Articolo Alpino

Forza comunicativa


  Argomento: Asti 2016

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Partiamo dalla fine. Domenica mattina, sfilata in pieno svolgimento, la situazione era la seguente: Rai3 stava trasmettendo in diretta, come fa da diversi anni, la sfilata, arricchendo la trasmissione con servizi e interviste; TgCom24 era in diretta con le immagini provenienti dal nostro service tv in una ampia finestra in alto a destra, la conduzione in studio e le interviste raccolte dagli inviati. 

Sul web stavamo superando ogni nostra più rosea aspettativa: la sfilata era in diretta, oltre che sul nostro portale anche su lastampa.it, mediaset.it e su alcuni altri siti di informazione locale; inoltre, per la prima volta, grazie all’adozione della piattaforma di trasmissione Livestream, la diretta era accessibile anche su Facebook. Per lunghi tratti della giornata oltre 2.000 persone stavano seguendo contemporaneamente la nostra diretta streaming e, segno inequivocabile dei tempi, almeno la metà su smartphone e tablet.

Ancora, il sito livestream.com – che ricordiamo essere una piattaforma che registra oltre 40 milioni di spettatori al mese e trasmette circa 600mila eventi l’anno – nella sua homepage ha segnalato la nostra diretta come una delle più seguite nel mondo in quel momento, superata solo dal conferimento della laurea ad honorem al Presidente americano Obama, da un importate derby di cavalli negli Stati Uniti e da una trasmissione religiosa nel Sud America. Roba da non credere!

I risultati non si sono fatti attendere, la diretta Rai ha visto un ascolto medio di 470mila persone e con l’incredibile dato dei contatti netti, ovvero delle persone che hanno visto la trasmissione almeno per un minuto che ha totalizzato 2.519.000 ascoltatori (dati Auditel ufficiali). La trasmissione web ha visto salire i visitatori alla cifra sino ad ora impensabile di 54.863 – l’anno scorso erano stati oltre ventimila meno – e cosa per noi molto importante la diretta è stata vista in oltre 83 nazioni nei cinque continenti.

A questi numeri importanti dobbiamo aggiungere il pool di televisioni locali che da anni seguono la nostra Adunata: ciascuna ha trasmesso una parte più o meno lunga di sfilata al passaggio delle Sezioni relative al territorio di appartenenza; difficile raccogliere anche queste informazioni ma sicuramente stiamo parlando di decine, forse centinaia di migliaia spettatori.

La sfilata rappresenta il momento clou della Adunata, con l’attenzione per grande manifestazione che cresce già nelle settimane precedenti e si impenna a partire dai primi giorni di maggio. Altrettanto importanti sono stati i dati provenienti dal nostro portale e dalla nostra pagina Facebook: ana.it ha registrato oltre 63.000 utenti nei 15 giorni a cavallo della Adunata e più 84.000 accessi alla galleria dei video della sfilata delle singole Sezioni nella settimana successiva all’evento, ma i due dati che impressionano di più sono quelli del social network che con il numero di persone raggiunte da almeno un nostro contenuto (video, foto, post), è stato di 1.846.000, con un incremento di followers, ovvero di utenti che hanno deciso di seguire la nostra pagina, che ha superato quota 150.000.

Potremmo andare avanti ad elencare cifre e dati, una mole impressionante che i sistemi di monitoraggio del web sempre più sofisticati ci forniscono, ma crediamo di aver reso l’idea che l’Adunata di Asti ha confermato una volta tutte le potenzialità e tutta la forza comunicativa che gli alpini sono in grado di sprigionare quando si ritrovano assieme, ed ha inoltre confermato la lungimiranza delle scelte e degli investimenti importanti fatti dall’Ana in questi dieci anni.

Gli splendidi risultati illustrati non vengono per caso. Nel 2002 la nascita del nuovo portale ana.it, nel 2007 abbiamo iniziato le prima diretta streaming con una tecnologia e una connessione dati che ora a ripensarci ci viene da sorridere, eppure non ci siamo scoraggiati, l’anno successivo è partito il progetto di un service video ufficiale quale centro di produzione di contenuti da distribuire a Tv e internet, progetto che ha impiegato qualche anno prima di trovare la giusta formula e sempre nel 2008 abbiamo aperto la pagina di Facebook.

È stato un lungo percorso che di anno in anno ci ha consentito di migliorare e che è diventato un solido campo base per nuove e più ambiziose sfide, con gli obiettivi di sempre, ovvero offrire servizi e contenuti migliori, agli alpini prima di tutto e ai nostri simpatizzanti che ci guardano con affetto e ammirazione, ma anche in modo distratto e spesso superficiale.

Michele Tresoldi

anaweb@ana.it

  10/06/2016

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