Articolo Alpino

Figli della Smalp


  Argomento: Ana

Articolo di tipo Lettere al Direttore   pubblicato nel numero di Gennaio 2018 dell'Alpino


Forse per la prima volta dissento da un tuo intervento, nella risposta data ad Alfredo Favretto nel numero di novembre con la frase “Ostentare i gradi come se fossero medaglie”. Chi sfila con la Smalp sa che per l’Associazione bisognerebbe sfilare con la propria Sezione, il fatto è che mentre per quasi tutti gli alpini il far parte di una Sezione corrisponde in linea di massima anche con la zona di reclutamento e i reparti dove si è prestato il proprio servizio di naja (ad esempio i milanesi e i lombardi erano tutti del 5º), noi che abbiamo fatto la Smalp arrivavamo da tutte le parti d’Italia per poi essere destinati e sparpagliati in reparti diversi.

Ciò non toglie che molti di noi siano presenti e impegnati all’interno delle proprie Sezioni, nei Consigli, nella Pc, nel Servizio d’ordine nazionale, ma trovano nella Smalp ciò che per tanti mesi di duro addestramento (e, permettimi, non paragonabile a un Car) li ha uniti creando rapporti indelebili nel tempo, volendo offrire il proprio servizio alla Patria in un ruolo di responsabilità. Fatte le regole, si fanno talvolta, se giustificate, anche delle eccezioni: non c’è alcuna ostentazione del grado, lasciate che sfiliamo insieme nel ricordo di quel servizio che ci ha visto fortemente uniti, ci ha formato come alpini e come uomini anche per l’impegno nella vita civile. Ci ritroviamo insieme solo perché è stato nella Smalp, per noi, il momento forte del nostro servizio, con l’orgoglio di quello che abbiamo fatto, vissuto e offerto a tutti gli alpini e in mezzo a tutti gli alpini con i quali, insieme, abbiamo marciato, faticato, sudato e sofferto: “ostentare i gradi”? mi spiace ma non è così, lasciamo perdere, non è il luogo.

Umberto Gerra - Milano

Caro Umberto capisco le tue ragioni del cuore e ammetto d’essere stato un po’ duro con la definizione che tu contesti. Ma la sfilata non è un ritroviamoci a distanza di tempo. È piuttosto testimoniare che una volta finito il servizio militare siamo stati “disciolti” come il sale dentro le nostre Sezioni, per dare un contributo sul territorio di appartenenza. Non è neanche vero che la Sezione corrisponde alla zona di reclutamento. Io di Verona ho fatto servizio al 5°, insieme a tanti altri della mia terra. Una occasione per conoscere e stimare i lombardi, senza sentirci peraltro cittadini di quella Regione.

  09/01/2018

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