Articolo Alpino

"Noi" guerrafondai


  Argomento: Ana

Articolo di tipo Lettere al Direttore   pubblicato nel numero di Novembre 2018 dell'Alpino


Il mio servizio militare si è compiuto nel 1958/59, in Friuli, nel 3º artiglieria della Julia. Avevo i requisiti per la Scuola Ufficiali, ma preferii la naja semplice. In quegli anni, l’ipotesi d’una guerra in Europa non era del tutto irreale: se si fosse realizzata, avrei fatto ciò che mi sarebbe stato ordinato, ma non volevo la responsabilità morale di ordinare ad altri. Tanto più che avevo appena visto il famoso film “Orizzonti di gloria”, il quale fu una delle più eloquenti denunce di quegli aberranti comportamenti che in tutti gli eserciti s’erano manifestati nei gradi superiori.

La Prima guerra mondiale era finita da quarant’anni: qualcuno dei superstiti era ancora vivo, e ne sentii i racconti a viva voce. Ora ne son passati cento, e vedo con piacere che qualcuno s’è svegliato: mi riferisco alle lettere pubblicate nel numero di giugno, “Perdono per i crimini di guerra” e “Giustizia per i poveri soldati”. Sono lieto che non siano state censurate, in nome della retorica della Patria... Qualcuno protesterà, dirà che si vuol mancare di rispetto a chi “ha dato la vita alla Patria”. Io replicherei che, più che altro “la Patria ha preso loro la vita”. Sfumatura linguistica? E proprio per questo, quei poveri morti e mutilati li compiango e li rispetto ancor di più. Ad ogni modo, mi permetto fare un’altra precisazione linguistica: secondo i dizionari, “difendersi” significa “reagire a qualcosa o qualcuno che ci attacca”. Ed ecco un breve riassunto storico delle guerre italiane. Dopo quelle per mandar via gli stranieri che ci dominavano, ecco le altre: 1896: “noi” attacchiamo l’Etiopia (ci va male ad Adua, pazienza... ); 1911: “noi” attacchiamo la Libia (siamo i primi al mondo ad usare mezzi aerei per lanciar bombe sull’avversario); 1914: “noi” dichiariamo guerra all’Austria, con la quale eravamo fino ad allora alleati; 1936: “noi” attacchiamo di nuovo l’Etiopia, dove pare accertato che abbiamo usato le armi chimiche come mi ha testimoniato anche un parente che quella guerra l’ha fatta - e dove il buon Graziani ha ordinato lo sterminio di Etiopi che (quelli sì) difendevano la loro terra. 1940: noi dichiariamo guerra a Francia ed Inghilterra. Poi, “noi” assaliamo la Grecia. Quindi collaboriamo con il caro Adolf per invadere Paesi Balcanici e Russia... Se, secondo qualcuno, ciò significa “difendere” la Patria…

Dario Sala, Sezione di Luino

Come vado dicendo da sempre, facciamo pure la revisione storica del perché e del per come delle guerre. Ma non attribuiamo ai soldati gli errori dei politici e di chi li comandava. Essi furono soltanto degli obbedienti. Magari per forza, giusto per non prendersi una fucilata nella schiena e senza scordare che molti di loro si sono dati fino all’eroismo.

  13/11/2018

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