Articolo Alpino

Sul suolo natio


  Argomento: Treviso 2017

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Giugno 2017 dell'Alpino


Il tradizionale arrivo della Bandiera di Guerra a Treviso ha assunto un valore speciale: era quella del 7º reggimento alpini, nato a Conegliano nell’agosto del 1887, proprio nella Marca trevigiana dove si è svolta l’Adunata del Piave, ed oggi di stanza a Belluno. Quattro Medaglie d’Argento e due Medaglie di Bronzo al Valor Militare (una sul Grappa), una Medaglia d’Oro al Valor Civile per essere arrivati primi a soccorrere le vittime della tragedia del Vajont il 9 ottobre 1963, due Croci di Cavalleria dell’Ordine Militare di Savoia: la Bandiera del 7º Alpini è il simbolo di tutti coloro che hanno perso la vita nelle guerre combattute nel mondo.

 Il 7º conta 4.556 Caduti nelle due guerre mondiali e nei conflitti in cui è intervenuto. Le ricompense individuali si concretizzano in 35 Medaglie d’Oro, 428 Medaglie d’Argento, 719 Medaglie di Bronzo. Di rilievo le operazioni in Afghanistan dove il Reggimento si è impegnato per garantire sicurezza e stabilità alla popolazione subendo la perdita di cinque alpini tra il 2010 e il 2011. Sciolto e ricostituito due volte, il 7º Alpini è intervenuto nelle situazioni critiche e di pubbliche calamità.

I 141 anni di storia e di memoria erano tangibili durante lo sfilamento della gloriosa Bandiera tra due ali di folla venerdì 12 maggio lungo le vie del centro storico di Treviso da Porta Santi Quaranta a Piazza dei Signori, accompagnata dalla fanfara della brigata Julia che ha reso gli onori al Labaro dell’Ana scortato dal Presidente Sebastiano Favero, dal Consiglio Direttivo e dal comandante del 7º col. Antonio Arivella (presente anche il comandante della Julia gen. B. Paolo Fabbri e il comandante delle Truppe Alpine gen. C.A. Federico Bonato).

La Bandiera è passata di fronte al palazzo di Borgo Cavour in cui nel 1917 fu insediato a Palazzo Revedin, seppur per un breve periodo, il comando del generale Cadorna dopo la disfatta di Caporetto e qui fu decisa la linea difensiva lungo il Piave, che poi portò (dopo la sostituzione di Cadorna con Diaz) alla battaglia del Solstizio sul Montello e alla Vittoria. «Un territorio che – ha detto il sindaco di Treviso Giovanni Manildo – è oggi felice di accogliere gli alpini con emozione, orgoglio e gratitudine».

Ad accompagnare la Bandiera, oltre al gonfalone della Regione Veneto, c’erano quelli delle città che insieme hanno organizzato con le loro Sezioni Ana questa Adunata del Piave: Treviso, Conegliano, Vittorio Veneto (la città della Vittoria) e Valdobbiadene. E proprio Valdobbiadene sabato 6 maggio aveva conferito al 7º Alpini la cittadinanza onoraria, intitolandogli una piazza e un monumento nell’ambito della “Marcia dei cent’anni” che ha coinvolto oltre 350 alpini e alpine nel percorso lungo il Piave, fiume sacro alla Patria, dalle sorgenti di Sappada alle foci di Cortellazzo.

Il percorso della Bandiera di Guerra tra la folla che assiepava i portici medievali si è concluso nella centrale Piazza dei Signori dove la Bandiera è stata affidata al prefetto Laura Lega. La Bandiera del 7º Alpini (il cui motto è “ad excelsa tendo”) ha poi avuto l’onore di aprire la sfilata di domenica 14 maggio ricordando a migliaia di persone l’onore del reparto, le sue tradizioni, la sua storia, i suoi Caduti.

Laura Simeoni

  14/06/2017

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