Articolo Alpino

Alpini sciatori


  Argomento: Sport

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Aprile 2018 dell'Alpino


Di questi tempi gli alpini usano sfidarsi sulla neve per divertimento, attrezzati di tutto punto, giustamente applauditi, ammirati ed invidiati. Un secolo fa, su queste nevi dell’alta Valle Camonica, non c’era spazio per il divertimento, qui si combatteva. Lo si faceva per avanzare e sottrarre postazioni al nemico, consapevoli del rischio. Erano gli alpini skiatori, temuti dagli austriaci che li avevano ribattezzati “le tigri bianche”. 

Il 41º campionato Ana di sci alpinismo, sulle nevi alle pendici dell’Adamello, nell’anno che ricorda il Centenario della fine del primo conflitto mondiale, suona come un deferente omaggio a quei giovani assaltatori votati a contrastare il nemico nell’occupazione di posizioni strategiche in quota. Il Consiglio Direttivo Nazionale dell’Ana e l’amministrazione comunale di Ponte di Legno, accettando la candidatura e rendendo possibile lo svolgimento di questa due giorni, hanno dimostrato grande sensibilità ed è a loro che va il ringraziamento di tutta la Sezione camuna.

Mesi di lavoro fino ai giorni antecedenti l’evento che rappresentano la sintesi di quanto fatto fra la Commissione sportiva nazionale, l’amministrazione comunale, le realtà organizzative locali e gli alpini camuni; qualcuno lo fa di mestiere, qualcuno lo fa da tanto tempo per passione e tenacia e qualcuno lo fa, semplicemente, per la prima volta.

La manifestazione è iniziata sabato pomeriggio con il grande tricolore sceso dalla pista, portato da sei alpini sugli sci e issato sul pennone, quindi l’accensione del tripode, la lettura della formula di apertura del campionato, la sfilata per le vie di Ponte di Legno sulle note della Banda di Vezza d’Oglio-Pezzo. E ancora il ricordo dei Caduti, i saluti e i discorsi del sindaco Aurelia Sandrini, del Presidente della Comunità montana e Bim Oliviero Valzelli, del Presidente sezionale Mario Sala. Il saluto agli atleti da parte del responsabile della Commissione sport Mauro Buttigliero e del Presidente nazionale Sebastiano Favero, giunto inaspettatamente in valle con grande soddisfazione di tutti. Quindi il briefing tecnico, rivolto soprattutto agli atleti, nella gremita sala consiliare concluso con una inedita benedizione del parroco di Ponte.

Fuori, intanto, la neve scendeva a larghe falde. Una nevicata durata tutta la notte, ma che si è attenuata al mattino e che ha consentito lo svolgimento della gara sia pure leggermente ridotta nel percorso. Alla partenza 130 coppie in rappresentanza di 26 Sezioni, oltre al reparto in armi della Tridentina. Due i percorsi previsti, uno più impegnativo valido per il titolo di campione nazionale, l’altro ridotto. Al via dello starter lo scatto poderoso di un gruppetto di atleti che, fin dalle prime battute, si sono lanciati in fuga, staccando il resto della “truppa”. Per un attimo passano davanti agli occhi un secolo di storia con l’inevitabile e provvidenziale evoluzione dei tempi.

L’immagine degli ski di legno conservati nei musei, appesi al muro di vecchi rifugi o all’interno delle nostre baite alpine e delle tute bianche indossate da soldati temerari con fucile in spalla che avanzano su pendii irregolari e innevati, si contrappone a quello che vediamo ora davanti a noi: sono gli atleti vestiti con tutine leggere, attillate e variopinte, tutt’altro che mimetiche, con attrezzature sempre più evolute, su pendii livellati e nevi ben battute. Immagini di guerra e di pace che si sovrappongono e che hanno in comune le pendici dell’Adamello.

Ora come allora, tutto va compiuto nel più breve tempo possibile. Con grinta, determinazione, per guadagnare il podio e dimostrare il proprio valore facendo così ben figurare la propria Sezione. E infatti, con lo straordinario tempo di 1 ora 41 minuti e 45 secondi, ha trionfato la coppia di atleti bergamaschi composta da Fabio Pasini e Riccardi Donati, seguiti dai valtellinesi Walter Trentini e Fermo Maiolani e dai camuni Giovanni Paini e Roberto Testini. Poi tutti al palazzetto per il pranzo e le premiazioni con il vicario Giorgio Sonzogni, il Consigliere nazionale Renato Romano e il responsabile dello Sport Buttigliero con i tecnici Miraval, Falla, Mellerio e Di Carlo.

Un’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo, dai tanti volontari impegnati su vari fronti agli atleti in gara. L’ammainabandiera ha spento definitivamente i riflettori su questo campionato, mentre fuori continua a nevicare. La stessa neve di un secolo fa, un po’ come lo spirito, quello alpino, che non cambia mai.

Ciro Ballardini

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  10/04/2018

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