Articolo Alpino

La specialità alpinistica


  Argomento: Protezione Civile

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Gennaio 2018 dell'Alpino


L’ultimo periodo dell’anno, caratterizzato dall’arrivo dell’inverno con freddo e neve, potrebbe giustamente fare supporre che per le “ragazze” e i “ragazzi” della specialità alpinistica della Protezione Civile Ana, sia giunto il momento di riporre “sotto naftalina” corde, imbraghi e moschettoni, in attesa della bella stagione. Niente di più lontano dalla realtà! Il primo fine settimana di dicembre ha rappresentato per gli alpinisti del 1º e del 2º Raggruppamento un impegno importante. L’appuntamento per le squadre del 2º è stato in provincia di Bergamo, in località Onore presso la falesia denominata “Le Corne”, dove è andata in scena l’esercitazione di raggruppamento e le prove di abilitazione per 5 nuovi aspiranti alpinisti. «Nella giornata di sabato hanno partecipato 10 alpinisti e i 5 volontari aspiranti. 

Non hanno potuto esserci gli emiliani a causa della neve, con loro è tutto rimandato alla prossima primavera - spiega Claudio Giudici, coordinatore della specialità alpinistica del 2° Rgpt - abbiamo provveduto alla pulizia della partenza della falesia liberandola dalle piante di basso fusto, noccioli e rovi con attrezzatura da taglio, decespugliatori, tosasiepi, motoseghe e accette.

Una volta accatastata la legna, l’abbiamo bruciata. Un ottimo lavoro». «La domenica, al termine delle prove d’esame è stata predisposta una teleferica in fune secondo indicazione del vigente testo lavori e secondo quanto dimostrato nell’esercitazione nazionale svoltasi lo scorso anno a Trichiana». Ha proseguito Giudici: «Nel pomeriggio si è svolta l’attività dimostrativa delle nuove tecniche di autosoccorso come da manuale alpinistica, manovre provate ed approvate a Fenis, in Valle d’Aosta, durante l’assemblea svoltasi il 27 e il 28 ottobre.

Dopo la spiegazione e la dimostrazione da parte di alcuni componenti della squadra, sono state espresse in un briefing le varie opinioni sulle nuove manovre di autosoccorso e un discorso ai nuovi volontari sull’importanza della partecipazione alle iniziative della squadra e sull’impegno che occorre assumere in alcune manifestazioni a livello nazionale e di raggruppamento. È stato quindi comunicato il buon esito delle prove di livello “1 Assistente” sottolineando come, nella prossima primavera, si procederà all’addestramento affinché raggiungano il livello “2 Operatore”». E mentre sulle montagne della bergamasca si svolgeva tutto questo, all’ombra della Mole Antonelliana le divise rosse dell’Alpinistica del 1º Raggruppamento si arricchivano di barbe bianche finte e berretto rosso: l’abbigliamento tipico di… Babbo Natale!

Come tutti gli anni anche nel 2017, Forma, la onlus dell’ospedale infantile Regina Margherita, ha organizzato il raduno dei babbi natale chiamato “Babbo Natale in Forma!”. Un raduno piacevole ma soprattutto solidale che raccoglie in piazza, a seconda degli anni, dai 15mila ai 20mila babbi natale. I fondi raccolti come offerte, infatti, vengono utilizzati per l’acquisto di strumentazione diagnostica e per rendere meno triste il ricovero dei bambini, specie per le lungodegenze, che spesso vogliono dire patologie oncologiche e altre cose terribili.

Tante associazioni, aziende, scuole ed enti benefici si danno da fare: i benefattori intervengono, le scuole producono oggetti che vengono messi all’asta, le aziende confezionano qualche decina di migliaia di costumi che poi vengono venduti. Sulla piazza arrivano gare di podisti, ciclisti e un raduno di 3/4.000 moto, il tutto è ben coordinato dalla regia di Forma e dai conduttori che dal palco con il megaschermo intervistano, commentano, presentano, sollecitano e trasmettono musica. Potevano, in tutto ciò, mancare gli alpini? No di certo! Gli alpini di Torino, con il loro Presidente Guido Vercellino speaker delle “evoluzioni” dei 20 alpinisti del 1º Raggruppamento, non sono stati da meno: la fanfara ha aperto la manifestazione, vari Gruppi hanno offerto gadget e cose buone, la squadra cucina dell’Unità sezionale di Protezione Civile ha servito i pasti, la specialità alpinistica ha organizzato una dimostrazione di manovre su funi mentre altri volontari sono passati, accompagnati, nei reparti del Regina Margherita per offrire un sorriso ai bimbi ricoverati.

«Domenica 3 dicembre era uno spettacolo vedere questi 15mila babbi natale tutti insieme, tanto che si è dovuto chiudere corso Unità d’Italia per farceli stare tutti - commenta Massimo Berutti, coordinatore della specialità alpinistica del 1º Raggruppamento - e noi li abbiamo visti bene perché dal tetto dell’ospedale abbiamo fatto una bella calata in fune”. “Gli obiettivi delle calate sono due: il primo è addestrativo, l’uscita dal cornicione è infatti delicata e otto piani girando su se stessi nel vuoto sulla folla sono selettivi anche per gli alpini. Il secondo più importante salutare i bambini ricoverati nei reparti che non possono uscire, ma solo guardar fuori dai vetri. Un paio d’anni fa una mamma e un bambino salutavano sorridenti i “ragazzi” appesi alle corde, ma avevamo anche messo contro il vetro un cartello con scritto a pennarello “portateci via con voi”. – ha sottolineato commosso Massimo – Sotto l’ospedale abbiamo poi montato una piccola teleferica per far felici i bambini accorsi ad assistere alla kermesse.

Imbragati e agganciati al cavo si sono fatti una cinquantina di metri di volo sul prato dell’ospedale per finire nelle braccia di un paio dei nostri che una volta sganciati, li hanno riconsegnati alle rispettive mamme. Un tripudio di sorrisi di foto e di video, con la musica e fra la gente. L’offerta raccolta servirà ai loro coetanei, che per ora possono solo guardare il mondo attraverso un vetro. È “Babbo Natale in Forma” che unito al piacere di rivederci, è ciò che resta nel cuore dei nostri volontari di qualsiasi specialità o Sezione siano».

Tutto questo è essere alpinisti della Protezione Civile dell’Ana. Addestramento, professionalità, perizia e spirito di servizio e, soprattutto, tanto cuore. Donne e uomini della grande famiglia alpina, senza falsa modestia, c’è da esserne davvero fieri!

Stefano Meroni
pc.stampa@ana.it

  09/01/2018

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