Articolo Alpino

LA SPEZIA - In memoria di Gino Cecchi


  Argomento: La Spezia

Articolo di tipo Le Nostre Sezioni   pubblicato nel numero di Novembre 2017 dell'Alpino


Grazie alla costanza di Renato Bucchioni, a Debeduse (La Spezia), in occasione dei festeggiamenti del patrono San Pietro è stato ricordato l’alpino Gino Cecchi con una targa commemorativa posta nel paese natale del giovane eroe. Gino Cecchi nasce il 31 marzo 1922 da Oreste e Giulietta Cecchi. La famiglia è composta da cinque maschi e due femmine. Gino frequenta fino alla terza classe le scuole a Borseda, poi la quarta e la quinta a La Spezia. 

La sua famiglia è dedita alla coltivazione di piccoli appezzamenti di terreno e all’allevamento di una mucca e di tre pecore. Gino è un ragazzo robusto e si adatta a qualsiasi mestiere: fare legna, vangare orti, portare pietre per i muratori, fare il bracciante. Nel 1942 viene arruolato nel Corpo degli alpini e dopo l’addestramento entra nel 1º rgt. artiglieria alpina con il quale raggiunge la Russia. E lì terminerà il suo viaggio. La semplice commemorazione è stata patrocinata dall’amministrazione comunale e dalla Sezione di La Spezia.

Durante la posa della targa (nella foto), l’assessore alla Cultura Stefano Franceschini ha riconosciuto e apprezzato il grande impegno di Renato Bucchioni, il suo è un gesto di rispetto verso ogni soldato Caduto ma è anche un inno al valore della pace e un’occasione di valorizzazione dei nostri piccoli borghi attraverso la memoria e le tradizioni. Bucchioni, insieme ai compaesani di Debeduse e Borseda, ha voluto che la lapide fosse posta nel paese natale di Gino perché lasci spazio alla riflessione e alla preghiera.

«Mario Rigoni Stern e Giulio Bedeschi hanno fatto memoria del sacrificio di tanti uomini attraverso le pagine dei loro libri, pagine che io leggevo spesso ai miei alunni – aggiunge Bucchioni - ho raccolto a Borseda e a Debeduse notizie di coloro che sono stati amici d’infanzia dell’alpino Gino o persone che l’hanno conosciuto o frequentato. Io stesso lo ricordo quando nelle sere d’autunno si gironzolava per i seccatoi a spillare il vino nuovo. La commemorazione vuole essere impegno per la pace e la fratellanza tra i popoli». 

  08/11/2017

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