Articolo Alpino

Dov’erano gli alpini


  Argomento: Sisma Centro Italia 2016

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Gennaio 2017 dell'Alpino


L’impegno dell’Ana in soccorso alla popolazione coinvolta dal sisma sta continuando anche con lo smontaggio di strutture precedentemente installate, utili per altre ricollocazioni. Abbiamo superato complessivamente le 10mila giornate/uomo. Da poco abbiamo chiuso i gemellaggi con Ripe San Ginesio e Apiro, alcuni volontari del 4º Raggruppamento sono a Sant’Elpidio, mentre San Ginesio è presidiato dal 2º Raggruppamento. A Tolentino e Bolognola ci sono volontari provenienti dal 3º Raggruppamento e altri volontari dell’Ana Regione Emilia Romagna sono a Caldarola.

Molti di loro non sono tornati a casa e non hanno abbandonato la popolazione nemmeno a Natale e Capodanno. Sono animati da un senso di responsabilità ed è stato un modo semplice e unico per spartire i disagi e per stare accanto a chi soffre e ha perso tutto. Qualcuno mi chiede: «Ma dov’erano gli alpini dopo la scossa del 24 agosto?». Voglio rammentare che non erano trascorse due ore dal sisma che i nostri volontari delle unità cinofile da soccorso erano già sui luoghi per svolgere la loro preziosa attività; analogamente le squadre alpinistiche più vicine al luogo del disastro operavano in assistenza alla popolazione, mentre le squadre degli esploratori si erano messe a disposizione della Direzione operazioni di soccorso prontamente istituita a Rieti.

Nel frattempo, presso i nostri depositi della Colonna Mobile Ana, si provvedeva all’allestimento degli automezzi e delle attrezzature necessarie per la l’approntamento dei campi di accoglienza. Tutti sappiamo che l’attivazione della nostra preziosa e collaudata struttura non è avvenuta. Ho già espresso e ribadisco che la Conferenza Unificata delle Regioni ha preso il sopravvento nella priorità dei soccorsi e lascio, non alla fantasia e inventiva interpretativa dei lettori, ma ad una sistematica e ricercata immagine, camuffata da un impressione di viva solidarietà, quello che praticamente è avvenuto.

Quindi, dov’eravamo? Per la Regione Abruzzo i volontari del 4º Raggruppamento, appartenenti alla Sezione Abruzzi, hanno allestito a Fonte del Campo una cucina per il campo di accoglienza; a Marana e a San Giovanni di Capitignano hanno installato una tensostruttura per accogliere provvisoriamente la popolazione, a Cesaproba sono intervenuti volontari di Massa Carrara, a Montereale e Ville di Fano quelli della Sezione di Latina per l’allestimento di altre tensostrutture necessarie per realizzare un luogo di incontro della popolazione e per le funzioni liturgiche. Sempre il 4º Raggruppamento con la Sezione Abruzzi, con il materiale del Dipartimento nazionale e con il coinvolgimento della Colonna Mobile Ana, ha installato con la rapidità richiesta, tre tensostrutture rispettivamente a Gualdo, Cittareale, Arli (Acquasanta), che sono state utilizzate per l’apertura delle scuole per l’inizio dell’anno scolastico, il 15 settembre.

Altri volontari delle Sezioni toscane hanno provveduto alla preparazione dei pasti a Musicchio. Il 4º Raggruppamento ha svolto circa 1.500 giornate/uomo complessive. Numerosi volontari appartenenti a tutte le diverse Sezioni del Friuli Venezia Giulia per circa 800 giornate/uomo e hanno partecipato, sin dall’inizio del sisma e fino alla recente chiusura, alla gestione della cucina per confezionamento dei pasti (circa 250 per ogni pasto) del campo di accoglienza di Amatrice, gestito nel suo complesso dalla Colonna Mobile della Regione Friuli.

Una menzione particolare deve essere attribuita ai volontari Ana che hanno alimentato in maniera determinante con circa 1.900 giornate/uomo le attività della Colonna Mobile dell’Emilia Romagna nei Comuni di Uscerno, Montegallo e Bolognola. La presenza dei nostri volontari è stata costante e non è mancata assolutamente.

Giuseppe Bonaldi
pc.coord.naz@ana.it 

  09/01/2017

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