Articolo Alpino

In Friuli di corsa


  Argomento: Sport

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Luglio 2016 dell'Alpino


Nella splendida cornice delle Prealpi pordenonesi, a Tramonti di Sotto, si è svolto il 40º campionato nazionale di corsa in montagna a staffetta. Sin dal giorno precedente l’inizio della competizione con l’arrivo degli atleti ha ravvivato la località. Nel primo pomeriggio alcune tra le Sezioni partecipanti si sono schierate per l’alzabandiera presso gli impianti sportivi, sede della partenza della gara. Vessilli, gagliardetti, atleti e alpini, hanno sfilato verso il monumento ai Caduti per la deposizione di una corona e hanno raggiunto il municipio per i discorsi ufficiali, attorniati dalla popolazione, entusiasta per le tante penne nere presenti. 

Il Capogruppo della Valtramontina Marcello Gambon ha dato il benvenuto agli atleti, quindi il sindaco e atleta di Tramonti di Sotto, Giampaolo Bidoli, ha elogiato tutti gli organizzatori per lo sforzo fatto nell’organizzare una gara di livello nazionale capace di diffondere «un po’ di luce in queste vallate». Sono intervenuti anche Claudio Pedrotti in rappresentanza della provincia di Pordenone, il magg. Massimo Comelli per la brigata Julia, il Presidente della Sezione di Pordenone Ilario Merlin e il Presidente della Commissione sportiva nazionale, Mauro Buttigliero.

Poi la cerimonia dell’accensione del tripode olimpico da parte di Sergio Maranzan, componente della commissione sportiva della Sezione di Pordenone, nonché organizzatore della gara. Dopo la Messa, il rancio e la branda ad attendere tutti per il meritato riposo. Alle prime luci dell’alba, un’aria frizzante e il vociare nei dialetti più svariati, dà il buongiorno alla popolazione e agli atleti ormai intenti a riscaldarsi.

Alle 9 il via alla gara. Partono i primi frazionisti della staffetta a due, poi dopo il primo cambio parte anche la staffetta a tre, valida per l’assegnazione del titolo nazionale Ana. Il percorso di gara si snoda dapprima per alcune vie del paese, poi su di un sentiero, reso insidioso dalle piogge dei giorni precedenti, attraversando boschi e prati per una distanza totale di 7,3 chilometri, con un dislivello positivo di 362 metri.

Il passare delle ore scandisce il lento arrivo dei frazionisti e con loro i primi commenti, sia sulle prestazioni personali, sia sulle difficoltà del percorso. Sulla fatica vince comunque la soddisfazione di aver tagliato il traguardo da condividere con i compagni di squadra. Puntuale come una punizione del sergente al venerdì mattina, la pioggia ha fatto la sua comparsa al momento delle premiazioni. Nella seconda categoria composta da due frazionisti alpini, sono arrivati primi Ivo Bee e Jonny Malacarno per la Sezione di Feltre, secondi Paolo Negretto e Maurizio Mora della Sezione di Varese e terzi Armando Cimin e Adriano Sommariva sempre della Sezione di Feltre.

Il titolo di campione italiano è stato assegnato al socio alpino Michele Semperboni della Sezione di Bergamo che con il tempo di 32 minuti e 58 secondi è stato in assoluto il più veloce a percorrere il tragitto. Sommando i punteggi conseguiti in tutte le categorie dalle singole staffette, il Presidente della Commissione sportiva nazionale Mauro Buttigliero, ha premiato la Sezione di Bergamo, come vincitrice del campionato con 960 punti, seguita da Belluno con 706 e dalla Valtellinese con 694.

Per la categoria aggregati, vince la Sezione di Asiago, a seguire Abruzzi e Il podio dei vincitori: sul gradino più alto gli atleti della Sezione di Feltre, al secondo posto gli atleti della Sezione di Varese e al terzo ancora Feltre. Pordenone. Termina così un campionato nazionale con tante emozioni e fatiche, spese sui sentieri irregolari della montagna. Le ultime nuvole brontolone si allontanano mentre timidi raggi di sole sfiorano i monti: è l’arrivederci di queste terre tanto simili al carattere degli alpini. Aspre in apparenza, ma accoglienti e colme di meraviglie.

Alessandro Puppin

alepup@gmail.com

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  11/07/2016

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