Articolo Alpino

NOVARA - In viaggio verso Mauthausen


  Argomento: Novara

Articolo di tipo Le Nostre Sezioni   pubblicato nel numero di Novembre 2017 dell'Alpino


Il gagliardetto del Gruppo di Oleggio è arrivato al campo di concentramento di Mauthausen, portato in bicicletta dall’alpino Gianpaolo Sonzini (nella foto). Un viaggio nella memoria, ma non solo. Partito da Oleggio, pedalando per chilometri in una cornice dove la natura l’ha fatta da padrone, Gianpaolo, in sella alla sua bicicletta, è passato dalla Svizzera, dalla Germania e dall’Austria per arrivare nella città bagnata dal fiume Inn che durante la Seconda Guerra Mondiale vide compiersi disumane tragedie. 

Oggi il campo è diventato un Memoriale che si può visitare. Una visita che segna profondamente e lascia un nodo in gola e una domanda: “Com’è possibile che sia successo tutto questo?”. In totale, durante il periodo tra la costruzione del Lager nell’agosto del 1938 e la sua liberazione da parte dell’esercito americano nel maggio del 1945, a Mauthausen furono deportate quasi 190mila persone.

Migliaia di prigionieri furono fucilati o uccisi con iniezioni letali, altri picchiati fino alla morte, altri spirati per il freddo. Almeno 10.200 prigionieri furono assassinati per asfissia, la maggior parte nella camera a gas nel campo centrale, altri nel castello di Hartheim, uno dei centri di sterminio del “Progetto eutanasia”, oppure nel campo di Gusen, rinchiusi in baracche sigillate o in un autobus che faceva la spola fra Mauthausen e Gusen, nel quale veniva immesso gas velenoso. La maggioranza dei prigionieri dei lager però, non sopravvisse allo sfruttamento spietato della manodopera, accompagnato da maltrattamenti, denutrizione, mancanza di vestiti adeguati e di cure mediche.

In totale a Mauthausen, Gusen e negli altri campi-satellite, morirono almeno 90mila prigionieri, dei quali quasi la metà durante i quattro mesi precedenti la liberazione. Questi luoghi dovrebbero essere visitati dalle nuove generazioni e non solo, perché si rendano conto di persona dove può arrivare la malvagità umana. Il viaggio in bicicletta è proseguito poi fino a Vienna: 1.126 km e 5.478 metri di dislivello in 9 giorni! g.s.

  08/11/2017

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