Articolo Alpino

Camminare insieme


  Argomento: Adunata

Articolo di tipo Lettere al Direttore   pubblicato nel numero di Novembre 2014 dell'Alpino


Il 15 maggio 1916 iniziava sul fronte trentino l’offensiva austriaca, nota come “Strafexpedition”, che dalle basi di partenza della Val Lagarina doveva portare l’11ª armata austriaca allo sfondamento delle linee italiane fra la Val Brenta e la Vallarsa e la 3ª armata allo sfruttamento del successo, dilagando nella pianura veneta fino al raggiungimento del mare Adriatico.

A queste forze si contrapponeva la 1ª armata italiana, il cui comando era dislocato a Vicenza. Cominciava così la più grande battaglia che sia mai stata combattuta in montagna che contrappose 300mila soldati italiani a 320mila austriaci. La battaglia divampò cruentissima fino a quando gli austriaci che avevano raggiunto il margine sud dell’Altopiano di Asiago e la conca di Arsiero, logorati dalla tenace resistenza italiana, si resero conto che non sarebbero stati in grado di raggiungere l’obiettivo strategico della laguna veneta. Centoquarantasettemila italiani sacrificarono la loro vita salvando la Patria da un pericolo gravissimo. Le Sezioni vicentine si erano proposte per l’Adunata 2016 solo per onorare con un’Adunata nazionale questi eroi. Peccato che il CDN abbia deciso diversamente. Nella mia ingenuità pensavo che il centenario della Grande Guerra dovesse essere commemorato anno per anno, dal 2015 al 2018, accorrendo con le nostre Adunate sui campi di battaglia dove caddero per la Patria 650mila italiani. Purtroppo non sta andando così e nonostante che l’epopea degli alpini sia cominciata con la prima guerra mondiale e che non sia colpa dei triveneti se la guerra fu combattuta tutta a Nord Est, si è pensato bene di andare prima a L’Aquila e poi ad Asti. Degnissime Sezioni, queste due, ma che, per candidarsi, potevano aspettare che il centenario fosse passato. Quali saranno state le motivazioni che hanno portato il CDN a fare queste scelte?

gen. Maurizio Gorza – Cavazzale (Vicenza)

Caro Maurizio, capisco l’amarezza. Un’amarezza tanto più acuta perché non nasce dal calcolo, ma da passione alpina, dal desiderio di celebrare la propria storia, fatta di luoghi, persone, sacrificio ed eroismo, così come si farebbe con la storia della propria famiglia. Non voglio entrare nel merito della scelta fatta in CDN, ma di una cosa ti posso rassicurare assistendo ai suoi lavori. Quando si riuniscono, i consiglieri non sono mai i “partigiani” di diverse tifoserie. Essi fanno come i padri di famiglia dove nessun figlio è di serie A, avendo a cuore prima di tutto il bene della famiglia stessa, in questo caso la famiglia dell’ANA. Potrà sembrare un discorso cinico quello che ti sto facendo. Ma è solo ascoltando la voce di tutti i “figli” che si salva la famiglia. E quando si cammina insieme, evitando polemiche inutili e dietrologie, non solo si evitano le fratture, ma si mettono le premesse perché ognuno, a tempo debito, abbia la sua parte.

  05/11/2014

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