Articolo Alpino

Lovetiam 2017


  Argomento: Protezione Civile

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Settembre 2017 dell'Alpino


Nel percorso intrapreso da alcuni anni dal già Coordinatore nazionale Giuseppe Bonaldi, il 2º Raggruppamento, valutate le esigenze formative dei volontari e la realtà operativa delle più recenti emergenze, ha ritenuto necessario ampliare e approfondire le capacità già testate in altri eventi, sviluppando una più efficace capacità di reazione ed intervento in caso di emergenza idrogeologica.

L’obiettivo, quindi, è stato spostato dalla prevenzione, quella per intenderci espressa con “Fiumi sicuri”, all’azione in emergenza. I volontari hanno dovuto valutare sul campo le esigenze, fare affluire le risorse adeguate e operare come se fossero in emergenza, curando tra l’altro le comunicazioni, la sicurezza degli operatori e assicurando una adeguata logistica di supporto. Uno stimolo a conoscere a 360º le caratteristiche di un intervento emergenziale.

Per queste ragioni, la struttura di Protezione Civile del 2º Raggruppamento, nell’ambito delle proprie attività di addestramento ha svolto una prova finalizzata a sviluppare unità operative con capacità di risposta tecnica in caso di emergenze idrauliche anche complesse e in ambienti sconosciuti. Le unità si sono così addestrate ad operare sia in autonomia sia all’interno di un sistema integrato in collaborazione con le strutture territoriali superiori e con l’intero sistema di Protezione Civile. L’esercitazione è servita agli organizzatori e ai volontari che hanno potuto verificare le qualità degli strumenti in dotazione, le competenze degli operatori impiegati e i limiti operativi delle risorse in campo. Sono stati colti ottimi spunti di miglioramento che saranno oggetto di momenti di formazione e di possibile modifica degli schemi di intervento.

In questa occasione sono state impegnate risorse provenienti dalle Sezioni Ana lombarde, coadiuvate da altre squadre specialistiche (sanitaria, telecomunicazioni radio, cucina e logistica) coinvolgendo oltre 70 volontari. Ad osservare interessati per importare nella loro realtà questo metodo operativo, volontari provenienti dal Piemonte, dal Veneto e dall’Emilia Romagna. Le operazioni si sono svolte grazie anche alla collaborazione della Prefettura e della Provincia di Como, della Regione Lombardia, del Coordinamento dell’Ufficio Territoriale Insubria, del Consorzio del Parco del Lura e di tutti gli enti locali coinvolti lungo il corso del torrente Lura. L’ottima riuscita dell’esercitazione è dovuta all’impegno e all’entusiasmo che tutti, volontari, coordinatori e responsabili di settore hanno posto nel curare ogni aspetto nei minimi particolari.

Ettore Avietti
pc.coord.2rgpt@ana.it

  11/09/2017

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