimenti, fino a pomeriggio inoltrato con la distribuzione dei pacchi gara e il controllo delle iscrizioni. Alle 16 le numerose penne nere e le autorità si sono ritrovate nella piazza del Comune per l’alzabandiera e per la sfilata che, banda in testa, ha raggiunto il monumento ai Caduti per la resa degli onori; infine nella piazza della chiesa parrocchiale dove, tra gli applausi, è stata accesa la fiamma sul bellissimo tripode, prestito della Sezione di Cuneo.

A seguire i saluti e i ringraziamenti del sindaco Francesco Guglielmi, quelli del vice prefetto, del Presidente sezionale Enzo Daprelà che ha ringraziato i propri collaboratori e chi, da tanto distante, ha raggiunto questo estremo lembo di terra, la cui aspra morfologia giustifica e fa comprendere come sia stata sempre zona di reclutamento alpino e abbia dato origine a tre battaglioni (Saccarello, Valle Arroscia e Pieve di Teco). Il Presidente della Commissione sportiva Renato Romano ha chiuso gli interventi con un saluto a tutte le Sezioni partecipanti, agli atleti e agli organizzatori per l’impegno profuso, con un pensiero ai giovani e all’importanza dell’attività sportiva per la loro formazione. Mons. Alberto Maria Careggio, vescovo emerito di Ventimiglia e Sanremo ha celebrato la Messa in onore dei Caduti, esprimendo apprezzamento, da valdostano doc, per il Corpo degli alpini e per le molteplici attività dell’Associazione.

Un ricco aperitivo offerto dal Gruppo di Perinaldo ha chiuso in allegria la prima giornata. Domenica non inizia bene: un incidente di caccia nei boschi limitrofi al percorso di gara, che ha avuto parecchia eco sui media nazionali, ritarda la partenza. Sono 262 gli iscritti, un record e ancora un successo di questo sport dopo quelli di Boves e Mandello al Lario, che gratifica gli alpini della Sezione di Imperia per l’impegno profuso e le tante ore di lavoro. Ci sono tutti i migliori, tra i quali spicca l’alpino Carlo Zaglio Manfredi, classe 1968, della Sezione di Brescia, vincitore delle prime due edizioni. Gli atleti sono muniti - ed è una novità - di microchip, messi a disposizione dall’Associazione Cronometristi Riviera dei Fiori di Imperia che presta l’assistenza tecnica.

Si parte! È un bel vedere l’impeto con cui il coloratissimo gruppone si lancia verso la prima salita sparendo in breve nella macchia mediterranea. Al traguardo è subito fermento perché non passa neppure un’ora che i primi arrivano… ed è una volata! Campione della 3ª edizione del campionato di mountain bike è Davide Dinale, classe 1978, della Sezione di Como, con il tempo 50’53’’. Segue ad un soffio il campione uscente Carlo Zaglio Manfredi con un ottimo 51’04’’, sfatando la regola del “non c’è il due senza il tre”. Al terzo posto il bergamasco Claudio Zanoletti, classe 1960, che ferma il cronometro a 51’ 23’’. Chiude la gara dopo 2h 14’ 25’’ il bravissimo Giovannino Di Matteo, Sezione di Bergamo pure lui, che a sessantasei anni ha ancora la forza e lo spirito di mettersi alla prova.

Dopo il pranzo la premiazione è una festa: Davide Dinale sale sul podio con il figlio e ritira anche il trofeo “M.A.V.M. Giacomo Alberti” offerto dalla Sezione di Imperia. Viene premiata la Sezione di Bergamo, prima della classifica “alpini effettivi”, che si aggiudica il Trofeo “Peppino Prisco”, seguita da Trento e dalla Valtellinese. Gregorio Rech (1990) della Sezione di Feltre è stato il primo degli aggregati col tempo di 48’ 47’’, davanti a Federico Reynaud (1988), Sezione di Pinerolo e al torinese Ivan Negro (1982). Si avvicendano sul podio i tre classificati delle varie categorie fino alla categoria unica “Donne” che ha visto prevalere la torinese Lorena Casse (1987) che ha preceduto Miriana Castello (1969) della Sezione di Imperia e Katia Ganzerli (1971) della Sezione di Modena.

È stata una grande giornata per uno sport in espansione. Un veicolo, lo sport, di avvicinamento ai giovani ma anche ai praticanti con qualche anno sulle spalle che per troppo tempo hanno vivacchiato nelle troppo folte fila dei “dormienti”. Si spegne il tripode ma c’è ancora il tempo di ammainare la bandiera. Arrivederci ad Acqui Terme, il prossimo anno.

e.d.

  13/11/2018

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