Articolo Alpino

I tuoi fratelli del 74° AUC


  Argomento: Sebastiano Favero

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Giugno 2013 dell'Alpino


Marzo 1974, SMALP di Aosta. Il 74° Corso AUC (Capitano Giovanni Folegnani, il ben noto Tex) era iniziato da ormai due mesi ma solo allora, dopo la destinazione alle specialità, conobbi Sebastiano Favero già ingegnere, mio coetaneo (classe 1948, ci separa un mese esatto), nella nuova camerata destinata ai mortaisti.

Pur essendo trascorsi quasi quarant’anni di lui ricordo ancora qualcosa di significativo. Innanzitutto l’aspetto fisico: un giovane robusto e “ben piantato” (sicuramente di qualche taglia inferiore a quella che tutti noi abbiamo acquisito nel tempo), con in risalto un viso sereno ed aperto, caratterizzato da uno sguardo chiaro e franco che avremmo imparato a conoscere come un veritiero specchio della persona.

Un ragazzo quindi molto gioviale e spontaneo, dalla tipica espansività veneta, pronto e dinamico nel fare, particolarmente brillante in marcia, segno distintivo di chi era avvezzo a vivere da tempo la montagna. Avrei poi scoperto, dalla lettura de L’Alpino, la nobile stirpe da cui proveniva: quel suo zio Bortolo Busnardo, che per lui e per la nostra Associazione è stato impareggiabile faro ed esempio. Ricordo con piacere il suo buonumore, condito con una risata fragorosa che rimbombava spesso in camerata, anche dopo una giornata faticosa. In particolare, mi torna alla mente un corroborante rinfresco notturno a luci spente, roba da carbonari, che ci offrì una domenica notte al suo ritorno da una breve licenza. Era questa una simpatica consuetudine per rincuorare almeno in parte quelli che nel week end erano rimasti nella Vallée, “spassandosela alla grande nell’effervescente Aosta”...

Dopo l’esperienza alla SMALP e concluso il servizio militare, per lungo tempo non ci siamo più visti, ma di lui ho cominciato a leggere su L’Alpino, seguendo ammirato a distanza la sua carriera contrassegnata da quelle numerose e significative realizzazioni riportate nel suo curriculum: in sintesi, un “ingegnere prestato alle grandi opere associative”. Merita infine ricordare che il riavvicinamento degli ex del 74°, avvenuto a partire dal 1999, è ancora un merito di Favero, condivisibile con l’altro nostro compagno Guido Grenni di Torino. Guido stava provando con molta difficoltà a ricostruire i nomi dei componenti il corso, quando contattato Favero, veniva a sapere che Sebastiano l’ultimo giorno ad Aosta aveva carpito la lista completa degli ex allievi. Giunta nelle mani del solerte Grenni, da allora riuscimmo ad incontrarci non solo alle Adunate nazionali, ma anche in altre ricorrenze.

In particolare, in un indimenticabile e luminoso fine settimana dell’autunno 2007, Sebastiano ci ospitò a Possagno e ci guidò sul Monte Palon (gruppo del Grappa) a visitare le opere militari della Grande Guerra ripristinate proprio sotto la sua direzione. Non ci resta dunque che augurare fiduciosi a Sebastiano proficuo e fruttuoso lavoro alla guida della nostra gloriosa Associazione. E poi… nel 2014 il nostro 74° festeggerà il 40° del Corso, confidiamo fin da ora che in quella circostanza, libero da impegni, il “nostro” Presidente nazionale possa essere ancora una volta tra di noi. Intesi, Sebastiano?

Giancarlo Militello

  31/05/2013

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