Articolo Alpino

Assegnato a 7 alpini (e 2 mogli) il Premio fedeltà alla montagna


  Argomento: Premio Fedeltà alla montagna

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Giugno 2003 dell'Alpino


Il prestigioso premio che l'Associazione Nazionale Alpini assegna ogni anno a chi testimonia con l'impegno di vita la sua Fedeltà alla Montagna , tocca a Tambre, in provincia di Belluno. Si tratta di un paesino appollaiato su un poggio di straordinaria bellezza che si apre a nord sulla splendida conca del monte Cavallo, ricordata sicuramente da tanti artiglieri da montagna che lì hanno avuto il battesimo del fuoco, ad est sulla Foresta del Cansiglio, anticamente riserva di legname della Serenissima Repubblica di Venezia, e a sud sulla valle del Piave, con sfumature segnate dai profili del Nevegal e dalle Prealpi Bellunesi.
Terra di emigrazione e oggi di turismo. Solo i più tenaci, quelli che non sono riusciti a staccare le radici dalla loro terra, sono rimasti e hanno cercato di trovare le risorse di vita nell'economia povera della montagna, segnata dall'evoluzione di una società industrializzata.
Tra questi i nove soci della Azienda agricola Monte Cavallo, destinataria quest'anno del premio, che hanno pensato di mettere insieme forze e terreni di loro proprietà per dar vita ad un'impresa in grado di tenere il passo con le esigenze di mercato e le nuove normative. Con il concorso determinante delle mogli, Stella Menel e Silvia Toigo, gli alpini Valentino De Prà, Nilo, Luca e Mirco Fullin, Fabrizio e Stefano De Prà, Osvaldo Saviane e Attilio Fullin hanno iniziato un duro lavoro di recupero e valorizzazione dei pascoli, eliminando pietraie, erbe infestanti, contenendo il bosco ceduo e investendo sulla qualità del bestiame.
Attualmente, grazie alla collaborazione del Comune che ha messo loro a disposizione per 25 anni le vecchie malghe, l'azienda si sviluppa su 165 ettari, cura 150 mucche selezionate e produce latte rigorosamente biologico, conferito giornalmente al Centro Caseario del Cansiglio. Dotati delle più avanzate attrezzature per lo stoccaggio del fieno, della sala mungitura, dei capannoni per il ricovero e riproduzione del bestiame e soprattutto del più forte e atavico attaccamento alla terra, alla montagna, oltre all'ingegnosità per trarre il massimo della produttività da un ambiente povero, i soci dell'azienda riescono a conservare vivo e godibile un contesto ambientale di rara bellezza e a fornire dei prodotti unici per qualità e bontà.
Arrigo Cadore, presidente della Sezione di Belluno cui appartiene il gruppo di Tambre, sente, assieme al sindaco e alle autorità religiose, l'importanza del premio e sta lavorando con la determinazione che gli è abituale per organizzare tutto alla perfezione, consapevole che per l'A.N.A. questa è, dopo l'Adunata nazionale, la manifestazione più importante e vicina allo spirito alpino.
Saremo in tanti a Tambre il 27 e il 28 settembre a festeggiare i premiati, assieme a quelli che negli anni scorsi hanno avuto lo stesso riconoscimento. Vogliamo testimoniare la nostra riconoscenza e la nostra fratellanza a chi resta in montagna, la custodisce, ne conserva la bellezza, i prodotti, i mestieri, le tradizioni. È la montagna il nostro bene più caro.

Redazione L'Alpino   05/06/2003

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