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Sfila tra gli applausi la Bandiera del 6°. Il sindaco Spagnolli: "Le nostre si amano, quelle degli altri si rispettano"


  Argomento: Bolzano 2012

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Bolzano - Era uno spettacolo molto atteso, quello del passaggio della Bandiera di guerra del 6° Alpini per le vie della città, momento suggestivo dell’adunata degli alpini, secondo solo alla grande sfilata della domenica per partecipazione della gente e spettacolarità. L'Adunata è un insieme di momenti racchiusi nello spirito alpino: quello del ricordo e dell'onore ai Caduti, a tutti i Caduti sotto qualsiasi bandiera, perché, come ha detto il sindaco Spagnolli accogliendo la Bandiera in piazza Walther, troncando le polemiche sulle bandiere avvenute nei giorni scorsi: “Ogni discussione sulle bandiere deve tenere conto di un elemento fondamentale: quelle nostre si amano, quelle degli altri si rispettano”. 

Un lungo applauso ha accolto queste parole, un applauso di approvazione, quasi liberatorio. La bandiera del 6° Alpini era uscita dal Palazzo Alti Comandi di piazza IV Novembre preceduta della fanfara della brigata alpina Taurinense e scortata da una compagnia del 6° e una compagnia mista del 2° Trasmissioni e del 24° di manovra di Merano.

Ha percorso il cuore della città fra due ali di folla che applaudiva, seguita dal Labaro dell’ANA scortato dal presidente Perona e dal Consiglio direttivo. Tante e tante le grida “bravi” al passaggio degli alpini e tante “brave, viva le alpine” al passaggio delle ragazze che imbracciavano i fucili con aria grave. Molti di loro hanno alle spalle non poche missioni all'estero, anche rischiose: sono i nostri giovani in armi che tanto tengono alto il nome dell'Italia. E il cielo sa quanto ne abbiamo bisogno.

In piazza Walther, il generale Primicerj, comandante delle Truppe alpine, ha passato in rassegna lo schieramento. Poi l'Inno nazionale, cantato da un coro imponente, il discorso di accoglimento del sindaco Spagnolli. “La bandiera unisce coloro che sono andati avanti e coloro che vi si riconoscono; le medaglie che la onorano sono il segno del suo valore, non solo in guerra ma anche in pace, per esempio guadagnate per i soccorsi dell'alluvione del Piemonte...” , un lungo applauso ha interrotto il suo discorso.

“Cambiano i tempi - ha concluso – non lo spirito”. Poi la bandiera del 6° ha ricevuto gli onori ed è stata scortata in Comune, dove rimarrà fino a domenica mattina. Onori anche al Labaro, applaudito dalle centinaia di cittadini che gremivano la piazza.

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  11/05/2012

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