Articolo Alpino

Informare e prevenire


  Argomento: Protezione Civile

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Dicembre 2017 dell'Alpino


Sette le piazze in Italia - Asti, Firenze, Monza, Piacenza, Pistoia, Pordenone e Verona - che hanno visto protagonisti i volontari della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini nella campagna informativa “Io non rischio”. L’iniziativa, giunta al settimo anno, è promossa dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile in tutte le città capoluogo di provincia. “Io non rischio” è una campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile. Ma ancora prima di questo, è un proposito, un’esortazione che va presa alla lettera. L’Italia è un paese esposto a molti rischi naturali, e questo è un fatto.

Ma è altrettanto vero che l’esposizione individuale a questi rischi può essere sensibilmente ridotta attraverso la conoscenza del problema, la consapevolezza delle possibili conseguenze e l’adozione di alcuni semplici accorgimenti. Un’unica giornata divulgativa per sensibilizzare i cittadini sul rischio sismico e sul rischio alluvione, un evento trainante per un grande obiettivo: diffondere buone pratiche di protezione civile e coinvolgere tutti sul tema della prevenzione. Lusinghieri i commenti che, al termine della giornata di attività, i volontari della nostra Pc hanno espresso, consegnando un giudizio positivo e favorevole all’iniziativa.

«La nuova formula di ‘Io non rischio 2017’ con la condivisione di altre associazioni di volontariato sicuramente ha avuto l’effetto di renderla più accattivante e coinvolgente per la cittadinanza, grazie anche al nuovo materiale messo a disposizione dal Dipartimento come banner, vele, rotoli esplicativi e gazebo», racconta Zeb Tirapelle dell’unità di Protezione Civile della Sezione di Verona, seguito a ruota dal coordinatore sezionale di Pordenone, Gianni Antoniutti, per il quale «a Pordenone è andata molto bene, meglio degli scorsi anni anche grazie ad una location migliore e maggiormente frequentata, dove le squadre della Pc Ana hanno affrontato, in totale autonomia, la parte riguardante il rischio terremoto». Prima volta per la piazza di Monza, “prima volta” per la “sua” Protezione Civile Ana: «Alla fine è stata una buona esperienza, avvicinare la gente e spiegare i rischi del nostro territorio. Si è instaurato un buon rapporto con le altre associazioni e questo potrà portare solo a qualcosa di positivo».

Ha dichiarato il coordinatore sezionale Michele di Perna. Per Gianluca Grilli, Gruppo Pc di Pistoia, Sezione di Firenze «l’edizione di quest’anno è stata definita speciale dal Dipartimento di Pc poiché prevedeva un’unica ‘superpiazza’ nel capoluogo di ogni provincia e l’organizzazione di un evento da scegliere e da organizzare in maniera condivisa fra le associazioni che avevano a suo tempo risposto positivamente al bando. Una novità che ha comportato, almeno a Pistoia, una iniziale difficoltà di coordinamento fra i diversi attori, in parte dovuta purtroppo alla scarsa partecipazione dei soggetti istituzionali».

«All’edizione speciale di “Io non rischio” nella provincia di Asti ha preso parte solo l’Associazione Nazionale Alpini con un nucleo di Protezione Civile composto da dieci volontari comunicatori - spiega Fernando Dal Raso, coordinatore sezionale di Asti - I volontari hanno informato su i rischi alluvione e consigliato buone pratiche per minimizzarne l’impatto su persone e cose. Una consapevolezza che può contribuire a farci sentire più sicuri». Fuori dal coro, ma per questo non meno significativo, il commento critico del coordinatore sezionale di Firenze, Riccardo Peruzzi: «La mia valutazione sull’edizione speciale, dopo molti anni di impegno in questa manifestazione, non è molto positiva. Due i motivi: la piazza scelta a Firenze non si presta molto a questo tipo di iniziativa essendo inserita nel percorso turistico, scarsa quindi la presenza di cittadini locali. E poi troppe le associazioni coinvolte con un esubero di volontari che avrebbero dovuto stare in piazze satelliti, ma che in realtà sono rimaste quasi inutilizzate.

Il vecchio sistema delocalizzato mi sembrava essere più efficace». L’elemento comune che unisce le sette piazze dove sono stati protagonisti i volontari della Protezione civile Ana rimane, come per gli scorsi anni, la soddisfazione e la consapevolezza di aver svolto pienamente una delle attività principali, quella di fare prevenzione informando i cittadini sui rischi naturali e sulle buone pratiche per affrontarli. La prevenzione è un’esigenza primaria per il nostro territorio, una conoscenza irrinunciabile per le popolazioni e un compito che i volontari della Protezione Civile Ana sanno da sempre fare bene. s.m.

  12/12/2017

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