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  Argomento: Pordenone 2014

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Giugno 2014 dell'Alpino


Una bella consuetudine che anima il sabato sera dell’Adunata è quella del saluto del sindaco e del presidente nazionale ANA alle autorità, al Consiglio Direttivo Nazionale e ai presidenti delle Sezioni dell’Associazione. È un appuntamento che ogni anno si arricchisce di personalità importanti, colori e musica. A Pordenone è stato anche silenzio e commozione.

Il momento più toccante della serata è stato il conferimento di socio onorario perpetuo dell’ANA al sottotenente Mauro Gigli, Caduto in Afghanistan e insignito della più alta onorificenza dell’Esercito, la Medaglia d’Oro al V.M., appuntata sul Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini. La moglie Maria Biasco è salita sul palco con il figlio Gian Mauro che portava il cappello da geniere alpino del padre.

Il presidente Favero, commosso, le ha consegnato la pergamena con la motivazione. Nessun discorso, tutti in piedi ad applaudire l’onore che nessuna parola sarebbe in grado di descrivere. La serata presentata da Nicola Stefani si è aperta con l’intervento del vice presidente del Senato Maurizio Gasparri che ha descritto l’Adunata come “uno dei momenti più belli, di fratellanza, patriottismo e di valori sani, di cui il Paese ha bisogno. Percepisco un accumulo di energie impareggiabile, anche perché i vostri raduni, con il coinvolgimento emotivo che portano, segnano positivamente la vita di una città e di un’intera comunità”.

Il sen. Gasparri ha parlato anche dei marò, a cui gli alpini da sempre sono vicini. Auspica che “la comunità internazionale possa aiutare a riportarli a casa, visto il grande impegno delle Forze Armate e del nostro Paese a sostegno della legalità in tutto il mondo”. E ha concluso: “L’India del dopo elezioni dovrà accettare l’arbitrato internazionale che l’Italia ha chiesto”. Entusiasta il sindaco Claudio Pedrotti: “Siamo passati da 50mila abitanti a 400mila in pochi giorni… molti cittadini mi dicono Sindaco, la città dovrebbe essere sempre così! Non solo il tasso di felicità è palpabile ma gli alpini ci danno una lezione di accettazione immediata del cambiamento”. Ad applaudirlo Giovanni Gasparet, il presidente della sezione di Pordenone, in prima linea nell’organizzazione dell’evento.

Ricorda come l’obiettivo principale è stato proprio quello di coinvolgere tutta la popolazione, partendo da un atto simbolico, pieno di significato, come la consegna dei Tricolori ai sindaci dei Comuni della Provincia: “La speranza è che questa manifestazione dia maggiore fiducia e forza alla nostra popolazione e al territorio in un momento difficile con tante aziende in difficoltà”. Anche il vice presidente della Giunta Provinciale Eligio Grizzo ha parlato dell’importanza dell’Adunata, non solo per Pordenone, ma per tutti i 51 Comuni di una terra di confine, con l’Austria, la Slovenia e il Veneto: “Dal terremoto del ’76 gli alpini ci hanno sempre aiutato e anche oggi ci danno una grande mano”.

Un sostegno al territorio che l’ANA ha concretizzato con la consegna dei contributi di solidarietà per complessivi 50mila euro a tre associazioni della città: la Fondazione bambini autismo, la Fondazione Cro Aviano Onlus per la ricerca medico-scientifica e Casa Madre della Vita che accoglie madri gestanti in difficoltà. Il presidente Favero ha assegnato anche una borsa di studio di 24mila euro per la ricerca alla Fondazione don Gnocchi, ritirata dal presidente mons. Angelo Bazzari. Nell’occasione il presidente Favero ha parlato di un tema che sta molto a cuore all’Associazione: i giovani. “Parliamo del posto di lavoro o della sicurezza economica, ma più di tutto occorre dar loro solidi valori che si trasmettono con l’educazione civica, oggi passata in secondo piano.

Non parlo necessariamente di un ritorno alla leva - ricorda il presidente - ma occorre qualche mese nelle Forze Armate o al servizio della Protezione Civile o anche altrove. È importante che sia un periodo di impegno gratuito per tutti i giovani. Sarebbe assolutamente formativo perché imparerebbero che prima di ricevere, bisogna saper dare”. Valori evocati anche dal comandante delle Truppe alpine gen. Alberto Primicerj, friulano, alla prima Adunata nella sua regione, che ha salutato il suo Capo di Stato Maggiore gen. Ornello Baron e i comandanti: il gen. Bonato per la Divisione “Tridentina”, il gen. Ignazio Gamba della “Julia” e il gen. Massimo Panizzi per la “Taurinense”.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito gen. Claudio Graziano ha parlato dell’unicità dell’ANA: “Non esiste al mondo - nemmeno negli Stati Uniti dove ci sono consistenti associazioni d’Arma - una realtà tanto numerosa, forte e coesa come l’ANA che è di supporto anche a quanti sono in servizio attivo”. Nel corso della serata è stato consegnato il “Premio giornalista dell’anno”, riconoscimento conferito dall’ANA ad un giornalista non alpino o ad una testata giornalistica o televisiva che abbia fatto conoscere l’opera degli alpini e abbia rappresentato le tradizioni e le tematiche care alle penne nere.

Vincitore dell’edizione 2013 è stato Paolo Rumiz; a ritirare il premio è stato il figlio Michele che ha letto una lettera di ringraziamento del padre. La parentesi musicale ha trascinato il pubblico sulle piacevoli note dell’ultimo lavoro del cantautore Dario Baldan Bembo che ha cantato “Penso Alpino”, accompagnato dal coro ANA Stella Alpina di Berzonno. Una brano dedicato alle penne nere, con un ritornello che in molti hanno canticchiato per tutta la serata.

m.m.

  06/06/2014

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