Articolo Alpino

Il testamento dell'ANA


  Argomento: Ana

Articolo di tipo Lettere al Direttore   pubblicato nel numero di Novembre 2018 dell'Alpino


Si parla, da tempo, del futuro dell’Ana. Sappiamo benissimo che tale futuro non è roseo, per evidenti motivi; la soppressione (tecnicamente “sospensione”) della leva, la cancellazione della leva regionale e la conseguente mancanza di ricambio stanno lentamente, ma inesorabilmente, assottigliando le file dei soci.

Certo, ci sono gli “aggregati” e gli “amici degli alpini”, che sono animati dalla più grande buona volontà e che spesso sono fondamentali per la vita dei Gruppi, ma onestamente non possono bastare a garantire la continuità dell’Associazione in quanto tale. E qui il problema è evidente e molti, se non tutti, ne stanno discutendo sia de visu che sui social: che fine far fare all’Ana? Non dimentichiamoci infatti che l’Associazione non ha solo in carico la storia e le tradizioni delle penne nere ma ha anche un importante apparato di Protezione Civile, un patrimonio di immobili non indifferente e un insieme di attività sul territorio che occupano molte persone e che rendono un grosso servizio alla comunità civile. Quando le ultime vestigia dell’Ana verranno meno, per ovvie ragioni anagrafiche, è evidente che nascerà - per non dire che è già nato - il problema di chi raccoglierà il testimone e come lo gestirà. Io, personalmente, e molti alpini la pensano come me, sarei dell’idea di sciogliere l’Ana quando ancora gli alpini saranno ancora in grado di farlo autonomamente, non aspettando che muoia d’inedia e soprattutto non “annacquandola” con persone che, seppur animate dalle più buone intenzioni, non sono alpini, perché altrimenti si snaturerebbe la natura stessa dell’Associazione. Nel contempo, proprio per non perdere il patrimonio attualmente custodito dall’Ana, si dovrebbe pensare di “creare” una nuova Associazione, culturale e con i dovuti crismi, che si assuma l’onore e l’onere di preservare, conservare e tramandare quanto di buono hanno fatto gli alpini in oltre 140 anni di vita. A questa nuova associazione - che ovviamente non si chiamerà più Associazione Nazionale Alpini - potranno partecipare tutti coloro che amano la montagna e che la studiano, coloro che si sentono vicini ai valori degli alpini e, naturalmente, anche gli alpini che ne vorranno far parte. Il nostro Labaro, carico di gloria e sangue con le sue 216 Medaglie d’Oro, a questo punto dovrebbe venir portato a Roma, all’Altare della Patria, a riposare assieme alle Bandiere di Guerra di tutti i reparti che hanno lottato per l’Italia. La mia è probabilmente un’idea che a molti non piacerà, per motivi che qui non è il caso di parlare, ma è sicuramente la soluzione più diretta e la meno ipocrita per uscire da una situazione che, piaccia o no, è alle porte, e alla quale bisogna pensarci ora. Grazie e in alto la penna!

Roberto Buffolini

La lucidità con cui pianifichi il futuro dell’Ana mi ricorda quella di un notaio alle prese con la stesura di… disposizioni testamentarie. Scherzi a parte, io credo che la storia non sia mai lineare, ma popolata di imprevisti che ne possono modificare il percorso e di conseguenza le previsioni. Per cui navigare a vista mi sembra forse la cosa più realistica da mettere in atto.

  13/11/2018

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