Articolo Alpino

Il dono dell’olio


  Argomento: Madonna del Don

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Novembre 2017 dell'Alpino


Le Sezioni di Bassano del Grappa e di Monza hanno donato l’olio per le lampade perennemente accese sull’altare della Madonna del Don. Ancora una volta a Mestre nella chiesa dei Padri Cappuccini la cerimonia si è ripetuta in un clima di grande emozione, davanti all’Icona resa preziosa dalle lacrime di tante mamme. Il Presidente della Sezione di Monza Roberto Viganò e Giuseppe Rugolo della Sezione di Bassano del Grappa si sono alternati nello svolgimento dei rituali e il comandante della brigata Julia, generale Paolo Fabbri, ha ripetuto, leggendolo, l’atto di affidamento degli alpini alla Madonna del Don.

La storia di questa immagine, portata in Italia da Padre Policarpo Crosara, è stata ripercorsa nell’omelia del nuovo Padre Superiore dei Cappuccini di Mestre, frà Elvio Battaglia, riprendendo quanto lo stesso Padre Policarpo ebbe a scrivere della bella Icona. Raccontò che gli fu donata da una donna russa, nella quale riconobbe i dolci tratti delle Madonne italiane più che di quelle della iconografia russa e lo percepì come segno di fratellanza della spiritualità di due popoli molto simili e costretti a farsi la guerra. A questa immagine, in quei momenti, affidò la preghiera e le speranze dei suoi alpini consapevole che, nel momento più tragico della vita di ognuno, il pensiero della mamma rimane l’unico appiglio, l’unico conforto.

Padre Elvio ha così ricordato le parole di Gesù sulla Croce rivolte alla Madre: “Maria, ecco tuo figlio!” e verso Giovanni: “Ecco tua madre!”. L’altare della Madonna del Don è quotidianamente visitato da decine di fedeli, segno di una religiosità quasi famigliare che vede nella figura di Maria Addolorata, con il cuore trafitto dalle sette spade, il legame più forte che noi deboli uomini possiamo avere. Una omelia, insomma, dai toni intimi e che non ha mancato di evocare l’impegno con il quale gli alpini portano avanti il messaggio di solidarietà, nella continua riproposta di valori civici ed educativi. Un intervento da buon alpino, perché Padre Elvio ha servito nella Julia!

La cronaca della giornata è quella di sempre, con i nostri riti sacri come l’alzabandiera che ci fa riscoprire l’emozione di sentirci italiani e l’omaggio ai nostri Caduti, “per non dimenticare”. E poi la sfilata per le vie cittadine tra lo stupore dei concittadini - è sempre curioso rilevarlo - che pare scoprano questi momenti per la prima volta. Nessuno stupore, invece, ha suscitato la visita di sabato 7 ottobre alla tomba di Padre Policarpo a Montecchio Maggiore, un appuntamento che gli alpini veneziani e di Mestre si sono dati dal 1997, quando hanno trasferito la salma del padre in una nuova sepoltura, oggi meta di un pellegrinaggio. Erano presenti i vessilli delle Sezioni di Vicenza, Valdagno, Venezia e Monza in una giornata che, purtroppo, ha coinciso con la riunione dei Presidenti del 3º Raggruppamento, evento che ha sottratto qualcosa all’incontro, organizzato da sempre con entusiasmo dal Capogruppo di Montecchio Remo Chilese e dai suoi bravi alpini. La Sezione di Venezia, il Capogruppo di Mestre, Alberto Bonfiglio, ringraziano con affetto le Sezioni e i Gruppi, quasi cento, che hanno voluto essere presenti a questa edizione della festa e tutti gli alpini e non della Sezione, del Gruppo di Mestre e i volontari della Protezione Civile sezionale per il prezioso lavoro.

Franco Munarini
presidente.venezia@ana.it

  08/11/2017

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