Articolo Alpino

Sui Monti Berici


  Argomento: Protezione Civile

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Luglio 2017 dell'Alpino


All’approssimarsi della cerimonia conclusiva dell’esercitazione di Protezione civile del 3º Raggruppamento, le vie di Arcugnano, paese dell’hinterland vicentino, erano tutte imbandierate, ma deserte. Peccato - ho pensato con rammarico - la gente ha preferito andarsene al mare. Poi dalla strada è arrivato un rullar di tamburi, sono apparse le divise blu della Fanfara storica di Vicenza e dietro… una lunghissima fila di bambini, con genitori e insegnanti, in un turbinio di palloncini tricolori e gialli. 

La visione mi ha commosso: ecco dov’è la gente - mi son detto - con gli alpini a celebrare un grande avvenimento. La Protezione Civile alpina ha fatto centro e ha saputo coinvolgere la cittadinanza nel migliore dei modi! Teatro dell’esercitazione “Monti Berici 2017” i colli a Sud di Vicenza: alture, vallette, boschi, prati, paesi, un lago, corsi d’acqua. Sono stati organizzati 48 cantieri, «48 segnali - ha detto il sindaco Pellizzari - che resteranno nella storia della nostra zona a parlarci di impegno, bravura e solidarietà».

Le due operazioni più complesse sono state, in una simulazione di terremoto, l’intervento di soccorso in due borghi delle squadre del Friuli Venezia Giulia e del Trentino. Ad un vecchio ponte i volontari di Vicenza hanno cambiato i grossi puntelli con un articolato intervento di idraulica, carpenteria e motopompe. A Fimon molti sono rimasti col naso all’insù a guardare gli alpini della squadra alpinistica di Treviso, appesi in sicurezza alle corde per ripulire il muro della chiesa. Le squadre antincendio hanno realizzato una lunga condotta con vasche di risalita per far arrivare l’acqua.

Le unità cinofile hanno eseguito ricerca di persone disperse o sepolte. In piazza ad Arcugnano era esposta una parte della colonna mobile dell’Ana nazionale. Chi l’ha visitata ha potuto capire come è fatta una struttura in grado di partire in poche ore verso le zone colpite da calamità. Su carrelli e in piccoli container c’è tutto: tende e materiali per un campo, Posto Medico Avanzato, cucina e frigo, centro radio autonomo, servizi igienici, attrezzature subacquee, potabilizzatore.

La Colonna Mobile dell’Ana è specializzata in soccorso in zone alluvionate e conta su un gran numero di pompe e idrovore, oltre a macchine per confezionare sacchetti di sabbia e teli mobili per la riparazione rapida degli argini. Un migliaio i volontari impegnati dal 9 all’11 giugno nei 48 cantieri, che hanno eseguito anche lavori più “umili” ma molto apprezzati, come sistemare sentieri, tagliare ramaglie, consolidare briglie, liberare i corsi d’acqua, sistemare staccionate, pulire con i decespugliatori. Sono state calcolate 7mila 200 ore di lavoro a favore dei comuni, che hanno messo solo i materiali e risparmiato così circa 200 mila euro.

Durante l’attività esercitativa c’è stata la presenza di funzionari del DPC che hanno specificatamente elogiato l’organizzazione e l’impegno dei volontari e tratto spunti per l’efficienza della nostra rete di telecomunicazioni. La cerimonia conclusiva è cominciata con la Messa celebrata dal vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol ed è proseguita con il grande schieramento e gli onori in piazza dei protagonisti dell’esercitazione.

Parole di apprezzamento e ringraziamento sono state pronunciate dal prefetto Guidato, dal Presidente della Provincia Variati, dal Presidente della Sezione Ana di Vicenza Cherobin, dall’assessore regionale alla Pc Bottacin, dal vice Presidente nazionale Ana Massimo Curasì. Presenti anche il già coordinatore nazionale della Pc Ana Bonaldi e quello del Triveneto D’Incà. Un grazie particolare per l’impegnativa e riuscita organizzazione è andato all’assessore Zanotto e al coordinatore della Pc di Vicenza, Ceron.

Dino Biesuz
dino.biesuz@yahoo.com

  11/07/2017

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