Articolo Alpino

Torniamo a cantare come una volta


  Argomento: Canti alpini

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Febbraio 2007 dell'Alpino


Il dibattito sulla coralità.

 

Voglio anch'io aggiungere una mia riflessione alla lettera del sig. Sergio Pivetta di Milano (novembre 2006), ribadita poi nella rubrica dibattiti a pag. 28 del medesimo numero.

Caro Sergio, condivido al cento per cento le tue osservazioni. Il canto alpino va eseguito come è nato: dalla spontaneità del canto popolare con tutti i suoi limiti artistici, ma con tutto il suo struggente fascino. Non è pensabile eseguire brani nati in trincea, tra il fango e la mitraglia, con la leziosità di armonizzazioni che nell'esperienza popolare assolutamente non esistono: il coro alpino non è un coro di monache e nemmeno il coro della cattedrale: dev'essere coro virile, deciso, spontaneo e naturale; anche le armonizzazioni a quattro voci pari, con tutto il rispetto dei grandi maestri che le hanno approntate, si rivelano spesso artefatte, stucchevoli e fasulle, giacché spontaneamente, nessuno, a meno che abbia fatto studi di armonia in conservatorio, è in grado di creare tali armonizzazioni.

Non è la stessa cosa per i canti alpini d'autore , (uno per tutti, il mirabile Signore delle cime ) ma allora non siamo più davanti ad armonizzazioni di canti popolari, ma di canti nuovi, creati ad hoc, ed ogni autore è libero di esprimere in essi tutto il suo talento e la sua valentìa, ma questo evidentemente è un altro discorso. Per quanto riguarda i nostri canti storici, di universale dominio alpino rimettiamoci a cantarli in maniera vera, maschia e naturale.

Personalmente istruisco e dirigo un piccolo coro alpino di circa 20 elementi volenterosi, intonati, ma nessuno conoscitore della musica. Da noi si canta, in piazza e in chiesa, come si è sempre cantato: naturale, a squarciagola, con le sole terze inferiori o superiori, le quinte superiori; al massimo con un bordone di accompagnamento quando c'è il basso idoneo alla parte e nulla più.

Non facciamo concerti altolocati , ma quando la gente ci ascolta rimane incantata dal fascino unico della voce virile autentica e i nostri canti sono esattamente come sono nati e come sono stati cantati dai nostri alpini. Il presidente Perona, recentemente in visita al nostro paese, vicinissimo ai luoghi della battaglia di Monte Marrone, ci ha lodato e incoraggiato a proseguire su questa strada.

Sacerdote Paolo Mazzoleni
Parroco a Colli a Volturno (Isernia)

Redazione L'Alpino   29/01/2007

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