Articolo Alpino

Il coro dell’amicizia


  Argomento: Ana

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Febbraio 2018 dell'Alpino


Il coro Grigna nacque l’8 dicembre 1958 a Lecco, nel rione di Laorca, grazie ad un gruppo di amici. Tra loro c’è Giuseppe Scaioli, appassionato di musica e diplomando al Conservatorio, che dirigerà il coro fino al 2014, quando il testimone passa al suo allievo Riccardo Invernizzi. Oltre ad essere una seria realtà nel canto popolare, il coro Grigna è prima di tutto un gruppo di veri amici, che stanno bene insieme e che fanno stare bene anche chi li segue. La bella cantata in amicizia non è diversa dalla stessa musica che si sente dal palco dei più disparati teatri.

Questo è anche indice di vera professionalità e di grande rispetto sia per il loro Maestro, che li ha educati al canto portandoli ad un magnifico livello, sia per loro stessi e per il “loro” coro che non può confondersi con canti da osteria. Ho avuto fortuna ad incontrare il coro Grigna tanti anni fa e ho avuto la possibilità di condividere passioni ed amicizia vera in ogni occasione, che se è difficile ricordarle tutte, certamente hanno sempre lasciato un senso di allegra umanità: ero entrato in un gruppo dove si stava bene. Fra tante mi torna alla mente quando a Salisburgo, durante una sosta, quattro o cinque coristi che si trovano nella piazza, estremamente bella, ma in quell’ora deserta, si riunirono ed intonarono un canto. Fu incredibile: in un attimo il coro era al completo e cantava a piena voce, le finestre si aprivano la gente si affacciava ed affluiva alla piazza applaudendo uno dei più naturali e sentiti concerti all’aperto. L’appeal del coro e l’emozione che ne scaturiva aveva catturato i presenti. Ma non posso non ricordare quel giorno a Milano quando il coro fece visita al “Cottolengo”, trasformando completamente i visi di quei poveretti, che sorridevano e battevano le mani, in visi di gioia… e i bambini? Per loro fu festa grande, ed alla fine della manifestazione si stringevano attorno ai coristi, ed anche per loro fu festa e commozione. È bellissimo vivere queste emozioni, e il coro Grigna le trasmette a tutti da 60 anni e anche solo per questo merita un plauso particolare. Ma invecchiano anche i cantori, seppure solo anagraficamente, perché riescono a restare giovani dentro e trovare nuove leve che con voci forti e giovani si mischino con l’esperienza dei “vecchi” è sempre molto difficile. Mi rivolgo ai giovani che cercano qualcosa per riempire la propria vita in modo intelligente e umano: il coro Grigna è il posto giusto dove trascorrere qualche ora e qualche giornata, con giusto impegno e giusta fatica, ma avendo in cambio una pace interiore fantastica.

Paolo Dubini


Ripercorrere i sessant’anni del coro Grigna, è come rileggere il libro che ti ha lasciato nel cuore un’infinità di emozioni. L’emozione della prima prova in casa mia con quattro amici amanti del canto tradizionale che, dopo le due ore di impostazione del canto “Al ciante il gial”, armonizzazione Pedrotti, ci siamo guardati commossi, e decisi di poterci incamminare sul sentiero affascinante della coralità. Così è stato. Emozione del primo concertino eseguito ai Piani dei Resinelli al cospetto della Grignetta e alla presenza di alcuni rocciatori dei mitici Ragni di Lecco. Tante emozioni durante le prestazioni nelle case di riposo per anziani, negli istituti per bambini meno fortunati dei nostri. Emozione per l’unico concorso che abbiamo vinto: “Il trofeo don Carlo Gnocchi” per il quale erano richiesti canti degli alpini o testi musicati per gli alpini, vedi: “Alpino de la Julia” di Bedeschi - Bregani che studiammo per l’occasione. Emozione che mi attanaglia pensando alle miriadi di esperienze vissute negli ininterrotti cinquantasei anni alla conduzione del mio coro Grigna, nato come “Coro alpino Grigna di Laorca di Lecco”, divenuto in seguito “Coro Grigna dell’Ana, Sezione di Lecco”. Posso dire che il coro che abbiamo formato nel lontano 8 dicembre 1958, ha sempre cercato di mantenere fede ai dettami dello stare insieme, non solo per cantare ma come cantare, come interpretare il canto stesso, come sottoporsi alle inevitabili critiche di coloro che non la pensano come noi, ma che noi rispettiamo. Il mio particolare intento è sempre stato rivolto alla sobrietà e al cantare non soltanto con la voce ma, soprattutto ascoltare la pulsazione che ogni cantore porta nel suo animo per proporre all’ascoltatore, in maniera semplice, il patrimonio del canto tradizionale, quello dei tanti autori che scrivono per la coralità e, in particolare, per i canti degli alpini. Auguro al mio coro Grigna di camminare con passo lento ma sicuro per proseguire il cammino che è stato tracciato dai cinque fondatori: Giuseppe Scaioli, Franco Scaioli, Antonio Resinelli, Antonio Valsecchi e Adriano Arrigoni e ascoltare la melodia delle voci di mio fratello Franco e degli amici cantori “andati avanti”, armonizzata col profumo del loro sorriso.

Giuseppe Scaioli

  12/02/2018

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