Articolo Alpino

Sogno che diventa realtà


  Argomento: Protezione Civile

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Novembre 2018 dell'Alpino


Vardirex 2018, la Various Disaster Relief Management Exercise, l’esercitazione congiunta tra la Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini e le Truppe Alpine, con la collaborazione del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, dell’Aviazione dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare si è appena conclusa. Gli oltre 800 tra uomini e donne delle Truppe Alpine e della Protezione Civile Ana stanno rientrando alle loro case, così come, ormai, anche tutti gli assetti, i materiali e le attrezzature hanno fatto ritorno ai loro stoccaggi.

Non è facile per me scrivere “a botta calda”, a pochi giorni di distanza da questa esperienza meravigliosa. Vardirex è stata l’inizio di un cammino di integrazione tra due eccellenze italiane al servizio del Paese, le Truppe Alpine e l’Ana, una unione che non potrà che accrescere le proprie sinergie e portare grandi vantaggi alle collettività. Ma Vardirex è stata anche la prima volta che la Sanità alpina, unita nelle sue due componenti, l’Ospedale da Campo Ana e le Squadre sanitarie di autoprotezione, hanno operato davvero assieme.

Era un sogno accarezzato da tempo, preparato nei minimi dettagli con una sinergia ed una identità di vedute con l’amico Sergio Rizzini, direttore dell’Ospedale da Campo Ana al quale il Cdn, nel novembre 2017, ha dato gambe da camminare. E proprio da questa integrazione, da questa “rivoluzione vincente” voglio partire. Vi ho visto operare fianco a fianco, esattamente previsto quando la Sanità alpina è stata “riunita”, nel Posto Medico Avanzato, presso lo scenario piemontese di Vardirex, a Salmour, a Caprino Veronese, nel “Light Field Hospital”, l’Ospedale da Campo “leggero”, totalmente costituito da tende e al Pma di Ferrara di Monte Baldo, nei primi momenti della simulazione di una maxiemergenza sanitaria. Mi hanno raccontato di analogo successo anche nello scenario abruzzese a Coppito, dove solo un meteo avverso mi ha impedito di stringere personalmente la mano a ciascuno di voi.

Una integrazione, una identità di intenti, di vedute, di comportamenti, un sogno che è divenuto realtà, un modello per il futuro, il futuro della Sanità alpina, unita e coesa a partire dai vertici, fino ai volontari. Ma Vardirex è stata anche e soprattutto l’esperimento della integrazione più profonda tra l’Ana e le Truppe Alpine, tra le due componenti della grande famiglia alpina che da sempre rappresentano il meglio della nostra società. Un’integrazione, anche in questo caso, accarezzata da tempo, che in Vardirex ha trovato la sua attuazione più profonda. Abbiamo visto nel cuneese e in Abruzzo lavorare fianco a fianco i volontari della Protezione Civile Ana con i ragazzi e le ragazze della Brigata alpina Taurinense, a Caprino Veronese con i militari delle Truppe Alpine e della Brigata alpina Julia.

Vardirex è davvero il punto di partenza per un cammino di integrazione e di collaborazione che, ne sono sicuro, ci porterà lontano, assieme, Ana e Truppe Alpine, con un unico vero punto di arrivo: offrire il meglio alla collettività in caso di emergenza. E se ne sono accorti tutti, a partire dalle più alte cariche ed autorità civili e militari. E tutti sono rimasti colpiti ed entusiasti di quello che siete riusciti a fare nei giorni dell’esercitazione. A complimentarsi con voi, e a stringervi la mano, non solo in modo figurato, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Salvatore Farina, il comandante delle Forze Terrestri, il “nostro” gen. Federico Bonato, il comandante Truppe Alpine, gen. Claudio Berto, il direttore della Pc Angelo Borrelli, tutti colpiti dall’efficienza e dalla efficacia dimostrate. Non è facile, dicevo, parlare di un capolavoro come quello che voi avete fatto con Vardirex. Ma una cosa va detta, a voi che avete dato tutto e forse di più in questi giorni di esercitazione: grazie!

Gianni Gontero

  13/11/2018

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