Articolo Alpino

A cinquant’anni dall’eccidio


  Argomento: Ana

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Settembre 2017 dell'Alpino


La pioggia battente non ha impedito la commemorazione dei Caduti di Cima Vallona nel 50º dell’eccidio avvenuto proprio domenica 25 giugno 1967 ad opera di terroristi sudtirolesi. Già di primo mattino sul luogo dell’attentato nei pressi della Forcella, quasi 200 persone, assieme ai sindaci di San Nicolò di Comelico Giancarlo Ianese e di Comelico Superiore, Marco Staunovo e al Presidente della Sezione Cadore, Antonio Cason, hanno partecipato al semplice rito presso il sacello, con la deposizione di un mazzo di fiori e un canto dedicato ai Caduti.

Quindi alle 10.30 la cerimonia ufficiale in località Cappella Tamai, davanti alla bella chiesetta che dal 1970 ricorda Francesco Gentile, Mario Di Lecce, Olivo Dordi e Armando Piva e le altre vittime del terrorismo. Foltissima la rappresentanza delle associazioni combattentistiche e d’arma, con labari, vessilli e gagliardetti. Come ogni anno era presente Marcello Fagnani, unico sopravvissuto all’attentato nel quale riportò ferite gravissime. Nella tribuna appositamente realizzata per questa occasione di fronte alla chiesetta, anche i familiari delle vittime: Ottavio e Amatore Dordi, fratelli di Olivo, Francesca e Stefano di Lecce, figlia e nipote di Mario, Gabriella Piva, sorella di Armando.

Dopo l’alzabandiera e l’onore ai Caduti, accompagnato dal complesso bandistico Val di Gorto di Ovaro, le allocuzioni ufficiali con gli interventi del sindaco Ianese, del Presidente Ana Cadore Cason, anche a nome del Gruppo Ana di Casamazzagno incaricato per l’organizzazione, del gen. Marco Bertolini, di Michele Dal Paos, Consigliere nazionale che ha portato il saluto del Presidente Favero, del gen. Giuseppe Lagala, comandante della Legione Veneto dei Carabinieri e del Prefetto di Belluno Francesco Esposito, che ha letto un messaggio del Ministro della Difesa Roberta Pinotti.

È seguita la Messa celebrata dal vescovo di Belluno Renato Marangoni, accompagnata dai canti del Coro Comelico che, in chiusura di cerimonia ha eseguito per la prima volta in forma ufficiale “Cima Vallona” la canzone che Francesco Guccini nel 1968 ha dedicato ai quattro giovani periti nell’attentato: “Portategli il vostro sincero rimpianto, portategli il vostro ricordo soltanto, che sappiano loro che sono partiti che noi tutti noi siam rimasti feriti”.

Livio Olivotto
livio.olivotto@alice.it

  11/09/2017

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