Al via il 3° corso 2011 di “Vivi le Forze Armate. Militare per tre settimane”
Argomento: Mininaja, Dalle Truppe Alpine
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09/09/2011
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Commenti 54
Adriano DAL PRA'27/12/2011 15:11
Dato che qualcuno gioca a nascondino con i commenti critici andate a vedervi l'articolo "Legionario? No, meglio alpino” (rimosso dall'elenco a Dx) ma rintracciabile col CERCA con questo nome.
Vi è illustrato il caso di un partecipante Mini naja, molto esaltato su L'ALPINO e la " scoperta " recentemente fatta.
Abbadia -17/11/2011 21:12
Come rivedere per l'ennesima volta una partita di calcio in tv , dopo una ventina di volte , si sa gia' come va a finire, si sa gia' chi segnera', si conoscono anche i passaggi prima che li facciano, le proteste , i cartellini gialli, insomma un deja vu non di mesi , ma di anni . Io credo che se veramente i minifantalpini fossero una cosa marginale , se interessasse solo a "quattro amicial bar" , se tutto il mondo alpino avesse le mani spellate dall'applaudire , se fossero visioni di pochi retrogradi irrispettosi delle superiori autorita', non se ne sarebbe parlato in due o tre Relazioni Morali, a un due tre Cisa, se non avesse riempito di migliaia di post il forum ana.it per poi chiuderlo invece di bannare quell'anarchico individualista populista e travaglino di Abbadia. Soprattutto non si capirebbe il continuare a discuterne sui social network ...non si formerebbero gruppi con piu' di 2000 simpatizzanti. Se l'argomento fosse il parto di una manciata di menti malate di fissazioni sorpassate e irrispettose dei Reduci, non ci sarebbero state e non ci sarebbero polemiche feroci sul fatto che la sfilata comincia dopo il Labaro o prima delle Crocerossine.
Non si farebbero ilazioni sulle dimissioni di un CN ( Rossi di Brescia tanto per non fare nomi ) , non si scriverebbero lettere di insulti con inchiostro verde senza rispondere alle educate repliche; non si suciterebbero sospetti su striscioni in Adunata nazionale con ringraziamenti a ministri......
Evidentemente se non é cosi' , é perché ci deve essere qualche altro motivo ... scusate , ma non riesco a immaginare altra soluzione .
Che poi ergersi a paladino di ogni e qualunque , grande ,piccola,in ogni campo sia sempre la stessa persona ( un altro che scriveva , una volta in CDN ha smesso ) , mi stupisce un po', ma non piu' di tanto,; non entro neppure in merito alle argomentazioni della bella sequenza di lettere...le conosco a memoria le argomentazioni , in anni di ....battaglie , non é cambiata una virgola e conosco i goal e ifalli , le tattiche , gli intervalli ...come le mie tasche .
Ripeto quattro amici al bar sono riusciti a fare tutto sto casino? Non credo proprio qualche cosa non mi quadra , ma io ho molto tempa da aspettare seduto a terra e appoggiato allo zaino con lo stemma dell'A>ssociazione Nazionale Alpini cucito con filo forte e tanta pazienza....
Ci sono cose ben piu' importanti nell'ANA ( sospetto? ) e anche nella vita ci sono priorita' che se abbiamo il cuore alpino sono ben superiori a quattro ragazzotti con un cappello tarocco . W GLI ALPINI
Abbadia -17/11/2011 21:12
Come rivedere per l'ennesima volta una partita di calcio in tv , dopo una ventina di volte , si sa gia' come va a finire, si sa gia' chi segnera', si conoscono anche i passaggi prima che li facciano, le proteste , i cartellini gialli, insomma un deja vu non di mesi , ma di anni . Io credo che se veramente i minifantalpini fossero una cosa marginale , se interessasse solo a "quattro amicial bar" , se tutto il mondo alpino avesse le mani spellate dall'applaudire , se fossero visioni di pochi retrogradi irrispettosi delle superiori autorita', non se ne sarebbe parlato in due o tre Relazioni Morali, a un due tre Cisa, se non avesse riempito di migliaia di post il forum ana.it per poi chiuderlo invece di bannare quell'anarchico individualista populista e travaglino di Abbadia. Soprattutto non si capirebbe il continuare a discuterne sui social network ...non si formerebbero gruppi con piu' di 2000 simpatizzanti. Se l'argomento fosse il parto di una manciata di menti malate di fissazioni sorpassate e irrispettose dei Reduci, non ci sarebbero state e non ci sarebbero polemiche feroci sul fatto che la sfilata comincia dopo il Labaro o prima delle Crocerossine.
Non si farebbero ilazioni sulle dimissioni di un CN ( Rossi di Brescia tanto per non fare nomi ) , non si scriverebbero lettere di insulti con inchiostro verde senza rispondere alle educate repliche; non si suciterebbero sospetti su striscioni in Adunata nazionale con ringraziamenti a ministri......
Evidentemente se non é cosi' , é perché ci deve essere qualche altro motivo ... scusate , ma non riesco a immaginare altra soluzione .
Che poi ergersi a paladino di ogni e qualunque , grande ,piccola,in ogni campo sia sempre la stessa persona ( un altro che scriveva , una volta in CDN ha smesso ) , mi stupisce un po', ma non piu' di tanto,; non entro neppure in merito alle argomentazioni della bella sequenza di lettere...le conosco a memoria le argomentazioni , in anni di ....battaglie , non é cambiata una virgola e conosco i goal e ifalli , le tattiche , gli intervalli ...come le mie tasche .
Ripeto quattro amici al bar sono riusciti a fare tutto sto casino? Non credo proprio qualche cosa non mi quadra , ma io ho molto tempa da aspettare seduto a terra e appoggiato allo zaino con lo stemma dell'A>ssociazione Nazionale Alpini cucito con filo forte e tanta pazienza....
Ci sono cose ben piu' importanti nell'ANA ( sospetto? ) e anche nella vita ci sono priorita' che se abbiamo il cuore alpino sono ben superiori a quattro ragazzotti con un cappello tarocco . W GLI ALPINI
Cesare Lavizzari30/10/2011 18:28
Che tu abbia smesso di giocare si vede ...io continuo a farlo ogni volta che posso.
Ma conosco bene, anche per mestiere, la differenza che passa tra l'ironia e l'irrisione...
Cesare Lavizzari30/10/2011 18:26
caro Dal Prà è inutile. Non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire.
Vatti a rileggere un po' dei tuoi post ...se non ci vedi costante irrisione, commenti (anche personali) decisamente sprezzanti (senza che tu mi conosca, ben inteso) e se ti sembrano di apertura a un dialogo franco e a una discussione corretta, vuol dire che avrai ragione tu.
A me pare esattamente il contrario.
Adriano DAL PRA'30/10/2011 11:33
Caro Lavizzari, la tua presuntuosa irruenza ti porta a considerare “irrisione”,”ingiurie”,”costante livore” personale”, “fanatismo”e così via, ogni argomentazione critica ti venga rivolta. Perfino quando sei in palese contraddizione con quanto hai sostenuto e con te stesso. Forse è la tua fretta e l’impulso a farti rispondere di getto, magari con giri tortuosi, che neppure te ne accorgi, quanto siano numerose. Tu apostrofi, con estrema spudoratezza, l’interlocutore con “sei semplicemente malato e un po' ignorantello”, e non le consideri offese del tutto gratuite, anche se si tratta di vere e proprie ingiurie personali. Tu ti atteggi a giudice unico. Non rispondi quasi mai alle argomentazioni altrui; trovi sempre qualcos’altro cui appigliarti e poi ti lamenti del dialogo mancato. Perfino il “rispetto”, per te, non è cosa dovuta tra interlocutori. Neanche tra un vecchio e un giovane alpino. Per te “bisogna meritarselo”: con una raccolta a punti?. Peccato che a decidere sia sempre e solo tu! I cosiddetti “valori”che predichi, diventano come le carte di un mazzo da cui, ogni tanto, tiri fuori una e declami, non accorgendoti, troppo spesso, di confondere e travisare la tua impressione e la retorica, con la realtà e la cultura montanara alpina. E la tua scoperta del “mugugno“ è lì a dimostrarlo.
Proprio perché ti siedi in cattedra e non ti confronti, né ti interessa rispondere alle puntuali contestazioni, ma reagisci sempre stizzito, è naturale l’uso dell’ironia da parte mia. Ironia, che non ha proprio nulla a che vedere con l’irrisione e tanto meno con l’ingiuria! E tu dimostri d’essere sensibilissimo e vulnerabile alla critica, specie se svolta con considerazioni ironiche.
In quanto al fatto che tu saresti “più montagnino”di me. E’ una gara cui non partecipo. Ti accontento volentieri lasciandoti in mano questa bellissima bandierina, cui evidentemente tieni molto. Io, invece, ho finito di giocare da molto tempo. Con le bandierine e con altro.
Cesare Lavizzari30/10/2011 24:57
Vedi Giovanni, la differenza è che io lo dico dall'inizio di questa discussione (e non solo!).....dunque la contraddizione non è mia.
Giovanni Garbin29/10/2011 16:55
Cesare! Ti rendi conto che sei un contraddittorio?
Stai semplicemente sostenendo quanto hanno scritto.
Cesare Lavizzari28/10/2011 23:51
L'irrisione del contraddittore (che pare il tuo normale modo di esprimerti) non è arma dialettica di chi discute, ma di chi predica, di chi conosce il verbo e lo dispensa...e l'arma di chi non ammette nemmeno in via puramente ipotetica l'idea dell'altro, di chi non vuole proprio riconoscere nell'altro una qualsiasi legittimità intellettuale e culturale ...se questo, per te, è discutere fai pure....non certo con me.
Quanto al tipicamente cittadino avrai anche ragione. Peccato che io sia più montagnino di te...
Cesare Lavizzari28/10/2011 23:51
L'irrisione del contraddittore (che pare il tuo normale modo di esprimerti) non è arma dialettica di chi discute, ma di chi predica, di chi conosce il verbo e lo dispensa...e l'arma di chi non ammette nemmeno in via puramente ipotetica l'idea dell'altro, di chi non vuole proprio riconoscere nell'altro una qualsiasi legittimità intellettuale e culturale ...se questo, per te, è discutere fai pure....non certo con me.
Quanto al tipicamente cittadino avrai anche ragione. Peccato che io sia più montagnino di te...
Cesare Lavizzari28/10/2011 23:44
Caro Dal Prà, il rispetto non si guadagna certo con il livore che hai mostrato fino ad ora, n'è con ingiurierete di basso profilo.
Quando e se vorrai discutere con me mi troverai sempre e pronto e disponibile, mentre per i monologhi o i predicozzi, purtroppo (per me) nemmeno io ho più l'età.
Ripeto: discutere peró, che significa rispetto reciproco e non sostanziale irrisione come è avvenuto sino ad ora.
Et de hoc satis.
Adriano DAL PRA'28/10/2011 21:31
Caro Lavizzari, potrei essere tuo padre e chiederti almeno un minimo di rispetto. Se non altro perché ero alpino quando tu ancora succhiavi il latte. Il rispetto per i vecchi alpini c’è sempre stato nelle nostre tradizioni montanare. Ma i tempi cambiano. Tu affermi invece che sia il “mugugno, pilastro della storia degli Alpini”. Non è solo una differenza d’età. Probabilmente di cultura d’origine. Mi sembra ti sia difficile capire cosa sia il rispetto tra persone che discutono - tanto più per chi pensa diversamente da te – altrimenti non lanceresti, con tipica disinvoltura impulsiva cittadina, offese personali, stupide quanto gratuite : “villano”, “sei semplicemente malato e un po' ignorantello”, e così via. Grazie signor “professorino”! Da qual pulpito! Ti farebbe bene leggere e meditare sulle favole di Fedro. Le tue affermazioni passate e le tue frasi recenti, imbevute di supponente irruenza, forniscono un’impressione non positiva dei tuoi “valori” praticati nell’ANA, della tua sensibilità democratica, culturale e associativa, sempre nell’ANA. E’ la prima volta che in una discussione mi viene chiesto: “chi sei e cosa hai fatto”; ma non ho alcun problema a risponderti. Io sono un signor “quasi nessuno“: non ho cariche nell’ANA, non ho alcun “blog”, sono il portavoce solo di me stesso, sono un sergente Alpino della Julia. Ma credo sia sufficiente per far parte dell’associazione. Non ho bisogno, per presentare le mie credenziali, di pubblicizzare che sono conoscente, o parente, di Nane Dal Sojo, di Toni Balansa, di Nello Balota e di Bepi della Mutua, sconosciuti conducenti di muli in Grecia, in Albania, in Africa e in Russia. Non ho proprio bisogno d’una “nobiltà” alpina riflessa. Non ho carriere da fare. Non mi pare di dire cose strampalate, non faccio “dietrologie”, non coltivo “sospetti”, come credi tu. Leggo, mi informo, rifletto, argomento razionalmente, dico quello che penso. Sono uno spirito libero e pensante. Mi basta la stima, l’amicizia e la considerazione di altra gente. Sicuramente diversa da te. E in quanto a capire il senso dei testi, invito caldamente i lettori ad andare a leggersi cosa ha scritto Murzio su ALPIN FA GRADO. E valutare obiettivamente. Non “blatero sui documenti” né mi dedico ad affannose ricerche di essi, che - per tua stessa ammissione – dici di non conoscere, ma di cui parli, e vorresti conoscere, da mesi. A proposito di “dietrologia e di cultura del sospetto”! Ti ripeto - per l’ultima volta - che ho scritto un documento di riflessioni, perché alcuni amici mi avevano invitato a farlo dopo un sereno scambio di idee e perché lo avevano ritenuto utile alla discussione sul “Futuro dell’ANA” nella mia Sezione. Io quindi, a te e ad altri, non “dovevo” e non “devo” assolutamente niente,tanto meno render conto a te, caro Lavizzari! Puoi facilmente comprendere, dalle tue idee, dalle tue irate risposte e dai tuoi fantasmi, perché non ho ritenuto opportuno inviartelo in seguito. Essendo tu in evidente difficoltà ad entrare nel merito e controbattere, puntualmente e sensatamente, le argomentazioni altrui, dal tuo alto scanno continui a predicare e a giudicare, accusando poi chi ti critica di quest’atteggiamento: un classico esempio di proiezione psicologica e psicanalitica!
Per quanto riguarda lo spostamento del forum perché “in questi anni gli articoli in home page girano quando arrivano notizie nuove” (!?) - come dici tu - non sono accettabili le favolette. Mi risulta che su 21 argomenti (di diversa rilevanza, molti dei quali con nessun commento e poche visite) ben 8 hanno date precedenti al forum, pubblicato il 9/9. Immagino, ad esempio, che a te (o ad altri “tecnici”) interessasse moltissimo mantenere (dal 21/6 fino al 28/10, cioè ieri!) la fondamentale (per l’ANA) e freschissima notizia della fanfara della Taurinense che ha suonato a Ceresole Reale. Una notizia veramente sensazionale. Stamattina, però, dopo essersi fatto un lungo giro nei meandri del sito dell’ANA - quindi non facilmente rintracciabile - il forum “Al via il 3° corso 2011” è improvvisamente riapparso nell’indice “News correlate”: CLAMOROSO MIRACOLO! Sarà stata la Madonnina di Milano? O forse qui, sotto il Pasubio, abbiamo dei computer e delle linee scassate? O più modestamente, il pensiero va al detto popolare che afferma “il diavolo aiuta a fare le pentole, ma non i coperchi”?
Non vuoi più discutere con me? NO PROBLEM. Ci sono molti altri soci che sono interessati.
Cesare Lavizzari28/10/2011 24:47
Non mi è sfuggito quanto pensa Murzio (da li a demolire ne passa...) sulla gestione ANA Valsusa e infatti ho detto che non sono d'accordo su alcune cose che scrive e che gli ho risposto...abbi pazienza e leggiti la risposta al posto di blaterare su documenti che non hai mai inviato.
Alle domande di Uboldi hanno ampiamente risposto le tre relazioni morali del Presidente. A qualcuno la risposta può non piacere ma è li da leggere.
Certo tu sei uno che ascolta? E io Brigitte Bardot!
Ma per piacere!
Tu sei uno che ha ragione a prescindere.
Sei uno che conosce il verbo e non ha bisogno di discutere....ma distribuisce a piene mani verità.
Quanto alla conoscenza della storia e degli alpini la tua villania è veramente singolare. Ma che cosa ne sai? E soprattutto che sei e cosa hai fatto? Ma per favore.
E in chiusura due cose: se pensi davvero che questo articolo sia uscito dalla home page per nascondere questa discussione sei semplicemente malato e un po' ignorantello. Come avrai potuto vedere in questi anni gli articoli in home page girano quando arrivano notizie nuove.
E con questo chiudo le mie discussioni con te. La dietrologia non mi interessa. La cultura del sospetto mi fa semplicemente schifo. E mi piace poco discutere con i predicatori che sanno tutto di tutto e su tutto e non ammettono nemmeno che si possa pensarla diversamente.
A me pare semplice fanatismo...non brillantezza. E il tuo costante livore lo dimostra.
Adriano DAL PRA'27/10/2011 10:12
Caro Lavizzari, lascia perdere le presunte acrimonie e i piagnistei. I Veneti spiegano un comportamento come il tuo del tipo: “Fora da na recia e dentro ne l’altra”. Intendendo con ciò l’interlocutore che nemmeno ascolta chi gli parla e tanto meno riflette su cosa gli viene detto. I montanari veneti sono pazienti, ma non stupidi, né creduloni. Tanto più gli Alpini veri, non quelli raccattati. Ribadisco, anziché rincorrere le farfalle alla ricerca del “documento fantasma”- telenovela inutile e stantia - contribuisci, piuttosto, a rispondere alle VENTUNO DOMANDE SU “PIANETA DIFESA” di MATTIA UBOLDI (http://www.dovatu.it/news/ventuno-domande-su-%e2%80%9cpianeta-difesa%e2%80%9d-2786/) fin dall’aprile 2010 e alle altre che ti abbiamo posto. Ne trarrebbero vantaggio tutti. Sono in molti a pensare che con la rinnovata furbata “tecnica” di togliere dall’indice questo forum (dopo 40 commenti ed oltre 1500 visite) per renderlo meno visibile, oltre che una censura parziale, sia il dimostrare d’avere paura o timore del confronto politico interno. Questi metodi rientrano tra quelli che tu consideri i cosiddetti “valori” dell’ANA?
E’ divertente (e preoccupante) rilevare i tuoi repentini cambiamenti.
Affermi di aver “letto e mi è molto piaciuto (anche se non ne condivido alcune parti)..” l’editoriale di Murzio (su “Alpin fa Grado”, ANA Vicenza) sulla questione Val Susa. Forse ti è sfuggito il fatto che Murzio demolisce quanto l’ANA nazionale e te avete sostenuto in proposito. Ti è forse piaciuta la forma letteraria?
Affermi inoltre che “Progetti di riforma autoritaria dell'ANA non li conosco e spero di non vederli mai. Per me l'ANA va bene così ...anche con il mugugno che è un pilastro della storia degli alpini.” Ti consideravo un dirigente più accorto. Le modifiche non avvengono quasi mai “per progetto” ma nei fatti concreti, nei cambiamenti quotidiani. Basta osservarli. Che poi l’ANA e gli Alpini fondino la loro storia sul “pilastro del mugugno”, questa è una balorda idea tua e di quelli che, generalmente, conoscono poco la storia e le tribolazioni degli alpini. La considero una vera e propria balla, confortato in ciò dalla maggior parte degli Alpini che conosco.
Anche nella vicenda Ricci-Perrucchetti mi sembri poco documentato, superficiale e distratto. Se Perrucchetti ha fatto il furbastro e ha truffato l’idea, non significa che bisogna osannarlo in eterno per l’ignavia di qualche storico o dell’ANA ai massimi e ai minimi livelli. A provare che l’ ideatore degli Alpini è stato Agostino Ricci ci sono le dichiarazioni dei generali del tempo e i documenti a provarlo. La questione era stata già risolta nel 1908 dalla Rivista Militare. Ma c’è chi, ancora oggi, evidentemente, preferisce tenere la testa sotto la sabbia e accontentarsi della storica bugia. Allegria!
Cesare Lavizzari26/10/2011 18:38
Caro Dal Prà ...il tuo documento non lo conosco ed a Milano (segreteria nazionale o Centro Studi) cnon è mai arrivato. Ho fatto controllare questa mattina e nessuno ne sa niente.
Non mi nascondo proprio dientro a niente.
Non lo conosco punto e basta.
Quando lo manderai prometto di leggerlo ocn attenzione. Ma fino ad allora non so davvero di cosa tu parli.
L'articolo di Federico l'ho letto e mi è molto piaciuto (anche se non ne condivido alcune parti) ....evisto che me lo ha chiesto, gli ho anche mandato una risposta...
Sul giro di consultazione posso dirti quello che ho visto io ....che ho partecipato a quasi una trentina di queste riunioni con le Sezioni (CDS + Capigruppo etc).
Ho sempre trovato tutti molto preparati (in alcuni casi alla riunione con il Presidente le Sezioni avevano fatto precedere numerose serate nei loro raggruppamenti o zone) e reattivi.
Molti venivano con il loro intervento anche scritto che allegavano poi al verbale della serata, alcuni lo hanno fatto perveniire successivamente.
Però ho sempre partecipato a serate decisamente "frizzanti" e non ho mai visto gente con lo sguardo perso come se non sapesse di cosa si stesse parlando.
E questa mi pare una bella cosa.
Ho detto spesso (e direi di averlo anche dimostrato) che mi piace discutere di tutto ....naturalmente se si tratta di discussione e non di monologhi.
Debbo anche dire che sinceramente fatico a capire il motivo di questa tua acredine nei miei confronti. Non credo di averti mai conosciuto e, sinceramente, non so cosa posso averti fatto.
Forse è il fatto che, a differenza degli altri consiglieri, rispondo ed utilizzo il mezzo informatico ....ma vedi, se smettessi, a quel punto potresti davvero dire che snobbo gli alpini e non voglio certo farlo.
Progetti di riforma autoritaria dell'ANA non li conosco e spero di non vederli mai.
PEr me l'ANA va bene così ...anche con il mugugno che è un pilastro della storia degli alpini.
Infine sulla questione Ricci/Perrucchetti si è scritto molto.Probabilmente è vero che Perrucchetti ha mutuato l'idea da Ricci, ma resta il fatto che il Decreto con il quale si è sancita la nascita delle prime compagnie era stato steso da lui. E questo mi pare sia un fatto.
Adriano DAL PRA'26/10/2011 11:16
Caro Lavizzari, hai ragione. Ho gravemente peccato di “distrazione” definendoti “vice- presidente” anziché “ex vice-presidente”. Me ne scuso pubblicamente. Sei sempre attento alle pagliuzzine altrui. I veri “vice” sono piuttosto afoni, molto riservati nei loro pensieri. Avranno le loro ragioni. Allora tu, oltre che far il portavoce, ti atteggi, argomenti e ti comporti davvero come se fossi un “vice-presidente” di fatto! Tu che, come affermi, “vieni dall’alta montagna e giri moltissimo tra sezioni e gruppi” in realtà continui ad attivare fumogeni e a far sterile, continua e assurda polemica su un “documento fantasma”considerato da te come uno specchietto per le allodole, che non ti è stato inviato personalmente, ma che ben conosci. E ti nascondi dietro ad una paglia. Qui parliamo della mini naja, che tu continui ad esaltare acriticamente e a far retorica bolsa, attribuendole un consenso entusiastico, diffuso tra la “maggioranza assoluta” (dici tu!) delle Sezioni e degli Alpini. Cosa non veritiera. Come per il caso Alpini-Val Susa (ricordi gli Alpini della Taurinense? Tutti d’accordo con te? Leggiti quanto scrive Murzio nell’editoriale di ALPIN FA GRADO, ANA Vicenza, settembre 2001, in internet!), continui a far capriole dialettiche e strumentali: dicendo e non dicendo, sai tutto tu e gli altri sono sempre disinformati, prima ammetti qualcosa (a denti stretti) e subito dopo lo smentisci, non rispondendo alle argomentazioni altrui ma cambiando discorso e, da ultimo, parlando perfino di “quel giuramento che ci hanno imposto i nostri Padri: di non dimenticare.” Non dimenticare cosa? Ma cosa dici mai? Non ci hanno imposto proprio niente. Tanto meno di accogliere i ragazzotti della mini naja e dar loro l’immeritato, cappello alpino. Tu sembri ignorare che la democrazia interna non è solo “votare” la relazione del capo, una volta all’anno e star tutti zitti. Forse poteva funzionare ottant’anni fa, certo non oggi. Anche se c’è un noto politico che ambirebbe un sistema autoritario di tal fatta. E nell’ANA c’è chi teorizza da tempo una struttura gerarchica, in cui i soci non sono tutti uguali, ma chi sta in alto conta molto, molto di più. E chi sta in basso dovrebbe solo ubbidire e stare nei ranghi. Non è un’invenzione: me l’hanno personalmente scritto! Per me questo è solo becero autoritarismo. Leggiti in proposito il pregevole, dettagliato e coerente Statuto dell’Ass. Carabinieri. Democrazia, notoriamente, (almeno qui a Nord-Est, tra i monti sotto il Pasubio), è (dovrebbe essere) partecipazione cosciente ed attiva dei soci alla vita,alla discussione e alle decisioni. Bene ha fatto Perona ad indire un giro di consultazioni. Tuttavia i risultati che conosco mi paiono deludenti per la scarsa, difficile (o impossibile) discussione interna tra i soci sul Futuro dell’ANA ridotta, in parecchi casi, a veloci e succinte presentazioni, con poche insufficienti e rapide discussioni, e con decisioni prese tra “intimi” che spesso non vogliono sentir critiche: i dirigenti di molti gruppi e Sezioni. In quest’ambito, nonostante questo limite, sono tuttavia emerse varie critiche alla mininaja e in particolare al cappello alpino. Dopo aver constatato con stupore, parecchi mesi fa, che al gruppo dirigente ANA non interessa nemmeno sapere chi sia stato il vero fondatore degli Alpini (Agostino RICCI e non Perrucchetti, come molti credono!) non mi aspetto granché da questa “sintesi” sul nostro futuro, fatta da persone impermeabili all’ascolto e alle critiche.
Cesare Lavizzari25/10/2011 18:50
Ad ogni modo ti farò sapere e se il documento c'è lo farò inserire nella cartella di Vicenza ...se non c'è ti chiederò il fastidio di inviarlo alla segreteria ....
Cesare Lavizzari25/10/2011 18:45
Strano perchè a Milano non c'è traccia del documento di cui parli.
Chiederò al Centro Studi (e peraltro mi sfugge il motivo per il quale sia stata mandata lì...e non alla segreteria dell'Associazione come sarebbe stato normale)....ad ogni modo ti farò sapere perchè se davvero è stato mandato al Centro Studi (ma tenderei ad escluderlo)...lì è rimasto..
Giovanni Garbin25/10/2011 18:01
No! Mi riferisco a Centro Studi e vertici di Milano. Quella proposta è stata inviata ancora in febbraio o marzo del 2010. Con nome e cognome; Gruppo e Sezione di appartenenza.
Cesare Lavizzari25/10/2011 11:15
Solo una curiosità e una precisazione: quando parli di Centro Studi e di Vertici ti riferisci alla Sezione di Vicenza, giusto?
Cesare Lavizzari25/10/2011 01:04
E io cosa dovrei fare, riportare la mia risposta? Mi sembra sinceramente inutile...tanto già la conosci no?
Ti correggo non è che non ho letto quel documento (che potrebbe sembrare una sorta di mia pigrizia), proprio non l'ho mai avuto e trovo singolare che me lo si citi se non me lo si è mandato ...ma questa è una semplice nota di colore.
Quanto dici sulla tua Sezione mi suona davvero strano....a meno che non contenesse toni riprovevoli ....
Quanto all'ormai noto (solo ad altri) documento se non dovesse essere allegato basta mandarlo in Sede Nazioanle con indicazione di Gruppo e Sezione e sarà inserito nei documenti di quella Sezione ....questa è una delle cose che il Presidente Nazionale dice a tutte le riunioni....
Giovanni Garbin24/10/2011 22:31
Caro Cesare potrei solo ripostare il commento del 17 – 10 - 11
Giovanni Garbin 17/10/2011 13:46
Caro Lavizzari, ti trovo alquanto innervosito nei tuoi commenti. Come vedi c'è gente che sa leggere e destreggiarsi molto bene nelle discussioni... Questo è un problema ! La verità non è solo, sempre e soltanto da una parte. Da un lato trovo malinconico ilo modo con il quale cerchi sempre di raggirare a tuo favore ogni intervento. …… Aggiungo che i giornali Sezionali, che in copia arrivano alla Sede Nazionale, non sempre riportano i pensieri dei soci. Ti potrei documentare che sulle normative degli “amici degli alpini” (mai discussa in Sezione) e della mini-naja alcune mie riflessioni sono state cestinate su ordine del presidente. E allora che dire Cesare….. Sono curioso di vedere se verrà allegata la proposta “Presente e futuro dell’ANA”, da te non letta, nella prossima Assemblea che si terrà il mese prossimo. Sai radio-naja difficilmente sbaglia? Il Centro Studi l’ha già fatta arrivare ai Vertici e NON ha trovato una buona accoglienza, anzi!
Cesare Lavizzari24/10/2011 16:37
Se per una volta provassi - ma dubito che lo farai - a mantenere un po' di serenità ti accorgeresti che non sono io a credere ai pecoroni ...(era una semplice sintesi del tuo pensiero).
Non sono io a credere che i dirigenti asosciativi ed i soci siano all'oscuro di ciò che è alla luce del sole.
Ti sembrerà strano ma io che sto al centro, anche se vongo dall'alta montagna, giro moltissimo tra sezioni e gruppi e salvo rarissimi casi sulle questioni generali e principali ho sempre constatato l'esatto contrario. GLi alpini leggono, si informano, chiedono se hanno dei dubbi e, a volte mugugnano, anche se poi tirano la carretta tutti assieme ...
Forse ti saresti anche accorto che non sono vice presidente ....ma questo è un peccato veniale.
Io ho ben chiaro cosa deve essere un'Associazione d'arma (sia dal punto di vista prettamente giuridico che da quello morale) e quali caratteristiche deve avere. Non sono certissimo che lo sappia tu. Per questo ho detto che non basta fare un'affermazione a mero fine sensazionalistico...occorrerebbe sostanziarla.
Io sono certo che l'ANA svolge il proprio compito con determinazione ed efficacia e, cosa per me assai più importante, sono sicuro che faccia tutto quello che è nelle sue possibilità per tenere fede a quel giuramento che ci hanno imposto i nostri Padri: di non dimenticare.
E questa è la cosa che davvero mi interessa.
PS - Io avrò tanti difetti, ma non svio mai il discorso. La mia risposta alle tue domande è stata proprio riportare ciò che, sul punto, l'Assemblea dei Delegati ha approvato.
Quanto al documento sul futuro associativo di cui parli quello che so è CHE NON NE SO ASSOLUTAMENTE NULLA.
Evidentemente fra i vari destinatari io non figuravo (il che va benissimo, intendiamoci) e, per quando è dato sapere a me, nemmeno la Sede Naizonale era in indirizzo (in caso contrario ne avrei avuta copia - quantomeno se inviato dopo il mese di maggio di quest'anno).
Per cui non so proprio di cosa tu stia parlando ....
Imagino che verrà allegata agli atti della tua Sezione e quindi, prima o poi, ne prenderò visione.
Ma, fino ad allora, resterà un mistero....
Sulla mini naja so bene che alcune critiche sono state fatte via internet (a parte due o tre casi) fin da prima che si svolgesse il primo corso nel 2009 (difatti già la relazione del 2009 conteneva un accenno al problema), ma so anche come viene vissuta dalla maggioranza assoluta degli associati e, in particolare, dai loro Delegati. Basterebbe leggere i giornali delle Sezioni che hanno trattato il problema per farsene un'idea. Perchè se è vero che qualcuno non è d'accordo e magari lo manifesta anche ferocemente, molti altri vedono di buon occhio gli stage e vi ripongono speranze..
Adriano DAL PRA'24/10/2011 12:09
Bravissimo! Ancora una volta hai risposto esaurientemente alle puntuali contestazioni, vero (!?). L’importante è cambiare sempre argomento, accusando a vuoto. Saranno i lettori a stabilire chi ingiuria veramente e sfugge al confronto. Anche negando l’evidenza delle parole. Mi attribuisci perfino di chiamare (“sprezzantemente”) “la lezione di Perona”. Quando, invece, se tu avessi meno foga polemica (che forse ti annebbia la vista) e leggessi attentamente quanto ho scritto, troveresti che ho parlato del “La relazione di Perona”, da te citata parzialmente. Se poi “trovi deprimente anche solo pensare che i dirigenti di questa Associazione non abbiano letto questo documento …”, fatti un bel giro per le Sezioni e interpella personalmente dirigenti e soci. Io, che vivo in periferia, ne ho trovati almeno una trentina che non la avevano letta. Se la relazione è stata pubblicata anche su L’ALPINO non significa che sia stata anche integralmente letta dai soci. Alcuni la conoscono solamente per sommi capi. Verifica e vedrai che pochi l’hanno letta tutta e attentamente. Niente di strano. Non vedo perciò come tu possa stracciarti le vesti e ignorare che il problema è il contenuto di alcune sue parti. Della mini naja si parla sin dal progetto iniziale e non solo perché molti soci hanno sollevato il problema “successivamente”. Sai benissimo che le critiche sono arrivate anche prima della relazione. Contesti anche questo? Che poi sia un vice-presidente dell’ANA a parlare dei “400.000 pecoroni” (!?) è molto avvilente: l’hai detto solo tu! A proposito di ingiurie gratuite! Io la relazione l’ho letta varie volte, attentamente e, come sai benissimo, sulla base di questo testo e di altri, ho fatto delle riflessioni che ho poi girato ai dirigenti e soci della mia Sezione e di altre, nell’intento di contribuire alla discussione sul “Futuro dell’ANA”. Perché allora tendi sempre a denigrare?
Una perla finale: Tu affermi che “un'Associazione d'Arma è sinceramente un discorso di l'ANA caprina (sic!) se prima non si chiarisce cosa sia un'associazione d'Arma bisogna capire cosa sia … occorre guardare più alla sostanza e cioè agli scopi ed obiettivi …”. Sei un alto dirigente di un’associazione che non sai “cosa sia”. (O cosa dovrebbe essere). Stupefacente. Alleluiah!
Cesare Lavizzari23/10/2011 18:34
Quanto al fatto se l'ANA sia o meno un'Associazione d'Arma è sinceramente un discorso di l'ANA caprina se prima non si chiarisce cosa sia un'associazione d'Arma e se essa debba ritenersi tale solo se i suoi associati sono tutti provenienti dall'arma in questione.
In questo caso ci hai dato una notizia: in Italia (e certamente in Europa) non esistono le associazioni d'Arma ....
Se invece occorre guardare più alla sostanza e cioè agli scopi ed obiettivi be', in quel caso la nostra è forse rimasta l'unica ....
Cesare Lavizzari23/10/2011 18:29
Vedo che non riesci a resistere ad essere ironicamente ingiurioso.
Se pensi che questo possa in qualche modo irritavi, ti sbagli di grosso. Semmai dimostra la tua scarsa attitudine alla discussione visto che evidentemente tu sei depositario di verità rivelate e sei ormai l'unico vero difensore dell'ortodossia alpina.
Quella che tu chiami " lezione di Perona" è la Relazione Morale del Presidente che, una volta approvata dall'Assemblea esprime la linea dell'Associazione.
Naturalmente che a te piaccia o meno.
Trovo deprimente anche solo pensare che i dirigenti di questa Associazione non abbiano letto questo documento che invece è conosciuto dalla stragrande maggioranza dei soci visto che è stato integralmente pubblicato su L'Alpino e sinceramente alla favola di 400.0000 pecoroni ( salvo uno ovviamente e mi riferisco a te che invece l'hai letto) io non credo.
Ma tu che questo documento hai letto reagisci dopo circa un anno e mezzo e lo fai unicamente su questa pagina....con un certo ritardo.
Quello che sinceramente fatico a comprendere è questo: se questa associazione è fatta da 400.000 pecoroni, guidati da dirigenti incapaci che nemmeno leggono gli atti associativamente fondamentali; se poco o nulla ti piace di questa famiglia (cosa assolutamente legittima anche se per me sbagliata), perchè ti scaldi tanto - via internet - e non ti candidi tu a ricoprire quelle cariche che gli altri non sono capaci di onorare?
Già ...perchè anche la tua Sezione ha approvato i documenti in questione e quindi c'è qualcosa che francamente non mi torna.
Al posto di continuare a ripetere le stesse cose, candidati e modificale....
Adriano DAL PRA'21/10/2011 10:37
Con la solita leggiadra chiarezza leguleia, dispensatrice di “verità”, si dimostra quanto mai veritiero il detto popolare “Non c’è sordo più sordo di colui che non vuole sentire”. La relazione di Perona - citata parzialmente da Lavizzari (invito i soci a leggersela tutta. Mi piacerebbe sapere quanti dirigenti se la sono letta attentamente!)- oltre ad esprimere valutazioni che si possono condividere o meno, sulla questione riporta molte affermazioni generiche quanto denigratrici nei confronti di chi la pensa diversamente e, in un punto, contiene un’interpretazione palesemente fasulla, laddove afferma: 1) “E’ stato detto che sarebbe stato violato il nostro Regolamento che impedisce ai soci aggregati di fregiarsi del cappello alpino: argomento certamente sensazionalistico ma profondamente errato”; 2) ”… ma è chiaro che questa Associazione non ha il potere di togliere ciò che lo Stato ha consegnato”.
Il Regolamento nazionale ANA stabilisce (art.8) : ”In particolare è escluso che essi possano avere la tessera sociale ordinaria dell’A.N.A., portare il cappello alpino e fregiarsi del distintivo sociale ordinario”.
Perciò, per chi conosce l’italiano corrente e sa interpretare una frase per quello che c’è scritto, il significato è chiarissimo: 1) IL CAPPELLO NON PUÒ ESSERE PORTATO DAGLI AGGREGATI SENZA ECCEZIONI (che non sono previste!); 2) IN QUANTO LIBERA, ASSOCIAZIONE, PRIVATA, L’ANA NON SOLO NON HA “ALCUN OBBLIGO” BENSI L’OVVIO POTERE DI NON RICONOSCERE A QUESTI RAGAZZOTTI IL CAPPELLO IN QUANTO SOCI ANA. Così, infatti, hanno deciso altre associazioni d’Arma.
Ne risultano casi assurdi, com’è evidente l’esempio di Veronesi, citato sotto. Il che dimostra l’insensatezza della linea politica seguita fin qui. Ne consegue che l’ANA, con i soci “aggregati” e “aiutanti” e con i “mini naja” (che non sono Alpini) auto-alimenta la confusione e fa riemergere le contraddizioni e le ambiguità di fondo, mai chiarite a livello di Statuto. L’ANA - di fatto - è diventata oggi (con i suoi 80.000 aggregati, non Alpini) solo parzialmente un’associazione d’Arma.
Ci sarà sempre qualcuno che, per mestiere o per scelta, ha l’ambizione di convincere che la terra è quadrata o che il nero è bianco o viceversa, secondo i suoi desideri o le sue opinioni politico-associative, ma la realtà rimane quella che è.
Cesare Lavizzari20/10/2011 18:51
Dalla Relazione Morale all'Assemblea dei Delegati 2010
(approvata all'unanimità)
"...Quanto al cappello alpino consegnato agli allievi del Progetto alla fine dello stage sono state dette e scritte le cose più incredibili.
E’ stato detto che sarebbe umiliante per i soci aggregati: buffo che tale osservazione venga da chi dei soci aggregati ha una pessima opinione.
E’ stato detto che sarebbe stato violato il nostro Regolamento che impedisce ai soci aggregati di fregiarsi del cappello alpino: argomento certamente sensazionalistico ma profondamente errato. La norma in questione, infatti, è diretta a chiarire che l’aggregato (o meglio chi non ha ricevuto il cappello dallo Stato) non potrà illudersi di averlo come premio della sua collaborazione; ma è chiaro che questa Associazione non ha il potere di togliere ciò che lo Stato ha consegnato.
In realtà il cappello è un segno di riconoscimento e per riconoscerci lo indossiamo. Ed ogni cappello racconta una singola storia.
Certo ci sono cappelli che raccontano storie ben più importanti della mia ed altri che raccontano storie più lievi.
Non per questo il mio cappello acquista o perde di valore.
Racconterà sempre e solo la mia storia."
Quanto alla mini naja per molti sarà un veicolo per scoprire o meglio esaltare i valori che le FF.AA: possono trasferire, per altri no.
Così come la naja vecchio stile.
A molti è servita ed oggi sono qui a fare cordata con noi, ad altri non è servita nulla nonostante i campi, le guardie, le polverire, gli assalti e i corsi roccia ...
Per molti è stato un anno perduto ...
E per alcuni lo è ancora adesso visto che qualche milite ha messo fuori uso e danneggiato le armi del 3° Artiglieria tanto da boicottare un esercitazione a fuoco.
E' ovvio che la risposta individuale dipende da una miriade di fattori.
Anche a scuola: qualcuno capisce e apprende, mentre ad altri non resta attaccato altro che il pezzo di carta del dipoma.
A molto ragazzi, però, anche la semplice mi naja ha fatto bene e ora vivono la nostra vita associativa con serenità, senza chiedere nulla.
E ti assicuro che se non trova motivi di scandalo Nelson Cenci o Carlo Vicentini o Danda (solo per citare i primi reduci che mi vengono in mente) che questi ragazzi hanno voluto conoscere per capire cosa gli fosse restato nel cuore ...sinceramente non vedo quale motivo di scandalo dovrei permettermi di trovare io.
Adriano DAL PRA'20/10/2011 08:41
Caro Veronesi,dici che hai 27 anni e che sei iscritto all'ANA da ben 9 anni, quindi dal 2002.
Sulla base di quale norme interna, di grazia? Mi è difficile capire quali siano state le serie motivazioni e le tue precedenti esperienze fatte con gli Alpini. Sei aggregato perché qualcuno ti ha iscritto, spero dopo aver valutato bene. Sei aggregato solo perché lo Statuto - colpevolmente - non precisa le modalità di selezione, ma le delega alle decisioni opinabili dei Gruppi e delle Sezioni. Che trattano la cosa, per lo più in modo burocratico. Devi ricordare inoltre che se poi hai fatto due settimane di ferie (volute) tra gli alpini, ciò non vuol dire che, magicamente, tu sia diventato un altro. Neppure perché Perona o altri, con un fervorino retorico di circostanza, hanno invitato a portare con dignità e onore il cappello piovuto dal cielo. Perché gli aggregati- che si voglia o no - non sono Alpini, bensì altro. E non c’è un mago che possa trasformarli. E non si può continuare a girarci intorno per dimostrare l’indimostrabile. Cappello o non cappello. Questo per essere chiari! Sembra che non ti accorga nemmeno della palese contraddizione in cui ti trovi. Tu sei, anzi, un caso davvero da manuale perché, come partecipante “mini naja”, ti hanno dato un cappello alpino immeritato. Da aggregato, lo statuto ANA dice espressamente che “non puoi portare il cappello”. Come la mettiamo caro Veronesi, caro Lavizzari e Perona? Una “soluzione” che evidenzia la piena dabbenaggine all’italiana!
Permettimi di dissentire sull’affermazione “quello che importa è il modo con cui si desiderano le cose". Sono ben altre e diverse le cose importanti. Specie per un Alpino. Perciò avere l’ambizione di essere alpino non è sufficiente.
Tu dici che gli "aggregati" sostengono in modo determinante il tuo Gruppo. Affermi inoltre che” L'intera struttura direzionale e amministrativa è composta da aggregati”. Se fosse vero, sarebbe una situazione illegittima e fareste meglio a prenderne atto e chiudere il Gruppo. Non sarebbe la fine del mondo! Almeno finché saremo “Associazione d’Arma”, anziché una specie di “tennis club”, aperto a tutti, dove chi bussa entra. Del resto è un rischio che, col tempo, corrono parecchi Gruppi: avere cioè pochi o nessun alpino, ma parecchi “simpatizzanti” e qualche mini-alpino finto. E’ questa l’ANA che vogliamo? Io NO!
Caro Lavizzari, noto che la serenità vale solamente per te e, per di più, dura lo spazio di un lampo. Per gli altri non vale poi né la serenità né le argomentazioni addotte, specie quando non si vuole mai rispondere al nocciolo della questione, ai corollari e alle possibili alternative, preferendo ripetere il solito mantra, come quello - ultima chance - dei “valori alpini”. Ma cosa volete che acquisiscano dei “valori” in tre settimane? Gli fanno forse delle specifiche punture o gli danno pastiglie culturali? Tu dici che la mini naja è “un mezzo che favorisce la diffusione dei nostri valori e del nostro stile di vita. Che avvicina i giovani alla nostra realtà e che consente alle FF.AA. di mantenere un legame più stretto con la società civile “. I “valori” non sono una merce : non prendere lucciole per lanterne. Sono compiti titanici se affidati ai 300-400 ragazzotti che partecipano ai corsi. Quali sono i “nostri valori”, di cui tanto si parla nell’ANA, ma specificando quasi mai cosa si intenda, se non per titoli? Per non dire dell’estrema varietà di risposte ottenibili in merito tra gli Alpini. Sondaggio che ho provato a fare. E sottolineando che molti “valori” sono spesso comuni a tanti cittadini. Ad es. la solidarietà. E, inoltre, se abbiamo quasi 80.000 aggregati (non alpini) a cosa ci si riferisce? E quale sarebbe, di grazia, il “nostro stile di vita” di cui parli e che dovremmo diffondere addirittura come modello? Ma scherziamo? Come al solito, si stanno usando parole al vento e concetti astratti, facendo solo molto fumo.
MATTEO VERONESI19/10/2011 23:48
Giovanni...purtroppo lo so, ho letto anche degli interventi pesanti e non è certo mia intenzione iniziare una nuova discussione in merito alla mini naja, sui suoi modi e tempi, e nemmeno sul cappello. Lasciami però la possibilità di dire come la penso. Lo statuto lo conosco bene, lo condivido e lo rispetto. L'ANA e i suoi vertici direttivi hanno dato a me, come a tanti altri giovani, la possibilità di fare un'esperienza unica e indimenticabile. Credimi che vuol dire tanto. Un Saluto
Giovanni Garbin19/10/2011 22:24
Caro Matteo, sapessi quanto è stato scritto e riscritto su questa mini-naja - pianeta difesa e sul cappello alpino. Iniziare una nuova discussione .... non servirebbe. Credimi. Da parte mia seguo lo Statuto ed il Regolamento di questa nostra A.N.A. Te lo suggerisco.
http://www.ana.it/page/lo-statuto
MATTEO VERONESI19/10/2011 19:46
Capisco l'incazzatura di molti soci alpini, vedo anche che a molti altri la mini naja piace! Ho 27 anni e da 9 anni sono iscritto all'ANA...e se dicessi che il Gruppo di cui faccio parte è sostenuto dagli aggregati? perchè è vero! L'intera struttura direzionale e amministrativa è composta da aggregati e la stessa Sezione spesso si avvale dell'aiuto dei soci aggregati per gli incarichi più disparati. A mio avviso tanti alpini sono iscritti solo per la tessera e il bollino ma non si vedono mai, mentre gli aggregati spesso fanno di più di quello che gli compete. Ovviamente io sono un socio aggregato, e nel 2009 ho svolto il progetto Pianeta Difesa a San Candido.
Caro Dal Prà, tu sai perchè ci sono voluto andare? Sai perchè sono partito pur avendo in quel momento seri problemi famigliari e di lavoro? Ho rinunciato alle uniche due settimane estive di ferie e se volevo andare in "vacanza" sicuramente c'erano mete più calde e rilassanti, ma sicuramente meno INTERESSANTI dell'esperienza che mi si prospettava. Nessuno si interroga sulle motivazioni che spingono questi ragazzi a scegliere i reparti alpini piuttosto che i altri corpi prestigiosi dell'esercito o i carabinieri, l'areonautica e la marina. Dovevi vedere le lacrime dei genitori che hanno fatto la naja negli alpini a vedere il proprio figlio indossare il cappello alla cerimonia di chiusura.
Personalmente condivido il pensiero di Casare Lavizzari. Il fine della mini naja è quello della diffusione dei valori dell'ANA oltre che rappresentare un punto di contatto tra i giovanni e le FF.AA. fatto sta che numerosi ragazzi del mio corso hanno intrapreso la strada del VFP1.
Sto per dire una cosa un po forte ma lo devo fare: credo davvero che molti aggregati siano molto più attaccati alla nostra Associazione di tanti alpini che non si vedono mai, che ogni tanto borbottano su ciò che non gli piace ma non danno il loro contributo con proposte valide ed alternative. Questa almeno è l'esperienza che sto vivendo io.
Credo che gran parte del problema e di quella che tu definisci "incazzatura" deriva dal fatto che questi ragazzi possano portare il cappello. Dalla pubblicazione del discorso ufficiale pronunciato nella sala resch al 6° Alpini:
Quanto al cappello alpino che il generale Alberto Primicerj, di lì a poco, avrebbe messo in testa a questi giovani a conclusione del corso, Perona ha esortato:
“Portatelo con dignità, con fierezza, perchè dietro al cappello c'è una lunga storia, di sacrificio, di impegni, di dolore, di soddisfazione, di abnegazione. Sono gli stessi principi che vi hanno portato a salire qua su, e a fare con dovere il vostro periodo, corto ma intenso, nella vita militare. Non perdete l'entusiasmo che avete dimostrato e non perdete mai di vista questo cappello. Calatevelo ben in testa perchè questo cappello, per voi, come per noi vuol dire tutto."
Come dice il Presidente Perona, "quello che imprta è il modo con cui si desiderano le cose".
Io questo cappello l'ho cercato e sono fiero di portarlo!
Un saluto a tutti.
Matteo Veronesi
Cesare Lavizzari19/10/2011 15:43
Mi piacerebbe, ma forse è solo un mondo ideale, che la stessa serenità che mantengo io fosse mantenuta da tutti.
Le dure "requisitorie" così le definisci, del Presidente Perona non sono mai state rivolte ai concetti o alle idee espresse quanto, piuttosto, al metodo e ai toni utilizzati.
Se non si comprende, tutti, che non c'è argomento sul quale si possa discutere con serenità, con lealtà e pacatezza, in realtà non si discuterà mai di nulla. Ci si limiterà ad un tifo preconcetto ed acritico che non porta da nessuna parte.
Per cui ironie di bassa lega, accuse di connivenza politica, documenti mandati a tutti fuorchè al reale destinatario e altre amenità di questo genere non credo debbano far parte del nostro patrimonio associativo.
Quanto alla mini naja mi permetto di farti osservare che l'argomento è stato trattato in tre assemblee dei Delegati ed in altrettante assemblee dei Presidenti di Sezioni con i risultati che mi pare tu consoca fin troppo bene che costituiscono una realtà un po' diversa da quella che rappresenti tu.
Posso dirti che non c'è argomento sul quale si possa raggiungere il 100% dei consensi degli associati.
A te la mini naja non piace. Questo mi è chiaro. Io, invece, la vedo come un mezzo che favorisce la diffusione dei nostri valori e del nostro stile di vita. Che avvicina igiovani alla nostra realtà e che consente alle FF.AA. di mantenere un legame più stretto con la società civile, legame che con la fine della leva si andava via via affievolendo.
La nostra realtà è molto variegata e tutti i punti di vista hanno pari dignità. Poi occorre prendere atto che ad una sintesi si deve pur arrivare....e non si può fare che secondo i canali previsti dalla regole associative.
DI più posso aggiungere che su un argomento delicato come quello del futuro associativo il Presidente NAizonale sta girando per tutte le Sezioni per sentire i CDS e i capigruppo circa il documento della Sede Nazionale, registrando i pareri e le eventuali proposte alternative o contrarie.
Non mi pare, sinceramente, il modo di fare di un gruppo dirigente (che peraltro viene eletto da voi) arrogante o autoritario.
Adriano DAL PRA'19/10/2011 10:35
Caro Lavizzari, sono contento che tu mantenga la serenità. E’ commovente sentirti dire “sono convinto che nessuno, ma proprio nessuno possa accreditarsi del titolo di difensore della vera ortodossia alpina. Le visioni riguardanti la nostra vita associativa sono molto variegate e tutte perfettamente legittime.”Mi permetto di farti notare l’uso improprio di “visioni”; sarebbe forse meglio usare: pareri, idee,valutazioni,concezioni, proposte. Non capisco la tua lamentazione che i soci Ana “critici” non ti riconoscerebbero nemmeno “un minimo di legittimità e la possibilità, almeno ipotetica, che anche le mie idee possano essere giuste”.Chissà perché io (non credo proprio d’essere il solo!) leggendo le tue prese di posizione avevo inteso esattamente il contrario: dai spesso l’evidente impressione di voler essere un “custode dell’ortodossia”! Alle critiche che sono rivolte a te, al presidente Perona e al CDN, si risponde molto spesso con toni estremamente duri, spesso esagitati, da lesa maestà. E tu ci metti ovviamente del tuo. Dovresti considerare che, non solo tu,ma anche gli altri possono avere “idee giuste” o valutazioni sensate. Rileggiti in proposito tutti i tuoi commenti su svariati argomenti! E rileggiti pure le dure requisitorie di Perona sulla mini naja. Alla fine, come sempre, contano soprattutto i fatti, anzichè le pie dichiarazioni di principio o le semplici intenzioni. Le critiche altrui sono tutt’altro che “proclami”- come tu affermi (smentendoti subito rispetto a quanto detto sopra). Ad esempio. Anche se eri presente alla manifestazione mininaja-parà, non puoi dire che il direttore della rivista non sa, non è informato, che è sufficiente quello che hai visto con i tuoi occhi, che la tua impressione è quella che vale: quello che hai visto non è la verità. Rileggiti attentamente quanto ho riportato. Nessuno ha contestato che abbiano dato un basco ai ragazzotti finti-parà. La notizia fondamentale è che l’Ass. Parà lo ha disconosciuto ufficialmente. L’ANA li ha fatti addirittura sfilare all’adunata!
Nell’ANA la faccenda “mini naja”, così tanto sostenuta politicamente ed amata dal gruppo dirigente, si sta dimostrando molto disgregante e conflittuale per l’ANA, nonostante le esaltazioni e i panegirici di qualcuno, l’amplissimo spazio dedicato a questi corsi e le speranze di fare qualche decina di iscrizioni in più. Uno strabismo incredibile.
Il problema è il rispetto delle regole e, ancor prima, del buonsenso. Facciamo un referendum tra i soci ANA? Perché non si è dedicato né si dedica lo stesso (o maggiore) impegno e adeguate risorse a conoscere le motivazioni delle molte centinaia di migliaia di Alpini che han fatto, in maggior parte, la naja vera, ma che non si iscrivono all’ANA?
Cesare Lavizzari18/10/2011 18:36
Caro Garbin non sono per nulla nervoso.
Semmai replico ad affermazioni infarcite di un'ironia che, a parere mio, è fuori luogo.
Ma sono e resto tranquillo e sereno.
Riferisco quello che ho visto con i miei occhi niente di più e niente di meno.
Quanto agli arogmenti io dico e dirò sempre come la penso io ....sapendo benissimo di non essere la fonte della verità e senza averne nemmeno la pretesa.
Ti dirò di più: sono convinto che nessuno, ma proprio nessuno possa accreditarsi del titolo di difensore della vera ortodossia alpina. Le visioni riguardanti la nostra vita associativa sono molto variegate e tutte perfettamente legittime.
Mi piace e mi stimola ogni discusisone semprechè, dall'altra parte mi si riconosca un minimo di legittimità e la possibilità, almeno ipotetica, che anche le mie idee possano essere giuste.
Mi piace molto meno quando più che discutere si fanno proclami ma è il vizio corrente di questa società e cerco di farmene una ragione.
Sarà anche per questo che riesco a mantenere la serenità..
Giovanni Garbin17/10/2011 13:46
Caro Lavizzari, ti trovo alquanto innervosito nei tuoi commenti.
Come vedi c'è gente che sa leggere e destreggiarsi molto bene nelle discussioni...
Questo è un problema !
La verità non è solo, sempre e soltanto da una parte.
Da un lato trovo malinconico ilo modo con il quale cerchi sempre di raggirare a tuo favore ogni intervento.
Cesare Lavizzari17/10/2011 09:41
Non voglio sapere di più di nessuno.
Ma, al di là delle parole che spesso sono gratuite, guardo a quello che accade in concreto e ti ho riferito esclusivamente ciò che ho personalmente visto e vissuto alla CAPAR nel corso di una cerimonia durante la quale mi trovavo di fianco al PRes Naz. dell'ANPdI che, se devo essere sincere, non mi è parso turbato.
I parà, per tradizione, indossano il basco, mi pare, dopo il primo lancio e affermare che i mini parà potranno indossare il basco dopo aver frequentato un corso di paracadutismo (sotto controllo militare - evidentemente non militare) non mi pare molto lontana dalla posizione dell'ANA. Riconoscono, cioè, il diritto ad indossare il basco con lo stage integrato (per loro ci vuole il lancio) da un corso con lancio e non da un periodo di naja ...
Ad ogni modo, sarà quel che sarà, i mini parà il basco lo indossano anche nelle manifestazioni ufficiali ....
Cesare Lavizzari17/10/2011 09:41
Non voglio sapere di più di nessuno.
Ma, al di là delle parole che spesso sono gratuite, guardo a quello che accade in concreto e ti ho riferito esclusivamente ciò che ho personalmente visto e vissuto alla CAPAR nel corso di una cerimonia durante la quale mi trovavo di fianco al PRes Naz. dell'ANPdI che, se devo essere sincere, non mi è parso turbato.
I parà, per tradizione, indossano il basco, mi pare, dopo il primo lancio e affermare che i mini parà potranno indossare il basco dopo aver frequentato un corso di paracadutismo (sotto controllo militare - evidentemente non militare) non mi pare molto lontana dalla posizione dell'ANA. Riconoscono, cioè, il diritto ad indossare il basco con lo stage integrato (per loro ci vuole il lancio) da un corso con lancio e non da un periodo di naja ...
Ad ogni modo, sarà quel che sarà, i mini parà il basco lo indossano anche nelle manifestazioni ufficiali ....
Adriano DAL PRA'16/10/2011 21:17
Caro Lavizzari,sei un fenomeno!La tua chiarezza sembra simile alla foschia. Adesso vuoi saperne di più perfino del direttore della rivista dei parà. Ma bravo! Ai mini naja l'esercito ha consegnato un basco "simbolico" ma che poi l'Associazione Paracadutisti NON HA MINIMAMENTE E UFFICIALMENTE RICONOSCIUTO! I ragazzotti potranno quindi rimirarsi davanti allo specchio di casa ma non potranno portarlo ufficialmente.Leggiti attentamente quel che ho riportato integralmente invece di fare altre polemiche vacue. Informati bene, caro mio!
Cesare Lavizzari16/10/2011 17:07
Si trattava di quelli che avevano fatto lo stage di luglio ed erano inquadrati di fianco ai reparti di formazione....tanto per essere chiari.
Cesare Lavizzari16/10/2011 17:06
Caro Dal Prà non ho bisogno di informarmi meglio. Forse dovrebbe farlo Falciglia. ero personalmente presente alla CAPAR nel mese di settembre del 2010 ed ho personalmente visto i mini parà a quella manifestazione con il loro bravo basco amaranto sulla testa...
Adriano DAL PRA'16/10/2011 10:30
Caro Lavizzari, anziché tirare in ballo addirittura i reduci con considerazioni ridicole, accampando fantasiose difficoltà tra noi e loro, faresti bene ad informarti adeguatamente e a non fornire notizie incomplete o distorte. Mi riferisco al punto in cui dici:"La questione del cappello è di un semplicità disarmante. L'esercito lo consegna e noi non possiamo fare altro che prenderne atto (per inciso i parà consegnano il basco amaranto e i mini parà lo indossano nelle cerimonie...). In un editoriale di Aldo Falciglia sul numero di novembre 2010, p.3, della rivista “Folgore”, organo dell’Associazione paracadutisti si trova scritto:”… L’ultima nota riguarda le considerazioni espresse da un noto e bravo giornalista, direttore di un periodico che si occupa di difesa. Lo stesso , presumo sommariamente informato, sostiene, in un suo editoriale, che i partecipanti al periodo di formazione “vivi la difesa, militare per tre settimane” (anche detto leva breve) svolto presso il C. A. Par. potranno indossare il basco dei paracadutisti. Voglio rassicurare l’amico direttore che così non sarà. I giovani in questione potranno senza dubbio iscriversi all’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, in qualità di soci simpatizzanti se lo vorranno. Successivamente, e sempre solo se lo vorranno, frequentare un corso di paracadutismo ed effettuare i previsti lanci di abilitazione sotto controllo militare. Così potranno essere considerati paracadutisti e indossare il basco amaranto con il fregio dell’Associazione. Il basco amaranto donato loro, al termine del periodo di formazione, ha un valore simbolico, è un ricordo a testimonianza del loro impegno e stimolo a proseguire”.
Com’è evidente i parà hanno le idee molto chiare e, per quanto riguarda il cappello, una valutazione nettamente contraria a quella assunta dal gruppo dirigente dell’ANA! Forse che i parà sono meno seri o meno patriottici degli Alpini?
Cesare Lavizzari14/10/2011 16:39
PErchè bisogna sempre giocare sugli equivoci???
Noi abbiamo detto a questi ragazzi che non sono alpini (è l'Esercito a dire loro il contrario semmai...) ....
Questi ragazzi non vengono iscritti come soci ordinari ma solo come aggregati ...
Non ho scritto che l'addestramento è più duro di quello della Legione ma che un legionario (uno cioè che ha finito il periodo di istruzione alla Legione) ha detto che fisicamente non hanno scherzato ...che è cosa assai differente...
Forse non ti sarai accorto ma gli aggregati non debbono essere iscritti solo se hanno collaborato con noi. Anzi: nessuno dovrebbe collaborare con noi se non iscritto almeno come aggregato. Questo per ragioni squisitamente assicurative.
La questione cappello è di una semplicità disarmanete: l'Esercito lo consegna e noi non possiamo fare altro che prenderne atto (per inciso anche i parà consegnano il basco amaranto e i mini parà lo indossano nelle cerimonie anche alla SMIPAR o CAPAR che dir si voglia....)..
L'interesse dell'ANA per tutta questa vicenda non risiede in qualche tessera in più ....ma nel meccanismo di diffusione dei nostri valori e del nostro stile di vita che per il momento sta dando buoni frutti ....poi è addirittura ovvio che starà a noi continuare ciò che le Truppe ALpine hanno iniziato e non credo che la via migliore sia quella dell'atteggiarsi a padreterni prendendo questi ragazzi (che, a tutto concedere, non hanno fatto proprio nulla di male) a pesci in faccia.
Se i reduci avessero trattato così noi altri (e la differenza tra noi e i reduci è molto superiore a quella tran oi e i mini najoni) semplicemente non ci saremmo iscritti perchè non aver fatto la guerra non era certo una nostra colpa...
Cesare Lavizzari14/10/2011 16:38
PErchè bisogna sempre giocare sugli equivoci???
Noi abbiamo detto a questi ragazzi che non sono alpini (è l'Esercito a dire loro il contrario semmai...) ....
Questi ragazzi non vengono iscritti come soci ordinari ma solo come aggregati ...
Non ho scritto che l'addestramento è più duro di quello della Legione ma che un legionario (uno cioè che ha finito il periodo di istruzione alla Legione) ha detto che fisicamente non hanno scherzato ...che è cosa assai differente...
Forse non ti sarai accorto ma gli aggregati non debbono essere iscritti solo se hanno collaborato con noi. Anzi: nessuno dovrebbe collaborare con noi se non iscritto almeno come aggregato. Questo per ragioni squisitamente assicurative.
La questione cappello è di una semplicità disarmanete: l'Esercito lo consegna e noi non possiamo fare altro che prenderne atto (per inciso anche i parà consegnano il basco amaranto e i mini parà lo indossano nelle cerimonie anche alla SMIPAR o CAPAR che dir si voglia....)..
L'interesse dell'ANA per tutta questa vicenda non risiede in qualche tessera in più ....ma nel meccanismo di diffusione dei nostri valori e del nostro stile di vita che per il momento sta dando buoni frutti ....poi è addirittura ovvio che starà a noi continuare ciò che le Truppe ALpine hanno iniziato e non credo che la via migliore sia quella dell'atteggiarsi a padreterni prendendo questi ragazzi (che, a tutto concedere, non hanno fatto proprio nulla di male) a pesci in faccia.
Se i reduci avessero trattato così noi altri (e la differenza tra noi e i reduci è molto superiore a quella tran oi e i mini najoni) semplicemente non ci saremmo iscritti perchè non aver fatto la guerra non era certo una nostra colpa...
Adriano DAL PRA'14/10/2011 08:16
Caro Lavizzari,saranno anche dei genietti forzuti e intelligenti questi della mini naja, ma che in tre settimane imparino tutto quello che c'è nel loro programma non lo credo. Ho fatto l'istruttore nella Julia per dieci mesi e molti anni di formazione in vari campi, quindi so di quel che parlo. Che poi questi acquisiscano in pillole la mentalità alpina e la conoscenza della montagna (marce comprese) dimostratelo! Non basta portarli a spasso qualche volta per le Dolomiti e fotografarli. Se le parole hanno un senso,QUESTI NON SONO ALPINI! Non a caso altri corpi dell'esercito o associazione d’Arma (es. i paracadutisti) non hanno consentito che quelli della mininaja portassero il basco. Troppo stretti di manica o più seri? In quanto al programma, se questo serve ed è efficace, va verificato alla fine sulle conoscenze effettivamente acquisite, non solamente interpellando i comandanti e gli interessati. Qualsiasi formatore ed istruttore (militare e non) sa questo principio elementare di formazione e di addestramento! Che poi nella mini naja si faccia un addestramento fisicamente quasi più duro della Legione Straniera, passerò la strabiliante notizia (uno straordinario scoop!) ai miei amici francesi. Forse saranno costretti a cambiare il loro addestramento (?!)
In quanto all'iscrizione all'ANA, caro Lavizzari, sul nostro Statuto è scritto, a chiare lettere, che I SOCI DEVONO ESSERE ALPINI CHE HANNO FATTO ALMENO DUE MESI DI NAJA ALPINA. Tanto meno questi ragazzotti e ragazzotte sono iscrivibili tra gli aggregati alle sezioni ANA per qualche attività svolta con queste. Quindi non meniamo il can per l'aia!
Ha ragione Ferrante a chiedere maggiore attenzione e umiltà.
Il pacchiano, assurdo errore è stato fatto ed ora dobbiamo subirne le conseguenze: sia per la questione "cappello" che per il resto. Non sono i soci Alpini a sbagliare bensì la dirigenza dell'ANA, che si è poi arrampicata sugli specchi per giustificare la sua scelta. E tutto ciò per avere qualche centinaio di iscritti potenziali in più. Una vera miseria.
In quanto ai costi: questi mangiano così tanto? Se la maggior parte dei soldi (20 milioni in tre anni) servono veramente per la sistemazione delle caserme la destinazione d’uso doveva essere diversa. O è la solita furbizia all’italiana. E i problemi dell'abbigliamento mancante o spesso carente nei reparti alpini veri sono solo fantasie del Nord- Est?
Fa piacere che i dirigenti girino per le Sezioni e i Gruppi. Purché poi dialoghino pazientemente con i soci e li ascoltino veramente, per superare il diffuso malcontento e le critiche. Mi sembra che ci sia invece molta paura del dissenso e del confronto vero, si dimostra poco coraggio, tendendo a cercar di far prevalere la gerarchia o a tappare la bocca o ad usare, troppo spesso, la bacchetta, come la mia vecchia maestra negli anni cinquanta a scuola !
Cesare Lavizzari13/10/2011 16:16
Non solo l'ho riletto (perchè evidentemente dalla prima edizione di Pianeta Difesa di due settimana a Vivi le Forze Armate che è di tre si è modificato), ma certamente ho verificato (per quanto mi è stato possibile e con riferimento ai corsi alle cui cerimonie di chiusura ho personalmente partecipato) che ad ogni edizione è stato eseguito per intero.
Me lo hanno confermato i Comandanti dei Reparti interessati, gli istruttori ed i ragazzi che vi hanno preso parte. Per quello che so lo stesso è accaduto nelle altre nostre caserme. A Bousson, tra l'altro, mi sono imbattuto in un ragazzo che aveva deciso di partecipare allo stage in attesa di conoscere l'esito della domanda di arruolamento VFP1... Si trattava di un ragazzone che aveva fatto, qualche mese prima, l'addestramento presso la Legione Straniera per ragioni di tradizioni familiari. Questo ragazzo nel precisare che sotto la Legione la pressione psicologica è fortissima ha concluso dicendo"...certo che qui, fisicamente, mica hanno scherzato ..."...
Quanto ai denari stanziati dal Patrio Governo mi auguro che si abbia un'idea di come sono stati spesi: i ragazzi costano praticamente solo in "vitto", ma quegli stanziamenti hanno consentito di sistemare caserme che ormai davano segni di stanchezza...
Dici che abbiamo concesso loro di iscriversi come soci aggregati ed hai ragione. Vorrei sapere, però, a che titolo avremmo dovuto vietare la loro iscrizione. Hanno qualcosa in meno di un normale ragazzo di vent'anni che non ha fatto la mini naja?
Per Ferrante: i cosiddetti "vertici associativi" non è che vivano in un paradiso eburneo avulso dalla realtà...ciascuno di noi ha fatto e fa la sua normale vita associativa di Gruppo e di Sezione e per Gruppi e Sezioni giriamo tutti moltissimo. La "base" (termine orrendo ma che rende l'idea) la sentiamo eccome e siamo assolutamente consci di un certo malcontento che fa, però da contraltare ad un notevole entusiasmo, magari meno chiassoso, ma egualmente esistente che non può non essere tenuto in considerazione.
ferrante bassi11/10/2011 16:50
Hai ragione Adriano, c'è stata una mescolanza di miele e fiele o meglio di amore e rabbia, amore per questa associazione nella quale mi identifico, rabbia per lo scontento che si percepisce tra gli Alpini, possibile che non ci sia una soluzione, possibile che non ci sia modo di avvicinare i pensieri, eppure condividiamo valori e tradizioni, non riesco a tollerare questa guerra fratricida, si vedono azioni della base inimmaginabili fino a qualche anno e risposte dei vertici, che denotano tanto nervosismo, eppure siamo la stessa famiglia, quello che alcuni anni fà si risolveva con una bevuta e una cantà, oggi ci si affida agli avvocati, non è logico, ditemi che non è vero, per il bene dell'associazione, esorto i vertici ad ascoltare di più la base, ( non i presidenti di sezione ne i delegati ) non che non ne siano degni, ma perchè ho l'impressione che la frattura sia a valle, quindi bisogna scendere in mezzo agli Alpini e chiedere a loro la soluzione, perche loro sono l' A.N.A.
Buon lavoro.
Adriano DAL PRA'11/10/2011 11:19
Caro Bassi, non ti pare di mettere assieme cose diverse, anche se qualche collegamento c’è? Altro che “saga” questo è un problema grave e dirompente per l’ANA. Per logica, non puoi sostenere - come affermi - che un’iniziativa” è bella (se possiamo permettercela)” ed è “sicuramente utile … indipendentemente dal programma, purtroppo è l’atto finale che scontenta una parte del popolo ANA ed in particolare quella nutrita schiera di Aggregati/aiutanti..”. Proprio perché, oltre al poco tempo disponibile che non consente di far seria formazione, oltre al costo rilevante, c’è alla fine (molto inopportunamente) la consegna ai ragazzi del cappello alpino!
Se dai un giudizio d’insieme, quindi, lo devi dare su tutto, non su una sola parte!. E su quest’ultima il giudizio di moltissimi alpini è decisamente negativo. Perché è in netto contrasto con il nostro Statuto, perché è immeritato, perché crea ulteriori problemi interni all’ANA con altri che non sono Alpini, ma semplici aggregati. Ora è chiaro che il CDN in passato ha molto sottovalutato le conseguenze delle scelte fatte in questa direzione, praticamente senza sufficiente discussione interna. E la questione è destinata ad aggravarsi.
Se non altro perché la dirigenza ANA ha concesso loro di iscriversi come aggregati e ha addirittura consentito loro di sfilare all’adunata nazionale, come fossero veri soci Alpini.
ferrante bassi08/10/2011 23:08
Santo cielo, si trascina la saga della "mini naja", stiamo versando il mare in un bicchiere, sicuramente è una bella iniziativa ( se possiamo permettercela ) e qui siamo tutti d'accordo, sicuramente è utile a quei ragazzi, indipendentemente dal programma, (anche un solo giorno è utile), purtroppo è l'atto finale che scontenta una parte del popolo A.N.A. ed in particolare quella nutrita schiera di " Aggregati/aiutanti " che lavorano all'interno dei gruppi e spesso hanno servito la stato in altri corpi (fanteria carristi V.A.M. ecc.) e sentono di condividere i nostri valori, che non sono esclusivi, ma condivisi da tanti cittadini onesti e laboriosi anche se non Alpini, dicevamo queste persone, che all'interno del gruppo chiedono di poter sfilare davanti al Labaro, con la norvegese comprata a caro prezzo, non regalata, cosa si risponde?
Se si rispondesse si , penso che oltre ad andare contro lo statuto, il Labaro si verrebbe a trovare molto indietro in sfilata!
Se si risponde no , dicono perchè?, se i ragazzi inquadrati aggregati come noi sfilano? ed anche questo è un piccolo nodo che stà venendo al pettine.
Un consiglio ai rappresentanti del C.D.N. che partecipano alle varie manifestazioni Alpine, dopo il discorso di rito e cerimonie annesse, levatevi il distinguo, (giacca e cravatta) e magari indossate la camicia del gruppo ospitante e partecipate al rancio Alpino seduti in mezzo alla truppa, vedrete che il gesto sarà molto gradito e sarà anche un modo per raccogliere quelle indicazioni sagge che i veci sanno sempre dispensare e che spesso sono le piu semplici e forse è anche um modo per ridurre quello spazio che a mio parere si sta creando fra il mondo Alpino e la dirigenza.
Le tavolate rotonde sono le più belle, perchè non c'è il capo tavola.
Adriano DAL PRA'06/10/2011 19:52
Caro Lavizzari, il programma l'ho visto e letto attentamente. Dubito che ad ogni corso lo rifacciano integralmente. Poichè tu vai a parlare a questi ragazzotti (che non hanno alcuna "colpa" in merito per la loro partecipazione, come tu insinui) penso che sarai stato così bravo e premuroso da rileggertelo e verificare poi se è stato integralmente attuato.
Giovanni Garbin05/10/2011 21:56
Sarà come quello fatto ai partecipanti del secondo corso.
Si concludono oggi tre intense settimane di addestramento durante le quali 95 ragazzi, guidati dagli istruttori del battaglione alpini Bassano, che hanno il secondo corso 2011 dello stage formativo hanno avuto modo di testare in prima persona la vita militare attraverso lo svolgimento di attività fisiche, il movimento in montagna, il superamento di guadi, visite culturali, arrampicata e nozioni di regolamenti e di disciplina.
Cesare Lavizzari05/10/2011 15:26
Ma tu lo conosci il programma addestrativo di quelli che dispregiativamente chiami "ragazzotti in ferie(e non si capisce davvero che colpe abbiano questi ragazzi) ?
Spero proprio di si e che ci illuminerai...
Adriano DAL PRA'05/10/2011 10:22
La superficialità e gli sprechi sono un guaio anche per i militari. Chi conosce davvero il programma di addestramento di questi ragazzotti in ferie? Ma cosa volete che imparino in tre settimane? Per me sarebbe doveroso e "molto buono" che le poche risorse disponibili servissero a comprare sufficienti divise e abbigliamento per gli alpini sotto le armi.Che ne hanno bisogno. Provo ormai solo fastidio per quanti continuano imperterriti a magnificare - come un mantra - questa iniziativa, rivolta questa volta, col terzo corso 2011, a ben 104 giovani (tra Belluno e La Thuile) . Un numero davvero strabigliante!
Come si fa ad essere così ciechi (o strabici) e pensare che questi siano la salvezza e il futuro dell'ANA, con tanto di cappello alpino spudoratamente regalato loro, accettato dal gruppo dirigente ANA, ma che tanta incazzatura ha creato e crea tra gli alpini?
giulio bolognini14/09/2011 14:47
penso che come iniziativa sia molto buona,ma in sostanza quei ragazzi avrebbero bisogno di piu' tempo per apprendere e "digerire" tutto cio' che a loro viene impartito dagli istruttori.