Login
L’Alto Adige nella Storia
Articolo di tipo Articolo pubblicato nel numero di Ottobre 2011 dell'Alpino
L’Alto Adige, terra di confine, ma al contempo terra di unione tra Nord e Sud, riassume nella sua storia le vicende che interessarono l’intera Europa sin dalla notte dei tempi ad oggi. I primi insediamenti umani si ebbero già nella preistoria quando pastori e cacciatori si avventurarono sulle montagne varcando la displuviale alpina. Ad essi subentrarono popolazioni socialmente organizzate come i Reti, tuttavia incapaci di opporsi alle incursioni celtiche rivolte verso la ricca pianura veneta, tanto da indurre l’imperatore Augusto ad affidare, al figlio Druso, nel 15 a.C., il comando di sei legioni con lo scopo di rendere sicure tutte le vie al di là dello spartiacque alpino. La battaglia principale si svolse sulla piana alla confluenza tra l’Isarco ed il Talvera con la vittoria romana e la costruzione di un ponte, il “Pons Drusi” fondamento dell’odierna Bolzano.
La Pax romana portò ricchezza e prosperità e la creazione di una strada che univa l’Adriatico ad Augusta (500 km) chiamata “via Claudia Augusta”. Dall’Editto di Costantino (313 d.C.) e di Teodosio (319 d.C.) la regione si affacciò al cristianesimo introdotto dal vescovo di Trento Vigilio su mandato di Sant’Ambrogio. La caduta dell’Impero romano segnò un lungo periodo di invasioni barbariche: gli Ostrogoti di Teodorico, i Longobardi ed i Franchi di Carlo Magno. Con la restaurazione del Sacro Romano Impero la “terra inter montes” divenne la via obbligata per gli eserciti imperiali che dalla Germania scendevano in Italia, tanto che Federico I il Barbarossa diede l’Alto Adige a dei piccoli vassalli della Curia di Coira, a lui fedeli, col titolo di Conti del Tirolo e di Gorizia.
Il più famoso di questi, Mainardo II, lasciati i territori goriziani al fratello, si dedicò a costruire una contea forte ed efficacemente amministrata. Alla sua morte gli successe la figlia Margarete che, prima sposa di Giovanni di Boemia e poi di Ludovico di Brandeburgo, fu costretta a cedere la Contea nel 1363 agli Asburgo. È di quel periodo l’inizio della tedeschizzazione dell’Alto Adige. Seguì un lungo periodo di lotte tra i vari regnanti della zona e rivolte popolari fino all’avvento della duchessa Claudia de Medici vedova di Leopoldo e reggente dal 1632 al 1646.
A lei Bolzano deve l’istituzione del “Magistrato Mercantile”, un organismo composto da italiani e tedeschi che deve giudicare sulle controversie commerciali. Con l’estinzione del ramo tirolese degli Asburgo, nel 1712 la regione subisce l’accentramento viennese perdendo la propria autonomia e diventando territorio asburgico indivisibile. All’inizio dell’800 sull’Europa soffia il vento napoleonico sull’onda delle idee della Rivoluzione francese. Napoleone si affaccia nelle valli altoatesine nel 1796 avendo un primo scontro con gli Schützen (tiratori scelti) ed i Landsturm (milizia), ma poi si dirige verso le forze austriache a Bassano del Grappa. Ben diversa la situazione dopo la vittoria napoleonica ad Ulma nel 1805 e la consegna dell’Alto Adige all’alleata Baviera nel 1806.
Il fatto provocò la rivolta tirolese guidata da Andreas Hofer che, tra alterne fortune, continuò nonostante la nuova sconfitta austriaca a Wagram e la pace di Schönbrunn in virtù della quale l’Austria rinunciava definitivamente al Tirolo. Hofer, dopo un’ulteriore resistenza, fu catturato dai Francesi e fucilato a Mantova il 20 febbraio 1810. Caduto Napoleone viene restaurato l’ordine con il Congresso di Vienna ed ai Tirolesi, pur sempre fedeli all’Imperatore, nel 1816 vennero tolte tutte le antiche autonomie provocando un senso di ingratitudine nella popolazione.
Nel 1848, le prime insurrezioni, le guerre d’indipendenza italiane e le rivendicazioni nazionali, costrinsero l’imperatore Francesco Giuseppe a rivedere la Costituzione concedendo l’autonomia ai Länder maggiori. In quegli anni inizia la scolarizzazione, sorgono le prime industrie e, nel 1867, viene inaugurata la ferrovia Bolzano-Innsbruck. Ma il 1848 aveva lasciato degli strascichi: i Trentini rivendicavano maggior autonomia dal Tirolo e le conseguenze si videro nel 1906 quando la folla impedì con la forza l’istituzione di corsi universitari in italiano.
A Sarajevo il 28 giugno 1914 lo studente serbo Gravilo Princip uccide l’Arciduca d’Austria Francesco Ferdinando e sua moglie: è la guerra. L’Italia non partecipa ritenendo che il Trattato della Triplice Alleanza comprendente Italia, Austria- Ungheria e Germania sia stato violato in quanto l’aggressore non era la Serbia, ma l’Austria. L’Italia entrerà in guerra solo il 24 maggio del 1915 sulla base del Trattato di Londra che la lega ai Paesi dell’Intesa: Inghilterra, Francia, Russia e successivamente Stati Uniti. Con la fine della guerra (il 4 novembre 1918) ed a seguito della pace di Versailles e del Trattato di Saint Germain, l’Italia acquisisce, tra l’altro, l’intero Trentino Alto Adige, fino al Brennero. Gli anni successivi, con il governo fascista, vedono un intenso processo di italianizzazione dell’Alto Adige.
Nascono le fabbriche nella nuova zona industriale a sud di Bolzano, ma nasce anche il problema dei sudtirolesi che non vogliono rimanere sotto il Regno d’Italia. Gli accordi tra il Governo italiano e quello tedesco che, nel frattempo, aveva annesso l’Austria alla Germania, portano all’esodo di alcune migliaia di sudtirolesi dall’Alto Adige in Germania. Durante la seconda guerra mondiale, dopo la resa italiana agli Alleati (8 settembre 1943), l’Alto Adige viene occupato dalle truppe naziste e dichiarato parte integrante del Reich tedesco.
Nasce così anche in Alto Adige un movimento di resistenza che, oltre a combattenti italiani vede anche alcuni sudtirolesi. Terminata la Guerra e divenuta l’Italia una Repubblica, il Primo ministro italiano De Gasperi, unitamente al collega austriaco Gruber, firmavano nel 1946 un accordo per l’autonomia dell’Alto Adige. Il processo autonomistico andò avanti nonostante l’oscuro periodo terroristico degli anni ’60 e si concluse nel 1972 con l’entrata dell’attuale statuto d’autonomia. Questo è l’Alto Adige di oggi: una casa comune in cui vivono ed operano persone di storia e lingua diverse proiettate verso la nuova Patria comune: l’Europa.
Maurizio Ruffo
26/09/2011
Effettua il login e lascia il tuo commento
Commenti 0
Lettera del sindaco Spagnolli: "E' stata una festa della città, in italiano, aperta a tutti"
Cappelli persi e trovati a Bolzano
A Bolzano con l'amico a quattro zampe: obbligo di vaccinazione
Sfila tra gli applausi la Bandiera del 6°. Il sindaco Spagnolli: "Le nostre si amano, quelle degli altri si rispettano"
Il messaggio del Presidente della Repubblica agli alpini
Il presidente Perona: “A Bolzano un’Adunata storica, condivisa da tutti”. Oltre 300.000 per le penne nere
Adunata 2012 - La sfilata in TV e su internet
A Bolzano l'Adunata nazionale nel 2012
"Inno di Mameli" e "La leggenda del Piave" durante la sfilata? Il divieto risale al 2003
Bolzano, l'alzabandiera apre ufficialmente l'Adunata
Bolzano: il Centro Addestramento Alpino ricorda il 1° caporal maggiore Simone Gamba
I messaggi delle autorità agli alpini in occasione dell'Adunata
"E qui, quando fiorirà la terra?", presentazione a Bolzano
Adunata Bolzano - Pronte le mappe per navigatori satellitari.
Piano di mobilità per l'Adunata a Bolzano
Annullo postale dell'Adunata di Bolzano
Concorso: “Quel giorno da alpino che non potrò mai dimenticare”
Bolzano: un libro e una mostra per raccontare gli alpini
Ricordi di naja sul quotidiano "Alto Adige"
"Responsabilità per una Patria migliore", il presidente dell'Associazione Nazionale Alpini presenta l'85ª Adunata
Elenco Adunate
Il Decalogo dell'Adunata
Numeri utili Bolzano
Mostre, letture e incontri
Farmacie notturne a Bolzano
Sfilerà la Bandiera del 6° Alpini
Gadget dell’ANA a Bolzano
Tutto pronto per accogliere l’ondata gioiosa
Ötzi e i racconti dell’uomo venuto dai ghiacci
Una cittadella per spiegare gli alpini
Un Lungo Talvera dedicato agli Alpini
L’Alpe di Siusi, un altipiano unico al mondo
Trentino, la porta dell’Adunata
A Gianfranco Bianco il premio “Giornalista dell’anno”
Postazioni sanitarie e posti di prima assistenza
Visite guidate al Forte di Fortezza
Il Villaggio dei partner Adunata
A Bronzolo una mostra di illustratori umoristici sul tema “Gli Alpini”
Musei aperti con orario prolungato
Tre funivie per un balzo di 1.000 metri
Ufficio Stampa Adunata Bolzano
Alto Adige in cucina: il meglio di due mondi
2002/2012 © Ana.it. Tutti i diritti riservati. Questo sito è di proprietà della Associazione Nazionale Alpini ® P.IVA/C.F. 02193630155 L'uso degli indirizzi mail riportati su questo sito è esclusivamente finalizzato ad usi associativi. È vietata la riproduzione anche parziale - Marchio registrato FAQ - Privacy - Credits