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"Noi, nel fango di Genova"


  Argomento: Protezione Civile

Genova sta ritornando lentamente alla normalità e la città ferita ha iniziato la conta dei danni causati dall'alluvione. Tra i tanti volontari della Protezione Civile ANA che sono intervenuti nelle zone colpite c'era Massimo Rossi. Questo è il suo racconto.

La notte di giovedì 9 ottobre è arrivato il messaggio che il torrente Bisagno stava per esondare; erano le 23 e 22 minuti. Noi genovesi conosciamo bene cosa può voler dire quest’allerta. Quando i nostri rivi escono dagli alvei, così impetuosi e imprevedibili, così attigui all’abitato, vuol dire che i danni saranno enormi.

E’ per questo che ci siamo mossi subito. Un veloce giro di telefonate, tutti i capisquadra sono pronti. Incrociamo le dita ma non serve. Il Bisagno esce dagli argini, anche il Fereggiano. Pioggia a dirotto, talmente fitta che sembra nebbia. Le strade sono un fiume. Ovunque.

La squadra di pronto impiego è già costituita nelle prime ore della notte. Ma per gli interventi dobbiamo aspettare le sette della mattina e l’ok formale delle autorità. Pronti gli uomini, accesi i motori dei mezzi.

Tre automezzi, motopompe, pale, attrezzature e volontari sono a disposizione delle autorità alle ore 8 della mattina seguente. Siamo già confluiti al punto di raccolta concordato con il Comune. E continua a piovere a dirotto.

La nostra Protezione Civile mette in campo fra i trenta e i quaranta uomini nei primi giorni, impegnati a Genova (quartieri di Marassi, Centro, Foce) e nell’entroterra flagellato: Savignone, Montoggio, Campoligure.

Sul territorio comunale permane ad oggi una aliquota di almeno 10 uomini giorno, da mattina a sera. Spalano nel fango tutti insieme: i volontari delle squadre territoriali, quelli della squadra cinofila, mentre l’alpinistica abbandona per un attimo il lavoro in vallata per calarsi con noi ma nelle intercapedini dei palazzi. Sono con noi quelli della squadra Sanità e gli specialisti delle telecomunicazioni. Le nostre motopompe lavorano a ritmo continuo.

Incontriamo gli amici del nucleo di Protezione Civile ANA di Imperia e lavoriamo tutti insieme. Si attiva la nostra squadra vettovagliamento: è grazie a loro se ci siamo concessi un pasto caldo e un caffè. Unico vezzo in una giornata nel fango.

Massimo Rossi, sez. Genova

  24/10/2014

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