Articolo Alpino

Intreccio di meraviglie


  Argomento: Trento 2018

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Marzo 2018 dell'Alpino


Città di frontiera, cerniera tra il mondo germanico e quello mediterraneo, Trento per vocazione e collocazione geografica è sempre stato luogo di transito e punto d’incontro tra lingue e culture diverse. Protetta dalle montagne ma allo stesso tempo con lo sguardo aperto sul mondo, la città che ospiterà la 91ª Adunata nazionale ha visto passare tra le sue vie e i suoi palazzi tanti personaggi illustri. Il poeta tedesco Wolfgang Goethe, nel suo celebre “Viaggio in Italia”, amava descrivere così il cuore delle Alpi tridentine “Là dove il sole è caldo e si ricomincia a credere nel buon Dio”. Mentre il collega Heinrich Heine la definiva “la città che divide l’Italia dalla Germania, ma che ci guarda con occhi italiani”. 

Anche Wolfgang Amadeus Mozart, uno dei più grandi geni della musica, rimase affascinato da questa terra, citando nel suo Don Giovanni anche un vino trentino. Già i romani, tempo prima, capirono l’importanza strategica dell’antica Tridentum realizzando, sotto l’imperatore Claudio Augusto, all’asse viario che collegava la penisola italiana con il resto d’Europa, la Claudio Augusta appunto.

Nel VI secolo fu invece Teodorico, re degli Ostrogoti, ad occupare l’urbe dando vita alla disfida dei Ciusi e dei Gobj (gli abitanti di Feltre e di Trento), un avvenimento in bilico tra storia e leggenda rimasto ancor oggi nella tradizione popolare cittadina. Cresciuta attorno al suo fiume, l’Adige, Trento è conosciuta da tutti anche come la Città del Concilio: tra il 1545 e il 1563, il capoluogo trentino ospitò la XIX assemblea di tutti i vescovi del mondo, passata alla storia in quanto avrebbe dovuto mettere fine alla frattura tra cattolici e protestanti.

Tra i promotori del Concilio, anche se non visse abbastanza a lungo per assistere all’inizio dei lavori, c’era Bernardo Clesio, principe-vescovo, padre del Rinascimento trentino e amico dei più potenti personaggi d’Europa del suo tempo. Centro religioso e politico di notevole importanza, Trento per secoli resistette alle rivolte di nobili e contadini, ma anche agli attacchi dei veneziani della Serenissima e al dominio spagnolo. Solo Napoleone riuscì a conquistarla. E con il Congresso di Vienna la città di Trento entrò a far parte dell’Impero Asburgico.

Un’epoca, questa, che diede i natali a molti personaggi di spicco. Dagli intellettuali come il filosofo e beato roveretano Antonio Rosmini agli ingegneri di fama mondiale come Luigi Negrelli, il progettista del Canale di Suez, fino al pioniere dell’aviazione Gianni Caproni, a cui è dedicato l’aeroporto di Trento Sud. Ma non solo. Anche diversi artisti come Giovanni Segantini, paesaggista e padre del Divisionismo, e il futurista Fortunato Depero, designer ante litteram, lasciarono la loro firma nel mondo. Poi lo scoppio della Guerra. E il Trentino si trovò tagliato in due dalla linea del fronte.

Il poeta premio Nobel Eugenio Montale scrisse versi potenti tra le trincee. Ma furono migliaia i giovani soldati che si trovarono, loro malgrado, a combattere su queste montagne, intrise di storia e dolore. Giovani vite che l’Adunata della Pace di Trento ricorda, senza distinzioni di divisa e provenienza. Sulla collina del Doss Trent spicca il Mausoleo intitolato a Cesare Battisti, figura poliedrica (geografo, giornalista e politico) e irredentista che si batté assieme a Damiano Chiesa, Fabio Filzi e altri patrioti per l’unione del Trentino all’Italia.

Nel secondo dopoguerra la figura più importante, senza dubbio, fu quella di Alcide De Gasperi, primo presidente del Consiglio della neonata Repubblica Italiana e padre fondatore dell’Europa unita. Poi è storia recente. Ma i trentini hanno continuato a far parlare di sé. Basti pensare a Samantha Cristoforetti, “Astrosamantha”, la prima donna ad entrare negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea. Ai campioni dello sport come il ciclista Francesco Moser e la tuffatrice Francesca Dallapè. Agli alpinisti come Cesare Maestri, il “Ragno delle Dolomiti”. Tutti portavoce di una terra piccola ma capace di volare alto.

Tommaso Gasperotti
ufficiostampa@adunatatrento2018.it

  13/03/2018

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