Login
“Con lo spirito che abbiamo ereditato”
Articolo di tipo Articolo pubblicato nel numero di Marzo 2012 dell'Alpino
Sul piazzale della scuola Nikolajewka di Brescia, realizzata dagli alpini per aiutare ragazzi in difficoltà, sabato pomeriggio, 28 gennaio, si è svolta la commemorazione della battaglia sostenuta dalla Divisione Tridentina 69 anni fa per rompere un accerchiamento che avrebbe portato all’annientamento decine di migliaia di soldati. Avvenimenti lontani, ma sempre presenti nella memoria di noi tutti e in particolare dei reduci Ugo Balzari, Giobatta Danda, Beniamino Salvadori, Angelo Viviani, Rino Daldosso, Domenico Pasi, Luigi Sottini e Agostino Floretti che si ritrovano ogni anno per ricordare tanti compagni rimasti nella steppa, ma anche per osservare nei loro volti i segni del tempo e contare le assenze.
La cerimonia, essenziale nella sequenza dei momenti rituali, incomincia con l’ingresso nell’area dei gagliardetti, tantissimi, e dei venticinque vessilli con in testa quello della sezione di Brescia affiancato dal presidente Davide Forlani. A seguire le autorità civili e militari, compresa una delegazione russa guidata dal gen. Alexander Prikhodko, addetto militare aeronautico e per la Difesa, e dal col. Sergey Chukhrov, addetto militare aggiunto, il gonfalone di Brescia con il sindaco Adriano Paroli, i gonfaloni delle città contermini e l’assessore provincale all’Istruzione Aristide Peli. Chiude il Labaro dell’ANA scortato dal vice presidente vicario Sebastiano Favero, dal vice comandante delle Truppe alpine gen. D. Fausto Macor e da una decina di consiglieri nazionali. Rende gli onori militari un picchetto del 5° Reggimento. L’alzabandiera è sempre un momento che non lascia indifferenti. Salgono in contemporanea, mentre la banda esegue gli inni nazionali russo e italiano, le bandiere di paesi che un tempo si trovarono a scontrarsi su fronti avversi in una partita mortale.
Dopo la deposizione delle corone, per gli italiani e per i russi, prende la parola il reduce Ugo Balzari del 5° Reggimento, battaglione Edolo, che al tempo faceva parte del gruppo portaordini sciatori. Ricorda con compiacimento la frase di un russo: “Per fortuna, voi italiani non fate la guerra con odio”. E aggiunge un po’ commosso: “I fatti che racconto annegano nel sangue”. Di sangue ne ha visto tanto, perché don Gnocchi, nei giorni degli scontri che seguirono all’ordine di abbandonare la linea del Don, lo ha voluto con sé nell’opera di assistenza ai feriti e di sepoltura dei morti. “Il santo prete - racconta - portava ben visibile la croce rossa sul petto, mai la pistola d’ordinanza. Passava in mezzo a quella umanità sofferente per confortare e per non lasciare senza una provvisoria sepoltura i Caduti. Italiani e russi, senza differenza, dopo aver dato la benedizione e fatto togliere i piastrini. Diceva: qui ci sono solo creature di Dio”. Un giorno in cui gli enormi carri armati T34, ben piazzati per impedire la conquista di un villaggio essenziale per il pernottamento e la sopravvivenza, avevano fatto una strage lo sentì gridare: “Dio, Dio, Dio, perché?”.
Il gen. D. Macor, dopo aver portato il saluto del comandante delle Truppe alpine gen. C.A. Primicerj, ringrazia quanti mantengono vivo il ricordo di avvenimenti che oltre ai soldati hanno coinvolto anche tante famiglie. Tra queste c’è la sua, con uno zio del 3° artiglieria da montagna disperso in quella tragica ritirata. Sottolinea come la capacità operativa e la resistenza dei nostri alpini in Russia, e anche oggi, non si improvvisa: è frutto di una preparazione che ha come riferimento essenziale la montagna. “Ci auguriamo – conclude - di essere degni di questa grande tradizione e fedeli ai valori di chi ci ha preceduto”.
Il vice presidente nazionale vicario Favero nel rivolgere un saluto ai presenti ed in particolare alla delegazione russa, invita a riflettere come gli avvenimenti che “ricordiamo siano un segno forte di quello che gli alpini sanno fare. I nostri soldati erano determinati a ‘tornare a baita’. Anche oggi, nonostante le difficoltà economiche e morali in cui versa il paese, siamo impegnati a mantenere lo spirito e la tenacia che abbiamo ereditato come consegna. Ed è nei segni di solidarietà, come la costruzione della casa per Luca Barisonzi, che dimostriamo cosa vuol dire essere alpini”. E chiude: “Fin che ci sarà un alpino ci sarà speranza per l’Italia”.
In piazza della Loggia, con la resa degli onori ai Caduti, la sfilata fino in piazza Duomo, la Messa presieduta dal vicario generale della diocesi di Brescia mons. Gianfranco Mascher e concelebrata dai cappellani militari, l’interessante conferenza sulla “Campagna di Russia”, la presentazione del libro “Diario e Lettere dal Fronte Orientale” del ten. M.O.V.M. Giuseppe Perego, da parte del col. Gioacchino Gambetta, si chiude una giornata speciale in memoria degli oltre ottantamila giovani svaniti nel nulla. Quasi tutti in meno di due settimane.
v.b.
21/02/2012
Effettua il login e lascia il tuo commento
Commenti 0
Commemorazione della battaglia di Nikolajewka a Roma
Rinviata la manifestazione a Isola del Gran Sasso
Cavriago e Montecchio: "Raduno regionale" dell'Emilia Romagna
Colico ricorda i Caduti di Nikolajewka
Anniversario di Nikolajewka a Ferrara
Reggio Emilia: raduno regionale a Montecchio e Cavriago
Pellegrinaggio al Sacro Monte di Varese in memoria dei Caduti di Nikolajewka
69° anniversario di Nikolajewka a Darfo Boario Terme
Commemorazione della battaglia di Nikolajewka a Soave
69° anniversario di Nikolajewka a Gorizia
La Marcia nella neve in ricordo di Nikolajewka
Convegno sulla disabilità motoria a Brescia
APPROFONDIMENTI L'odissea del Corpo d'Armata Alpino in terra di Russia 1942 '43. Nikolajewka ultima speranza
Il 68° anniversario di Nikolajewka a Mompiano
Cerimonia di Nikolajewka a Roma: onore agli alpini Caduti in terra di Russia
Celebrazioni del 67° di Nikolajewka a Colico
A Varese le celebrazioni del 67° della battaglia di Nikolajewka in ricordo di don Gnocchi
Commemorazione di Nikolajewka a Biella Piazzo
A Darfo Boario Terme celebrazione di Nikolajewka e 90° del Gruppo
Al tempio di Cargnacco commemorazione del 67° di Nikolajewka
L’onore ai Caduti e un monito ai giovani
Brescia - il 28 gennaio 69° anniversario di Nikolajewka
BRESCIA - Gli 80 anni del gruppo di Paderno
BRESCIA - Gli 80 anni del gruppo di Capriolo
Nikolajewka 67 anni dopo. E sembra ieri
Nikolajewka: per ricordare, capire, imparare
Nikolajewka: il 23 gennaio celebrazione solenne a Brescia del 67° anniversario
66° di Nikolajewka
Nikolajewka 66 anni dopo
Quando giungemmo in vista di Nikolajewka
Nikolajewka, un simbolo della memoria
L'anniversario di Nikolajewka commemorato a Brunico
Nikolajewka, un'eco mai spenta
Nikolajewka: l'anniversario celebrato a Brunico
Nikolajewka, per non dimenticare - anniversario della battaglia
Insieme ai reduci, per ricordare Nikolajewka
Nikolajewka, per non dimenticare - 62° anniversario battaglia
Commemorato a Brunico il 61° di Nikolajewka
Per non dimenticare Nikolajewka
Nikolajewka, un racconto della memoria
2002/2012 © Ana.it. Tutti i diritti riservati. Questo sito è di proprietà della Associazione Nazionale Alpini ® P.IVA/C.F. 02193630155 L'uso degli indirizzi mail riportati su questo sito è esclusivamente finalizzato ad usi associativi. È vietata la riproduzione anche parziale - Marchio registrato FAQ - Privacy - Credits