Articolo Alpino

Anime diverse per un fine comune


  Argomento: Protezione Civile

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Novembre 2018 dell'Alpino


Vardirex. Un nome difficile per un’operazione complessa che per la prima volta ha visto, sotto l’egida del Dipartimento nazionale di Pc, uomini e mezzi della Protezione Civile Ana e dell’Esercito operare fianco a fianco in una maxi esercitazione. Lo scopo è quello di integrare e armonizzare le procedure operative, per essere più pronti nella gestione delle emergenze sul territorio nazionale. Nel veronese le autorità hanno potuto toccare con mano alcune fasi delle operazioni.

«Per le Forze Armate questo è un impegno costante - ha detto il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito gen. C.A. Salvatore Farina - e abbiamo ben 12 reparti in tutt’Italia che possono intervenire a fianco della Protezione Civile locale o nazionale. E in quest’ultimo ambito l’Ana, con la sua grandiosa organizzazione, concorre in modo fondamentale, dando l’esempio».

«L’Esercito - ha sottolineato il capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli - è prezioso nella gestione delle maxi emergenze ma anche nella cosiddetta seconda fase con la necessità di provvedere agli insediamenti provvisori. In questo le capacità dei militari unite a quelle dell’Associazione Nazionale Alpini possono tornare sicuramente utili per realizzare un sistema di gestione più efficiente».

«Di sinergia, integrazione tra la Protezione Civile, di cui fa parte l’Ana, e le Forze Armate» ha parlato il comandante delle Truppe Alpine gen. C.A. Claudio Berto, ribadendo «l’importanza nell’essere capaci di rispondere insieme alle emergenze». Il Presidente nazionale Sebastiano Favero ha concluso: «Vardirex è stata una grande sfida per dimostrare ancora una volta la capacità degli alpini di operare con i loro colleghi in armi. Una capacità che nasce da lontano, dalle emergenze che già negli anni ’60 vedevano i militari con la penna lavorare gomito a gomito con il personale dell’Associazione. A Vardirex abbiamo visto lo stesso spirito ma con una capacità operativa nuova e più moderna».

La parola d’ordine è insomma quella di cooperare in un sistema articolato di protezione civile con l’unico fine di salvaguardare i cittadini. Forse il più bel modo di mettere in atto il principio della sussidiarietà a cui lo Stato dovrebbe sempre attenersi e che tende a facilitare la tutela di un patrimonio essenziale come il bene comune.

  13/11/2018

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